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12.3213 · Mozione · 2012-03-15

Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di escludere l'agricoltura dalla roadmap che definisce l'ulteriore procedura per quanto concerne i negoziati bilaterali con l'UE.

Begründung

Il Consiglio federale ha definito l'ulteriore procedura concernente i rapporti bilaterali con l'UE in una roadmap. Essa comprende, tra l'altro, il settore agricolo.

Da oltre tre anni sono in corso negoziati il cui obiettivo è un accordo di libero scambio sui prodotti agricoli tra l'UE e la Svizzera. L'agricoltura svizzera si oppone con fermezza a questo progetto del Consiglio federale. Un ulteriore smantellamento della protezione doganale tra la Svizzera e l'UE segnerebbe la scomparsa di numerosi posti di lavoro nel settore agroalimentare. L'esistenza di migliaia di aziende agricole sarebbe seriamente compromessa.

L'apertura delle frontiere comporterebbe un notevole peggioramento del livello di autoapprovvigionamento del nostro Paese.

Nell'ambito della Politica agricola 2014-2017 si introduce il principio della sovranità alimentare. Una politica coerente in materia di sovranità alimentare non è conciliabile con il libero scambio in ambito agricolo con l'UE. Per tale motivo si deve escludere il dossier agricolo dalla roadmap.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

Nella decisione del 1° febbraio 2012 il Consiglio federale ha definito le ulteriori tappe in relazione alla continuazione dei negoziati bilaterali con l'UE, ribadendo la sua intenzione di portare avanti in maniera coordinata e globale i dossier in discussione e quindi anche i negoziati nei settori agricoltura, sicurezza delle derrate alimentari e dei prodotti e sanità pubblica.

L'obiettivo generale dell'approccio globale e coordinato consiste nel negoziare parallelamente i dossier in discussione con l'UE e quindi anche l'accesso al mercato interno europeo, al fine di garantire un equilibrio ottimale degli interessi. Vanno inoltre trovate soluzioni alle questioni istituzionali.

Il Consiglio federale è convinto che una maggiore interazione tra i mercati agricoli della Svizzera e dell'UE possa giovare alla filiera agroalimentare elvetica, la quale, peraltro, rivendica altresì un migliore accesso ai mercati dell'UE, in particolare l'eliminazione degli ostacoli non tariffari al commercio. L'eliminazione di tali ostacoli è correlata alle questioni istituzionali e pertanto realizzabile soltanto nell'ambito di una soluzione equilibrata che riguardi più ambiti. Escludendo la filiera agroalimentare dall'approccio globale e coordinato, la Svizzera precluderebbe inutilmente la via a possibili soluzioni.

Il Consiglio federale ha seguito attentamente i dibattiti in Parlamento e ha preso conoscenza delle sue decisioni. È consapevole dei dubbi riguardo a un'apertura troppo rapida nel settore agricolo. Vuole utilizzare questa pausa per riorientarsi. È disposto a fornire indicazioni per realizzare un'apertura graduale e controllata e a sottoporre al Parlamento un rapporto a riguardo. Tale rapporto dovrebbe consentire di tracciare un quadro completo su un'apertura controllata in ambito tariffario e non, nonché di valutare meglio le conseguenze del progetto.

Una più forte interazione tra i mercati agricoli della Svizzera e dell'UE dovrebbe contribuire a rafforzare la filiera agroalimentare e ad assicurare posti di lavoro. Ciò non metterà in forse la sicurezza dell'approvvigionamento. Inoltre, per il Consiglio federale l'apertura del mercato e la sovranità alimentare non costituiscono una contraddizione. Esso ha illustrato entrambi i punti nella sua risposta alla mozione del gruppo dell'UDC 09.3888 "Interruzione immediata dei negoziati per un accordo di libero scambio con l'UE", respinta dal Consiglio nazionale.

Va infine ribadito che la menzione dell'agricoltura in un'eventuale agenda comune con l'UE per la concretizzazione dell'approccio globale e coordinato non anticipa il risultato dei negoziati. Inoltre, un accordo sottostà in ogni caso all'approvazione da parte delle Camere federali.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.