11.4060 · Interpellanza · 2011-12-12
Dipartimento dell'interno
Liquidato
Wortlaut
In sempre più settori la Svizzera adegua le sue norme a quelle vigenti nell'Unione europea. Ma c'è un'eccezione: la politica familiare. In questo settore le differenze non solo non diminuiscono, ma aumentano sempre più. Mentre l'UE prescrive un congedo parentale di quattro mesi, da noi non è previsto nemmeno un congedo paternità facoltativo. Come si spiega il Consiglio federale il costante aumento di queste differenze? E cosa intende fare affinché anche in Svizzera siano finalmente previsti almeno i quattro mesi di congedo parentale prescritti nell'area UE?
Begründung
Nel quadro di una direttiva del 2010, l'UE stabilisce per il congedo parentale una durata di almeno quattro mesi, di cui uno non fruibile dall'altro genitore. A tutt'oggi, in Svizzera non è stato realizzato nemmeno il congedo paternità. La crescente differenza tra le prestazioni per famiglie offerte dall'UE e dalla Svizzera è foriera di gravose conseguenze. Considerate le condizioni quadro poco concorrenziali offerte alle famiglie, la nostra piazza economica è molto probabilmente destinata a perdere attrattiva per i professionisti altamente qualificati di giovane età. Per correre ai ripari, cioè per poter continuare a reclutare giovani specialisti qualificati ed evitarne l'emorragia, le grandi imprese offriranno vieppiù prestazioni supplementari proprie, per esempio strutture di custodia parascolastiche, congedi speciali ecc. Tutte agevolazioni molto spesso al di fuori della portata delle PMI. Ecco perché, già soltanto a salvaguardia delle pari opportunità, è indispensabile che il Consiglio federale intervenga rapidamente.
Stellungnahme des Bundesrates
Le direttive dell'Unione europea prescrivono agli Stati membro gli obiettivi da raggiungere, ma lasciano alle autorità nazionali la competenza di decidere forma e mezzi. La direttiva 2010/18/UE dell'8 marzo 2010, cui fa riferimento l'autrice dell'interpellanza, stabilisce il principio del diritto a un congedo parentale di almeno quattro mesi lasciando però agli Stati membro un ampio margine di manovra per la definizione delle condizioni di diritto e delle modalità d'indennizzo. Il congedo parentale va ad aggiungersi al congedo maternità. Gli Stati membro hanno tempo fino all'8 marzo 2012 per conformare la loro legislazione alla nuova direttiva o provvedere a che entro tale data le parti sociali attuino i provvedimenti necessari mediante accordo.
In Svizzera, il Consiglio federale si è pronunciato a più riprese contro l'introduzione di un congedo paternità o di un congedo parentale (v. ad es. le mozioni Nordmann 10.4117, Streiff-Feller 10.3700 e Schmid-Federer 08.3506), ritenendo che attualmente siano prioritarie altre misure per migliorare la conciliabilità tra famiglia e lavoro, quali in particolare le agevolazioni fiscali per le famiglie, il sostegno alla custodia di bambini complementare alla famiglia e la promozione degli orari flessibili nelle imprese.
Con il postulato Fetz 11.3492, "Congedo parentale e previdenza professionale facoltativi", depositato il 6 giugno 2011, si chiede al Consiglio federale di valutare un nuovo modello di congedo parentale finanziato mediante il risparmio individuale. Il 7 settembre 2011 il governo ha proposto di accogliere il postulato dichiarandosi disposto a esaminare i diversi modelli di congedo parentale, a paragonarli e a illustrarne gli aspetti negativi e positivi in un rapporto, da presentare alla fine del 2012.
Ritiene pertanto prematuro verificare l'opportunità d'introdurre in Svizzera un congedo parentale prima di essere a conoscenza dei risultati del rapporto.
Risposta del Consiglio federale.