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Strategia contro la proliferazione di bottiglie in PET

12.3422 · Postulato · 2012-06-01

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

Liquidato

Wortlaut

Considerato il drastico ribasso dei prezzi dell'acqua minerale imbottigliata in questi ultimi anni e l'aumento del relativo consumo, il Consiglio federale è incaricato di stilare un rapporto sulla strategia fiscale volta a limitare la fabbricazione, l'importazione, la distribuzione e il consumo di bottiglie in PET.

Begründung

Dagli anni 1990, il consumo di acqua minerale in bottiglie, di cui un terzo in PET, è notevolmente aumentato nel nostro Paese. Nel "Paese delle Alpi" questa situazione è assurda: l'acqua del rubinetto di cui la maggioranza dei cittadini svizzeri dispone è di qualità eccellente. L'acqua imbottigliata provoca un impatto ambientale quasi 1000 volte superiore all'acqua del rubinetto. Il fatto che il tasso di riciclaggio del PET sia elevato non toglie nulla alla fattura energetica legata al ritrattamento del PET riciclato, al suo trasporto, ecc.

La guerra dei prezzi tra distributori ha provocato una drastico calo dei prezzi delle bottiglie in PET a vantaggio dei consumatori: tra il 2005 e il 2011, il prezzo è sceso del 50 per cento all'odierno 0,161 centesimi al litro. L'acqua imbottigliata diventa un bene di consumo corrente e ciò ha ripercussioni nefaste sull'ambiente.

Considerando l'inversione di tendenza cui aspira il Consiglio federale in materia di politica energetica e gli impegni assunti dalla Svizzera in materia di emissioni di CO2, sarebbe pertinente che il governo elaborasse un rapporto sulle possibilità di adottare una strategia fiscale volta a ridurre la fabbricazione, l'importazione, la distribuzione e il consumo di bottiglie in PET. Una tassa per bottiglie in PET potrebbe essere una delle misure possibili.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.

Stellungnahme des Bundesrates

La popolazione svizzera consuma ogni anno circa 2,8 miliardi di litri di bevande (alcoliche e non alcoliche) contenute in bottiglie di vetro o in PET oppure in lattine di alluminio (dati riferiti al 2011). Ciò corrisponde a un consumo medio quotidiano pro capite di bevande di circa un litro. Si stima che la stessa quantità venga inoltre consumata sotto forma di acqua del rubinetto utilizzata per preparare tè o caffè oppure come acqua potabile. Da un esame dei dati relativi agli imballaggi (vetro perso) impiegati nel settore delle acque minerali e delle bibite dolcificate, emerge chiaramente l'uso prevalente del PET con 45 000 tonnellate, seguito dal vetro con 8100 tonnellate e dall'alluminio con 1200 tonnellate. Quanto alle bevande alcoliche, prevale nettamente la bottiglia di vetro con circa 260 000 tonnellate.

Valutazioni di natura ecologica

Secondo un ecobilancio elaborato su mandato della Società svizzera dell'industria del gas e delle acque (SSIGA), il trattamento e la distribuzione di acqua potabile dal rubinetto richiede, per raggiungere il consumatore, fino a 1000 volte meno energia dell'acqua minerale. Questa differenza aumenta in proporzione alla distanza di trasporto dell'acqua minerale o in caso di refrigerazione della stessa. Dall'ecobilancio si evince inoltre che l'impatto ambientale dell'acqua del rubinetto aumenta notevolmente in caso di impiego di sistemi di gassificazione o di refrigerazione.

Gli ecobilanci delle bottiglie di vetro e in PET, basati sui dati aggiornati in materia di raccolta e di riciclaggio, mostrano che nel trasporto su breve distanza l'impatto ambientale causato dalle bottiglie riciclabili di vetro e in PET è lo stesso di quello provocato dalle bottiglie in PET non riutilizzabili. È invece nettamente superiore l'impatto causato dalle bottiglie di vetro non riutilizzabili (soltanto circa il 10 per cento di tutte le acque minerali e bibite dolcificate è venduto in bottiglie di vetro a rendere).

Gli studi pubblicati illustrano che un ruolo importante dal profilo ecologico viene svolto non tanto dal tipo di imballaggio (PET, vetro, alluminio) ma dai contenuti e in primo luogo dal trasporto e dalla refrigerazione delle bevande. Dal punto di vista ecologico non è pertanto giustificato trattare le bottiglie in PET diversamente dagli altri imballaggi per bevande.

Nell'insieme, l'impatto ambientale causato dal consumo di acqua minerale e di altre bevande non alcoliche è inferiore allo 0,5 per cento dell'impatto ambientale complessivo provocato dal consumo della popolazione svizzera.

Valutazioni di natura economica

Un'imposta o una tassa d'incentivazione sulle bottiglie in PET non è opportuna nemmeno dal punto di vista economico. Imporre un onere fiscale soltanto a un tipo di materiale di imballaggio significherebbe introdurre un ostacolo unilaterale al commercio e provocare di conseguenza distorsioni di mercato. Dato che gli effetti ecologici di tutti i materiali di imballaggio sono simili, una disparità di trattamento non sarebbe adeguata dal punto di vista economico. Se si vuole incanalare la domanda verso il consumo di bevande prive di imballaggio (ossia verso il consumo di acqua del rubinetto), le misure di natura fiscale applicate al consumo di acqua minerale e di altre bevande non alcoliche dovrebbero essere estese a tutti i tipi di imballaggi.

Riassumendo possiamo affermare che il Consiglio federale considera inutile dal punto di vista ecologico ed economico l'elaborazione del rapporto, chiesta dall'autore del postulato.

Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.