12.3236 · Interpellanza · 2012-03-15
Dipartimento dell'interno
Liquidato
Wortlaut
Stando ad alcuni rapporti e all'opinione degli esperti, si ricorre troppo spesso a quantità eccessive di antibiotici, soprattutto in ambito veterinario. Secondo Swissmedic, tra il 2005 e il 2008 la quantità di antibiotici messa ogni anno in commercio è aumentata di circa il 7 per cento, fino ad arrivare nel 2010 a 66 tonnellate di principi attivi. È cresciuta anche la somministrazione di classi di antibiotici importanti nella medicina umana. Ne deriva un preoccupante aumento della resistenza agli antibiotici in ambito medico e zootecnico. Nei polli da ingrasso è stata accertata la presenza di ceppi di E.Coli che producono ESBL e sono resistenti a tutte le penicilline e cefalosporine. Ciò ha conseguenze molto importanti anche sotto il profilo della medicina umana. La responsabile del Centro per le zoonosi, le malattie animali di origine batterica e la resistenza agli antibiotici (ZOBA) dell'Università di Berna, che studia il fenomeno della resistenza in relazione agli animali, ha dichiarato: "La situazione si fa seria anche in Svizzera. Stando ai dati disponibili si può supporre la presenza di batteri che producono l'ESBL nel 25-30 per cento dei polli, nel 10 per cento dei bovini, e nel 5-7 per cento dei suini." Tassi di resistenza elevati o estremamente elevati contro classi di antibiotici utilizzati in ambito medico e veterinario si riscontrano tra gli enterococchi. Risulta in aumento anche la presenza di batteri MRSA nei suini. A suo avviso va intrapreso ogni tentativo per ridurre il rischio di resistenza agli antibiotici. Il professor A. Widmer, medico igienista, mette in guardia dall'aumento della presenza di germi multiresistenti negli animali, nella verdura, nella frutta e nel suolo. Attraverso la catena alimentare i germi resistenti arrivano all'uomo. La professoressa Schüpbach lo dice chiaramente: "Si utilizzano troppi antibiotici, soprattutto nell'allevamento industriale di suini e di vitelli da ingrasso, in cui l'impiego di medicinali fa parte delle procedure applicate normalmente su vasta scala."
Invito il Consiglio federale a rispondere alle domande seguenti:
1. È disposto a presentare altri provvedimenti volti a ottenere una riduzione dell'utilizzo di antibiotici in veterinaria?
2. È disposto, collaborando con i cantoni e le associazioni professionali, a ridurre notevolmente l'utilizzo di antibiotici mediante direttive chiare e un'apposita strategia nazionale?
3. È disposto a vietare ogni forma di gestione, ingrasso e detenzione degli animali che presupponga l'utilizzo di antibiotici?
4. È disposto a vietare in futuro ai veterinari la fornitura ai detentori di animali di quantità di antibiotici sufficienti per tre a quattro mesi, riducendo quantità e durata delle scorte, e aumentando al contempo il numero minimo di controlli nelle aziende (ad es. sei anziché due all'anno)?
5. È disposto a incentivare la prevenzione, affinché in futuro possano essere rimborsate in misura maggiore le prestazioni veterinarie che promuovono il mantenimento della salute degli animali e si riduca la percentuale dei proventi derivanti dalla vendita di medicinali?
