11.3957 · Mozione · 2011-09-29
Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di sottoporre al Parlamento una modifica dell'articolo 59 della Costituzione federale e della legislazione in materia di servizio civile per dare la possibilità alle donne e ai giovani stranieri di svolgere il servizio civile volontario.
Begründung
Negli ultimi anni il servizio civile si è rivelato uno strumento utile, che ha permesso ai giovani uomini svizzeri di compiere esperienze importanti nel sociale e nella tutela dell'ambiente, fornendo allo stesso tempo un servizio prezioso alla collettività. Nella risposta alla mia interpellanza 09.3433 il Consiglio federale scrive: "Le persone che prestano servizio civile accrescono le proprie competenze tecniche e sociali e maturano esperienze che, in seguito, potranno risultare utili nel mondo del lavoro." Oltre a promuovere l'integrazione sociale e lavorativa dei giovani, il servizio civile favorisce anche il dialogo tra regioni e generazioni diverse, aumentando così il livello di coesione e sicurezza sociale nel nostro Paese. Spesso i giovani vedono il servizio civile come una soluzione transitoria fino al momento di iniziare una formazione. Un'apertura sarebbe vantaggiosa per tutti: per i giovani disoccupati, per i giovani alla ricerca della propria "vocazione" che vogliono maturare esperienze in ambiti nuovi o essere utili alla collettività e per le istituzioni attive nel sociale e nella tutela dell'ambiente che, specialmente nel settore delle cure, hanno sempre più bisogno di civilisti. Il sostegno offerto dall'IPG aiuta inoltre a raggiungere l'indipendenza economica e sgrava il bilancio famigliare. Attualmente, alle donne e ai giovani senza passaporto svizzero non è consentito svolgere questo servizio, nonostante anche loro versino un contributo all'IPG-IMat. Queste persone, inoltre, non possono beneficiare delle prestazioni offerte, se non in caso di maternità. Il servizio civile volontario è un esempio di pari opportunità. Oggi, infatti, le donne devono prima arruolarsi al servizio militare e successivamente, in caso di idoneità, rinunciarvi per scegliere il servizio civile. Trattandosi di una circostanza inverosimile, nel servizio civile la presenza femminile è pari a zero. L'estensione permetterebbe di integrare un sistema funzionante e conveniente dal punto di vista amministrativo a beneficio della collettività. Il rispetto della concorrenza sul mercato del lavoro continuerà a essere garantito e i posti di lavoro esistenti non potranno essere messi in concorrenza.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
Secondo l'articolo 59 capoverso 1 della Costituzione federale, il servizio civile è un servizio sostitutivo. Può essere prestato da chi non è in grado di conciliare il servizio militare con la propria coscienza. Chi presta servizio civile adempie al suo dovere costituzionale mediante una prestazione personale, fornita al di fuori dell'esercito. I relativi impieghi sono nell'interesse della collettività. Essi mirano a rafforzare la coesione sociale, a edificare strutture di promozione della pace, ad arginare i potenziali di violenza, a proteggere e mantenere le risorse naturali fondamentali, a promuovere uno sviluppo sostenibile e a mantenere il patrimonio culturale. Inoltre, sono possibili impieghi di servizio civile nell'ambito della rete integrata svizzera per la sicurezza. L'utilità e gli effetti degli impieghi prestati dai civilisti a favore dello Stato e della società dovrebbero corrispondere il più possibile all'utilità e agli effetti degli impieghi prestati dai soldati a favore dello Stato e della società.
Il Consiglio federale condivide il parere dell'autrice della mozione secondo cui i civilisti possono raccogliere importanti esperienze personali e acquisire preziose conoscenze professionali. Questo e gli altri effetti positivi di un servizio personale citati nella mozione (a prescindere dal fatto che si tratti di un servizio civile o militare) sono comunque degli effetti collaterali che soddisfano principalmente un interesse privato. Per quanto positivi essi siano, non possono giustificare in nessun modo l'obbligo sancito dalla Costituzione di prestare servizio militare. Quest'obbligo, infatti, è finalizzato a scopi di tutt'altro genere. Se presi isolatamente, gli effetti di cui sopra non possono neppure giustificare un'apertura del servizio civile a chi lo vorrebbe prestare volontariamente.
Gli interventi statali sono subordinati al principio di sussidiarietà: se lo Stato investe fondi pubblici, il suo investimento deve innanzitutto tendere ad appagare un interesse pubblico e limitarsi a soddisfare importanti esigenze dello Stato e della società che altrimenti non sarebbero soddisfatte.
Come esposto dal Consiglio federale nella sua risposta del 22 settembre 2006 al postulato Haering 06.3405, "Servizio civile volontario", la promozione da parte dello Stato di un servizio civile volontario - con fondi propri e con le indennità per perdita di guadagno (IPG) - solleverebbe una moltitudine di questioni: si rafforzerebbe in tal modo il principio di milizia, gli impieghi a titolo volontario e il senso per il bene comune? Una tale promozione sarebbe in concorrenza o minerebbe altre istituzioni o forme d'impiego? Sarebbe ancora possibile un'esecuzione che non interferisca nel mercato di lavoro e non perturbi la concorrenza? Si verificherebbero sfasature sul mercato del lavoro secondario che porterebbero alla soppressione di posti di lavoro e renderebbero più difficoltosi gli stage professionali? L'IPG sarebbe in grado di far fronte a ulteriori oneri?
Il Consiglio federale non è per principio contrario a una discussione su un'eventuale modifica dell'articolo 59 della Costituzione federale e su una modifica degli obblighi costituzionali di prestare servizio da essa sanciti. Una tale discussione, tuttavia, deve coprire l'intero campo tematico in questione. Se si limita a tematizzare singoli aspetti dell'obbligo di prestare servizio, se giova unicamente a pochi gruppi d'interesse o se prescinde da singole questioni, essa non porta a soluzioni differenziate e durature. Una tale discussione non può limitarsi a mettere in discussione a priori singoli aspetti dell'articolo 59 della Costituzione federale. Essa deve tener conto degli interessi della difesa nazionale, che è il senso l'articolo 59 della Costituzione federale.
Per i suddetti motivi, il Consiglio federale non può acconsentire a una modifica dell'articolo 59 della Costituzione federale né all'istituzione di un servizio civile volontario (sia esso accessibile a tutti, alle donne o ai giovani stranieri).
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.