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12.3563 · Interpellanza · 2012-06-14

Dipartimento dell'interno

Liquidato

Wortlaut

Come in Svizzera, anche in Olanda e in Germania l'aiuto sociale è di competenza dei comuni. Secondo le stime, questi due Paesi subiscono perdite per oltre 400 milioni di euro a causa degli abusi sociali commessi da stranieri.

I Paesi Bassi ricorrono a personale che conosce la lingua e le realtà locali e che segue i casi sospetti con mezzi investigativi analogamente agli ispettori sociali in Svizzera. Il suo compito principale è individuare i valori patrimoniali non dichiarati (in particolare gli immobili) all'estero, all'insegna del motto "Nessun aiuto sociale per i possessori di ville", laddove le autorità locali non collaborano nella misura richiesta o non dispongono di un sistema catastale attendibile.

L'Olanda prevede di mettere in atto una procedura sistematica, che sarà testata in un comune di grandi dimensioni, per revocare l'aiuto sociale agli stranieri che commettono frodi, chiedere il rimborso delle somme indebitamente percepite e citare i colpevoli in giudizio.

Visto quanto precede, chiedo al Consiglio federale di rispondere alle domande seguenti:

1. Ritiene che il problema dei valori patrimoniali non dichiarati dai beneficiari stranieri dell'aiuto sociale esista anche in Svizzera, come in Germania e in Olanda, due Paesi comparabili al nostro?

2. La Svizzera può svolgere accertamenti all'estero, come descritto in precedenza, per verificare i casi sospetti?

3. Il Consiglio federale è disposto a creare le basi legali per consentire ai comuni di ricorrere a un servizio federale per verificare i casi sospetti, sulla scorta del modello olandese?

Stellungnahme des Bundesrates

1. Le competenze federali nell'ambito della sicurezza sociale si limitano alle assicurazioni sociali, mentre l'aiuto sociale è di competenza cantonale. Sia la Confederazione che i cantoni si impegnano, nella propria sfera di competenza, affinché l'aiuto sia concesso solo a coloro che vi hanno diritto e lottano contro gli abusi in tutti settori della sicurezza sociale.

La competenza cantonale e comunale in materia di aiuto sociale e l'eterogeneità dei metodi di rilevazione dei dati spiegano la mancanza di cifre nazionali sugli abusi ai danni dell'aiuto sociale in generale e sui valori patrimoniali non dichiarati in particolare. Dalle rilevazioni svolte in alcune grandi città emerge tuttavia che la quota di prestazioni dell'aiuto sociale percepite abusivamente è inferiore al 10 per cento.

2. Nell'ambito delle assicurazioni sociali la possibilità di svolgere accertamenti all'estero per verificare i casi sospetti è già prevista. Con il consenso delle autorità dello Stato interessato la persona oggetto di accertamenti può essere posta sotto osservazione negli spazi pubblici anche all'estero. Per l'AI, questa prassi è autorizzata dalla legge federale sull'assicurazione per l'invalidità (art. 59 cpv. 5 LAI) e dalla legge federale sulla parte generale del diritto delle assicurazioni sociali (combinato disposto dell'art. 43 cpv. 1 e dell'art. 28 cpv. 2 LPGA).

Quanto all'aiuto sociale, spetta ai singoli cantoni disciplinare la lotta contro gli abusi mediante le normative cantonali. Alcuni cantoni svolgono con successo accertamenti all'estero, in particolare sui valori patrimoniali non dichiarati. Le autorità cantonali lavorano in stretta collaborazione con le autorità locali o gli incaricati competenti oppure conferiscono a ditte specializzate del luogo il mandato di effettuare gli accertamenti necessari. In ogni caso, se si vuole che le prove acquisite siano ammesse dai tribunali, si devono rispettare le leggi nazionali, cantonali e comunali nonché le regolamentazioni vigenti nello Stato in questione.

3. Le disposizioni legali vigenti consentono sia alle autorità cantonali e comunali, nell'ambito dell'aiuto sociale, che agli assicuratori sociali di lottare efficacemente contro gli abusi. Attualmente manca la base costituzionale necessaria all'emanazione di un disciplinamento federale per la lotta contro i casi di abuso ai danni dell'aiuto sociale all'estero. Per il momento, il Consiglio federale non vede la necessità di crearne una.

Risposta del Consiglio federale.