11.3802 · Mozione · 2011-09-21
Dipartimento di giustizia e polizia
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di concludere con l'Italia un accordo di riammissione che permetta di trasferire i richiedenti in Italia, quale Paese di primo asilo, anche in treno.
Begründung
La maggior parte dei rifugiati giunge in Svizzera dopo essere transitata prima dall'Italia e poi dal Ticino. L'accordo di Dublino consente di ritrasferirli tutti in Italia. Il fatto che tali persone possano essere riammesse soltanto a Roma e quindi allontanate soltanto in aereo costituisce tuttavia un ostacolo insensato. Dev'essere ammesso effettuare tali trasporti anche con il treno.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
In sostanza l'applicazione dell'accordo di Dublino con l'Italia funziona bene, anche se non sempre senza intoppi. Nei primi dieci mesi di quest'anno, l'Italia ha accolto il 90 per cento circa delle domande di presa in carico presentate dalla Svizzera, quota superiore a quella registrata dagli altri Stati Dublino (media dell'82 per cento). Da gennaio 2011 a oggi è stato possibile trasferire effettivamente in Italia 1901 persone, il che corrisponde a una media di 190 trasferimenti al mese (2010: 114 trasferimenti al mese) o a otto persone per giorno lavorativo. Va fatto notare che, conformemente al regolamento di applicazione di Dublino, in linea di massima è lo Stato che prende in carico le persone a determinare la destinazione e la modalità di trasferimento. La destinazione in Italia dipende sostanzialmente dalla competenza interna (questura). Pertanto gli interessati non sono trasferiti verso l'Italia passando soltanto per l'aeroporto di Roma Fiumicino, bensì anche per quelli di Milano Malpensa, Firenze, Venezia, Bologna, Bari e Palermo.
Nei trasferimenti via terra, già oggi praticati per esempio con l'Austria, la persona deve essere consegnata alla frontiera alle autorità dello Stato limitrofo. In tali casi, di solito la persona è trasportata in automobile fino al valico, dove è consegnata alle autorità competenti. Nei trasporto su treni "di linea" una tale consegna è impossibile già solo per motivi di tempo. Anche il trasporto con un treno speciale comporterebbe considerevoli oneri supplementari in termini di personale e di organizzazione. Inoltre, se la persona è consegnata alle autorità italiane già alla frontiera e non direttamente nel luogo cui è destinata, vi è un maggior rischio che rientri immediatamente in Svizzera.
Il Consiglio federale non ritiene che i trasferimenti via treno migliorerebbero la cooperazione Dublino con l'Italia, che intende tuttavia potenziare. In settembre il capo del Dipartimento federale di giustizia e polizia ha pertanto deciso, insieme all'allora ministro dell'interno Roberto Maroni, di inviare a Roma un agente di collegamento dell'Ufficio federale della migrazione.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.