Permettere la convivenza tra abitazioni civili, cultura e ristorazione nelle città
12.3616 · Mozione · 2012-06-15
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è invitato a presentare al Parlamento una modifica della legge sulla protezione dell'ambiente, ed eventualmente di altri atti normativi, che preveda una nuova zona di utilizzazione (ad es. zona urbana), conforme al diritto cantonale, in cui poter applicare differenti valori limite per le immissioni foniche a seconda della fonte del rumore. Trattandosi di una zona per uso urbano, si dovrebbero ammettere valori limite più elevati per le immissioni foniche notturne di natura antropica o generate da strutture adibite ad attività culturali o di ristorazione, non invece per le immissioni foniche provocate da attività industriali e traffico.
Begründung
La legge sulla protezione dell'ambiente e l'ordinanza contro l'inquinamento fonico fissano valori limite per le immissioni foniche senza praticamente distinguere tra le differenti fonti di rumore: esse proibiscono di arrecare disturbo considerevole alla popolazione (art. 15 LPAmb). È prevista una tutela particolare per le zone destinate all'abitazione civile, alle quali infatti i cantoni devono necessariamente attribuire un grado di sensibilità al rumore compreso tra I e III (art. 43 OIF). Qui è imposto un rigore assoluto durante le cosiddette ore notturne (22.00-7.00), indipendentemente dal fatto che si disturbi effettivamente qualcuno. In tal modo il diritto federale rende spesso inconciliabili le strutture adibite ad attività culturali o ristorazione con l'uso abitativo di una zona. Il risultato è che in determinate zone abitative cittadine cultura e ristorazione trovano spazio solo grazie all'indulgenza delle autorità esecutive locali.
Se, ad esempio, in una di tali zone vi è anche un solo abitante che pretende il silenzio assoluto durante le ore notturne, ciò può significare la chiusura di numerosi esercizi pubblici. Alle strutture adibite ad attività culturali o alla ristorazione che pianificano a lungo termine viene così a mancare sia la certezza del diritto che quella della pianificazione. Bisognerebbe invece preoccuparsi di venire incontro il più possibile alle esigenze di tutti. Fermo restando che i centri delle città svizzere dovranno continuare a vantare un elevato tasso di edifici utilizzati a scopo abitativo. Le attuali norme contro l'inquinamento fonico rappresentano un'importante conquista, il cui principio di fondo non deve essere messo in discussione. Occorre tuttavia rendere il diritto federale più flessibile così da ammettere nuove zone (ad es. zone urbane), conformi al diritto cantonale, in cui poter conciliare edifici a scopo abitativo e valori limite un po' più tolleranti per le emissioni foniche di natura antropica o generate da strutture adibite ad attività culturali o di ristorazione. I centri urbani saranno così liberi di adattare la propria politica culturale alle esigenze locali.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
L'articolo 74 della Costituzione federale (Cost.; RS 101) sancisce l'obbligo della Confederazione di tutelare le persone dal rumore dannoso o molesto attraverso l'emanazione di apposite disposizioni. Le strutture adibite ad attività culturali o alla ristorazione possono essere fonte di simili rumori e pertanto sottostanno alla normativa in materia di inquinamento fonico.
Nell'ordinanza contro l'inquinamento fonico (OIF; RS 814.41) il Consiglio federale ha fissato valori limite riferiti alle fonti di rumore più frequenti, come il traffico stradale o ferroviario, sulla cui base vengono valutati eventuali effetti nocivi o molesti. Mancano invece valori limite di riferimento per il rumore provocato da strutture adibite ad attività culturali o alla ristorazione; nel caso di quest'ultima, infatti, la sensibilità delle persone al rumore dipende spesso, oltre che da fattori acustici, temporali e di pianificazione territoriale, anche da specificità locali. Per tale ragione il Consiglio federale non ha voluto fissare valori limite uniformi per tutto il territorio nazionale.
Spetta pertanto alle autorità esecutive cantonali o cittadine valutare di volta in volta, sulla base dei criteri stabiliti dalla legge, il grado di dannosità o disturbo delle singole immissioni foniche. L'esperienza fatta finora ci mostra che i principali elementi da tenere in considerazione sono la natura del rumore, l'orario, la frequenza e la soglia di sensibilità al rumore di una determinata zona di utilizzazione nonché il livello di rumore a cui essa è già esposta. Le autorità esecutive godono quindi di un ampio potere discrezionale nel valutare il disturbo arrecato dal rumore prodotto da strutture adibite ad attività culturali o alla ristorazione e possono attribuire ai suddetti criteri un peso diverso a seconda delle specifiche particolarità della zona interessata. Poiché in molti casi queste valutazioni si sono rivelate problematiche, nel 1999 Cercle Bruit, l'associazione dei responsabili cantonali per la prevenzione dei rumori, ha pubblicato la guida "Vollzugshilfe zur Ermittlung und Beurteilung der Lärmbelastung im Zusammenhang mit dem Betrieb von öffentlichen Lokalen" (disponibile anche in francese), presa sistematicamente a riferimento ancora oggi con risultati di norma condivisi.
Il Consiglio federale è consapevole del fatto che l'interesse della popolazione a proteggersi dal rumore può scontrarsi con l'interesse a una città vivace, aperta alla cultura e alle attività di ristorazione. Non ritiene tuttavia che indebolire la protezione dal rumore intervenendo su un unico fronte rappresenti la giusta soluzione. È comunque disposto a esaminare la questione insieme ai cantoni tenendo conto soprattutto delle esigenze legate alla pianificazione del territorio.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.