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Freno all'indebitamento. Correzione dell'elasticità delle entrate e del parametro di livellamento

12.3378 · Mozione · 2012-05-03

Dipartimento delle Finanze

Liquidato

Wortlaut

Al fine di ottimizzare il freno all'indebitamento, il Consiglio federale è incaricato di procedere a una verifica del parametro di livellamento utilizzato nella formula di calcolo e dell'elasticità delle entrate presa in considerazione.

Begründung

La politica delle uscite eccessivamente restrittiva imposta dai dettami del freno all'indebitamento è dovuta principalmente all'applicazione di un'elasticità delle entrate e di un parametro di livellamento troppo bassi. Nell'ottica della determinazione degli obiettivi del freno all'indebitamento, è soprattutto importante che la procedura di stabilizzazione congiunturale sia simmetrica per poter compensare a lungo termine deficit ed eccedenze congiunturali. Fondamentalmente, tuttavia, questo obiettivo può essere conseguito anche applicando un parametro di livellamento più elevato. Per quanto riguarda le entrate, il valore fissato a 1,0 sembra decisamente insufficiente. Diversi studi realizzati nell'ultimo ventennio sostengono un'elasticità reale a breve termine nettamente più elevata, fino a 1,3. Pertanto, converrebbe moltiplicare il fattore congiunturale applicato nella formula di calcolo per la determinazione del limite di spesa per un fattore di correzione almeno lievemente superiore a 1,0, per poter eventualmente considerare più ampie oscillazioni delle entrate che tendono a presentarsi regolarmente nel corso del ciclo congiunturale. Un fattore di correzione superiore a 1,0 consentirebbe almeno in parte di attenuare gli effetti di una diminuzione eccessiva delle entrate in fase di recessione, pur rendendo necessario un consolidamento accelerato nelle fasi di espansione.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

Grazie alle sue caratteristiche di simmetria, il metodo di filtraggio statistico per il calcolo del fattore congiunturale garantisce che deficit ed eccedenze congiunturali si compensino con l'andar del tempo. In questo modo viene soddisfatto il principio del freno all'indebitamento, secondo cui la Confederazione deve mantenere un equilibrio nel tempo tra le proprie entrate ed uscite. Il senso del parametro di livellamento risiede nel fatto che la scelta di tale parametro comporta implicitamente una definizione del ciclo congiunturale: maggiore è il valore di questo parametro, più a lungo dureranno anche i cicli congiunturali calcolati e quindi il periodo di tempo all'interno del quale entrate e uscite della Confederazione devono compensarsi. Al fine di garantire una compatibilità ottimale del freno all'indebitamento con la congiuntura, il parametro di livellamento dovrebbe essere scelto in modo tale che la componente ciclica risultante rispecchi con la maggior precisione possibile l'andamento effettivo della congiuntura. Altrimenti sussiste il rischio che a causa degli obiettivi del freno all'indebitamento la politica finanziaria finisca per assumere un carattere prociclico.

Sul piano internazionale si è affermato, tanto in dottrina quanto nella prassi, un parametro di livellamento pari a 100 per l'appuramento ciclico dei dati annuali e questo valore viene applicato anche nell'ambito del freno all'indebitamento per il calcolo del fattore congiunturale. In teoria il parametro di livellamento potrebbe assumere anche altri valori. L'"Institut für Makroökonomie und Konjunkturforschung" (Istituto di macroeconomia e di ricerche congiunturali) con sede in Germania, ad esempio, ha suggerito, nel quadro di una perizia allestita per il Partito socialista svizzero, di applicare per l'appuramento congiunturale un parametro di livellamento pari a 1000. L'ultima recessione illustra in modo esemplare i problemi legati a un parametro di livellamento eccessivamente elevato. Secondo i dati che emergono da un'indagine condotta dal Centro di ricerche congiunturali del Politecnico di Zurigo, nel 2009 il livello di sfruttamento delle capacità industriali ha toccato il livello più basso dalla metà degli anni 1970 a questa parte. L'ultima recessione ha lasciato segni evidenti anche sulle finanze federali: secondo il Consuntivo 2009, il fattore congiunturale corrispondeva a un valore di 1,018, il quale, dato il grave sottosfruttamento delle capacità produttive, ha consentito l'accumularsi di un deficit congiunturale superiore al miliardo. Se fosse stato applicato un parametro di livellamento pari a 1000, il fattore congiunturale sarebbe risultato pari a 1 e avrebbe dunque riflettuto uno sfruttamento normale delle capacità economiche. Ne risulta chiaramente che un parametro di livellamento elevato non è compatibile con il ciclo congiunturale dell'economia svizzera. In effetti, in letteratura si trova ben di rado l'applicazione di un valore superiore a 100 per i dati annuali. Esiste invece un numero notevole di studi che applicano valori addirittura inferiori a 10 per il parametro di livellamento.

Il corretto funzionamento del freno all'indebitamento dipende, oltre che da un'adeguata valutazione della situazione congiunturale, anche dalla supposta elasticità delle entrate. La formula del freno all'indebitamento implica un'elasticità delle entrate pari a 1 rispetto al prodotto interno lordo. Ciò significa che le entrate della Confederazione reagiscono in misura proporzionale all'aumento o alla diminuzione del valore aggiunto. Il Consiglio federale è a conoscenza degli studi citati dall'autore della mozione. Le indagini condotte dall'Amministrazione federale delle finanze indicano che le maggiori elasticità ipotizzate in questi studi sono dovute al fatto che da un lato le entrate federali su cui si basano le stime effettuate non corrispondono esattamente a quelle considerate nell'ambito del freno all'indebitamento, e dall'altro che sono state ampiamente trascurate le fratture strutturali esistenti nel sistema fiscale. Da quando è stato introdotto il freno all'indebitamento, l'elasticità delle entrate è stata più volte verificata e stimata con l'ausilio di nuovi dati. Tutti i calcoli effettuati dimostrano che l'elasticità non si discosta in modo significativo dal valore 1, né a corto né a lungo termine. Occorre inoltre considerare che negli anni scorsi l'elasticità delle entrate è stata tendenzialmente indebolita da diverse riforme fiscali. La quota parte sulle entrate federali delle imposte dirette, che reagiscono fortemente e iperproporzionalmente ai cambiamenti della congiuntura, è diminuita, mentre è aumentata la quota parte delle imposte indirette, e segnatamente l'imposta sul valore aggiunto. Gli effetti più importanti si attendono invece dalla compensazione annua, introdotta nel 2011, della progressione a freddo nell'ambito dell'imposta federale diretta.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.