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12.3149 · Interpellanza · 2012-03-14

Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca

Liquidato

Wortlaut

L'articolo 16 capoverso 2 lettera a LFPr stabilisce che la formazione professionale di base si svolge anche nelle scuole medie di commercio (SMC), essendo istituzioni riconosciute per quanto concerne la formazione professionale pratica. L'UFFT ha reso possibile l'attuazione di questa opzione attraverso appositi atti normativi. In tal modo l'attestato federale di capacità di impiegata di commercio/impiegato di commercio può essere conseguito anche in una SMC. Tale formazione avviene solitamente in scuole professionali a tempo pieno finanziate dallo Stato.

Chiedo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:

1. È a conoscenza del fatto che le imprese hanno sempre più difficoltà, in particolare nel settore commerciale, a reperire apprendisti adeguatamente qualificati e che il problema si acuisce con le offerte scolastiche a tempo pieno delle SMC (ovvero una concorrenza finanziata dallo Stato)?

2. Ritiene giusto che l'economia privata venga sempre considerata responsabile della situazione dei giovani sul mercato del lavoro (vale a dire della disoccupazione giovanile) e sia costretta a rimediare, ad esempio mediante il fondo per la formazione professionale dichiarato di obbligatorietà generale, ma che, al tempo stesso, mentre s'impegna a fornire posti di tirocinio e offerte formative debba subire la concorrenza delle scuole a tempo pieno finanziate dallo Stato (come ad es. le SMC)?

3. Come valuta il rischio che lo sviluppo delle offerte formative finanziate dallo Stato nel settore della formazione professionale non sia più ridimensionabile e in particolare che - con il calo del numero di giovani causato da ragioni demografiche - assuma un ruolo dominante e dalle implicazioni problematiche, indebolendo così i modelli formativi fortemente orientati alla pratica (cfr. rapporto "Fachkräfte für die Schweiz", p. 30, in cui si osserva una situazione analoga a livello dei licei)?

4. È consapevole del fatto che con questa offerta espone i cantoni a un onere finanziario supplementare che non genera valore aggiunto? Si tratta di una decisione presa di proposito?

Stellungnahme des Bundesrates

La peculiarità della formazione professionale svizzera risiede nel suo orientamento duale: il 90 per cento circa dei tirocini avviene sotto forma di una formazione di base organizzata dall'azienda. I giovani acquisiscono le necessarie competenze professionali in azienda, nella scuola professionale di base e in corsi interaziendali.

Oltre alla formazione di base organizzata dall'azienda esiste anche quella, tradizionalmente più diffusa nella Svizzera latina che in quella tedesca, organizzata dalla scuola sotto forma di offerta a tempo pieno: si tratta delle scuole medie di commercio, delle scuole d'arti e mestieri e delle scuole d'informatica. Per quanto riguarda il settore commerciale, nel 2010 circa 11 200 giovani hanno conseguito un attestato federale di capacità di impiegata/impiegato di commercio, mentre altri 2 900 un titolo in una scuola media di commercio.

La legge sulla formazione professionale, entrata in vigore nel 2004, garantisce che le formazioni di base organizzate dalla scuola siano compatibili con le prescrizioni delle relative ordinanze in materia di formazione. Occorre in particolare assicurare il legame con la pratica in modo che i giovani ricevano una formazione orientata al mercato del lavoro.

1./2. Secondo i risultati del barometro dei posti di tirocinio, rilevati in aprile e in agosto su mandato dell'Ufficio federale della formazione professionale e della tecnologia (UFFT), e i sondaggi sulle tendenze effettuati mensilmente nei cantoni, attualmente il mercato dei posti di tirocinio si mantiene per lo più stabile. Ciononostante le aziende segnalano, soprattutto nel settore tecnico e scientifico e, in parte, in quello dei servizi, una crescente difficoltà a reclutare i giovani più brillanti. Le cause del problema sono molteplici: calo del numero di alunni, mancanza d'interesse dei giovani per le rispettive professioni e di competenze dei giovani al termine della scuola dell'obbligo.

La Confederazione, i cantoni e le organizzazioni del mondo del lavoro si impegnano affinché le aziende continuino a disporre di nuove leve qualificate. Le misure più importanti adottate in tal senso consistono nel definire professioni attraenti, nel promuovere la maturità professionale e nello svolgere attività promozionali per le professioni, un compito affidato alle associazioni di categoria. Soluzioni transitorie, offerte di coaching e mentoring e sostegno individuale consentono inoltre ai giovani di soddisfare i requisiti necessari per affrontare una formazione professionale di base.

A complemento della formazione di base organizzata dall'azienda vi sono poi le formazioni nelle scuole a tempo pieno. La Confederazione è consapevole della situazione di concorrenza che così si crea, soprattutto nella fase attuale in cui il mercato dei posti di tirocinio è piuttosto stabile, e cura il dialogo con i cantoni (cfr. in proposito anche la risposta alle domande 3 e 4). Diversi cantoni, come per esempio Neuchâtel, vogliono riconsiderare l'entità dell'offerta delle scuole a tempo pieno per dare maggior sostegno ai posti di tirocinio in azienda.

3./4. L'esecuzione della legge sulla formazione professionale avviene in loco a cura dei cantoni, i quali stabiliscono l'entità dell'offerta di formazione professionale organizzata dalla scuola e del finanziamento ad essa destinata. Negli ultimi vent'anni la percentuale di nuovi iscritti a una formazione scolastica a tempo pieno o parziale oscilla tra il 10 e 12 per cento di tutti i nuovi iscritti alla formazione professionale di base. Con il calo del numero di alunni nei prossimi anni potrebbe tuttavia insorgere una situazione di concorrenza tra la formazione di base organizzata dall'azienda e le scuole a tempo pieno. Secondo uno studio condotto dall'Università di Berna, nelle scuole di cultura generale (licei), per esempio, il numero assoluto di allievi rimane piuttosto costante anche in caso di calo demografico (cfr. Centro svizzero di coordinamento della ricerca educativa (2010), Rapporto sul sistema educativo svizzero 2010, pag. 144). La Confederazione osserva i possibili sviluppi.

L'UFFT rileva ogni anno i costi della formazione professionale sostenuti dai cantoni, separando quelli della formazione professionale di base organizzata dall'azienda da quelli delle offerte prettamente scolastiche. Un confronto dei dati consente ai cantoni di contestualizzare le proprie spese, di trarre eventuali conclusioni e di adattare di conseguenza l'offerta. È previsto di integrare questo strumento di gestione con ulteriori indicatori in modo che i cantoni dispongano di cifre comparative e di informazioni supplementari sulla gestione.

Risposta del Consiglio federale.