Stellungnahme des Bundesrates
1. Lo scopo delle prescrizioni vigenti è di garantire un'utilizzazione corretta dei medicamenti per uso veterinario. Nel 1999 è stato emanato un divieto generale di somministrazione degli antibiotici come fattori di crescita. Con la nuova ordinanza sui medicamenti veterinari (OMVet; RS 812.212.27), nel 2004 sono entrate in vigore, fra l'altro, misure per migliorare il controllo e ridurre l'uso degli antibiotici. Negli scorsi anni, la quantità totale di antibiotici dispensati nella medicina veterinaria è diminuita. È per contro ulteriormente aumentata quella di alcuni prodotti specifici (p. es. le cefalosporine di terza e quarta generazione) che, nella medicina umana e veterinaria, rientrano nei gruppi di principi attivi più importanti e innovativi. L'ampia valutazione dell'OMVet, attualmente in corso, comprende anche lo studio di provvedimenti per contrastare la resistenza agli antibiotici. L'adozione di misure mirate per ridurre l'utilizzazione di antibiotici nell'agricoltura presuppone un rilevamento dettagliato delle quantità impiegate nelle detenzioni di animali. Dato che in questo contesto l'uso degli antibiotici gioca un ruolo importante sia nella medicina veterinaria sia nella medicina umana, il problema della resistenza deve essere affrontato all'insegna di una collaborazione interdisciplinare fra tutti gli attori interessati. A tal fine occorre perciò migliorare il rilevamento e il monitoraggio dell'utilizzazione di questi farmaci e dello sviluppo di resistenze, potenziare la ricerca sulle interazioni fra le diverse forme di resistenza nell'ambiente, negli animali e nelle persone, così come studiare misure per ridurre l'uso degli antibiotici negli allevamenti e per utilizzarli in modo più mirato anche sulle persone. Il rilevamento e il monitoraggio di cui sopra devono essere attuati in modo coordinato dalla medicina veterinaria e umana.
2. Con la revisione della legge sugli agenti terapeutici (LATer; il relativo messaggio dovrebbe essere sottoposto al Parlamento nel terzo trimestre del 2012.) s'intende conferire al Consiglio federale la facoltà di dichiarare vincolanti le direttive riconosciute sulla prescrizione, sulla dispensazione e sulla somministrazione di medicamenti. Simili direttive possono contribuire anch'esse a migliorare l'utilizzazione di antibiotici nella medicina veterinaria. Degne di nota, in quest'ambito, sono pure alcune iniziative private come quella della Società dei veterinari svizzeri, che nel 2010 ha pubblicato delle direttive sull'uso appropriato dei medicamenti per uso veterinario ("Richtlinien zum sorgfältigen Umgang mit Tierarzneimitteln"/"Directives concernant l'emploi judicieux des médicaments vétérinaires", disponibili soltanto in tedesco e francese). Lo studio e l'elaborazione di ulteriori misure e strategie per ridurre l'utilizzazione di antibiotici nella medicina veterinaria, per esempio la fissazione di obiettivi di riduzione vincolanti e l'adozione di adeguati provvedimenti per un uso più mirato di questi farmaci anche nella medicina umana, richiederanno un coordinamento più stretto da parte di tutti gli attori coinvolti. Un'importante base decisionale sarà costituita, in quest'ambito, da una statistica dettagliata del consumo di antibiotici.
3. Per quanto riguarda le forme di gestione, ingrasso e detenzione degli animali, più che divieti sono necessari provvedimenti di miglioramento. Sono attualmente in corso studi che dovrebbero fornire nuove conoscenze sulle possibilità di ottimizzazione della detenzione e gestione, in particolare degli animali da ingrasso, e quindi anche proposte di miglioramento. Nei prossimi anni, inoltre, andrà prestata un'attenzione ancora maggiore al riconoscimento precoce e alla prevenzione delle epizoozie.
4./5. La dispensazione di antibiotici a scopo di scorta è ammessa soltanto se il veterinario ha stipulato con il detentore di animali da reddito una convenzione ai sensi dell'articolo 10 OMVet. In questo caso il veterinario deve assicurarsi, mediante almeno due visite aziendali l'anno, che il farmaco sia utilizzato correttamente. Dalla valutazione dell'OMVet emergerà se e quanto il sistema attuale ha dato buona prova di sé. Sulla base dei risultati si dovranno eventualmente adottare ulteriori misure per promuovere e migliorare l'assistenza veterinaria agli effettivi di bestiame, in modo da ridurre la dispensazione di antibiotici a scopo di scorta e da trovarvi alternative. Una limitazione delle competenze di dispensazione del corpo medico è stata respinta in toto dal settore veterinario nella consultazione sull'attuale revisione della LATer. Il Consiglio federale ha perciò incaricato il Dipartimento federale dell'interno di elaborare alcune proposte in merito alla dispensazione dei medicamenti.
Risposta del Consiglio federale.