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12.3443 · Interpellanza · 2012-06-06

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

Liquidato

Wortlaut

Recentemente la Posta svizzera ha deciso di attuare diverse misure particolarmente critiche che dovrebbero mettere in allarme le autorità federali. La settimana scorsa, PostLogistics SA ha annunciato la soppressione di 250 posti di lavoro entro il 2014. L'azienda intende infatti esternalizzare il servizio di trasporto di merci: in futuro, le consegne non saranno più effettuate con veicoli e personale della Posta, bensì con quelli di una ditta esterna. Questa situazione spiana la strada all'insorgere di condizioni di lavoro precarie. La direzione della Posta ha inoltre comunicato di volere ridurre i giorni di vacanza e aumentare il numero di ore di lavoro per il personale operativo in questo settore.

Parallelamente a quanto esposto, il direttore della Posta svizzera ha annunciato anche l'adozione di ulteriori provvedimenti di risparmio in diversi settori dell'impresa (comunicazione, finanze, gestione del personale, ecc.). La situazione è a dir poco inquietante per il personale dell'azienda.

Il Consiglio federale è pregato pertanto di rispondere alle seguenti domande:

1. Negli obiettivi strategici definiti per la Posta svizzera nel periodo 2010-2013 il Consiglio federale esige dall'azienda che pratichi una politica del personale sociale e che si dimostri un datore di lavoro moderno. Le decisioni dell'azienda illustrate non sono in contraddizione con quanto prescritto dalla Confederazione?

2. Le decisioni prese spianano la strada all'insorgere di condizioni di lavoro precarie per il personale. Il Consiglio federale reputa opportuno che un'azienda statale lanci segnali di questo tipo?

3. Secondo il Consiglio federale anche altri settori della Posta svizzera rischiano di essere toccati da misure di esternalizzazione e di modifica delle condizioni di lavoro?

4. Visti i profitti annuali conseguiti (910 milioni nel 2010 e 904 milioni nel 2011), la Posta svizzera è davvero costretta ad adottare provvedimenti di risparmio drastici a scapito del personale?

Stellungnahme des Bundesrates

1./2./4. La Posta è sì un ente federale, ma per quanto concerne l'attività operativa adotta le proprie decisioni in piena autonomia e responsabilità. Il Consiglio federale gestisce la Posta attraverso la definizione di obiettivi strategici. In linea di massima, esso non interferisce nell'attività operativa dell'azienda.

Con gli obiettivi strategici il Consiglio federale esige dalla Posta che fornisca prestazioni inerenti al servizio universale, ai servizi postali e al traffico dei pagamenti in ottima qualità e a prezzi adeguati. Tuttavia, la Posta è tenuta anche a incrementare la propria efficienza, sviluppare nuovi prodotti e servizi e garantire una crescita redditizia. L'azienda deve pertanto adeguarsi alle nuove condizioni quadro per quanto concerne la concorrenza e le tendenze del comportamento dei consumatori. In particolar modo nel settore del trasporto di merci a collettame e della logistica dei depositi la Posta si trova a dover affrontare una concorrenza sempre più dura.

Rientra tra i compiti della Posta analizzare in modo critico la propria offerta, i processi lavorativi e le strutture esistenti, modificare questi ultimi e procedere alle necessarie riorganizzazioni, visto che dovrà poter continuare ad offrire anche in futuro un servizio pubblico di alta qualità.

Nel campo delle risorse umane il Consiglio federale esige dalla Posta che persegua una politica del personale responsabile sotto il profilo sociale, offrendo condizioni di lavoro eque, applicando i contratti collettivi di lavoro e limitando al massimo i licenziamenti nel caso di problemi economici e strutturali. Tale regola è stata applicata anche nel caso delle misure annunciate recentemente nel settore della logistica. Secondo l'azienda, la necessaria riduzione di posti di lavoro verrà attuata gradualmente nell'arco dei prossimi due anni. La Posta e i sindacati hanno elaborato un piano sociale per sostenere al meglio i dipendenti colpiti dalla misura e per cercare soluzioni appropriate.

Il Consiglio federale obbliga inoltre la Posta a far rispettare anche ai subappaltatori le condizioni di lavoro abituali nel settore. La Posta non è pertanto completamente libera nella scelta dei trasportatori esterni, essa ha la responsabilità di appoggiarsi ad aziende che rispettano le condizioni di lavoro abituali nel settore.

3. Il Consiglio federale non sa se e quali altri settori della Posta saranno soggetti a riorganizzazioni che potrebbero avere come conseguenza la soppressione di posti di lavoro. La direzione dell'azienda ha tuttavia già annunciato tagli nel settore amministrativo. In questo caso il Consiglio federale si aspetta dalla Posta che eventuali riorganizzazioni si svolgano nel pieno rispetto degli obiettivi strategici e che venga informato per tempo.

Risposta del Consiglio federale.