12.3724 · Postulato · 2012-09-18
Dipartimento dell'interno
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di studiare come valutare i rischi della radioattività rispetto ad altri pericoli quotidiani e come informare obiettivamente la popolazione sui rischi e i benefici delle radiazioni, allo scopo di ridurre le paure sproporzionate della gente.
Begründung
Come dimostra il sondaggio di DemoScope pubblicato da un settimanale, la popolazione ha una percezione distorta dei rischi delle radiazioni ionizzanti (radioattività). Le paure che ne derivano stravolgono il dibattito politico sull'energia e la ricerca, ma anche quello interno alla medicina sull'impiego delle radiazioni. Alcuni pazienti rifiutano trattamenti medici efficaci solo perché temono l'effetto delle radiazioni ionizzanti utilizzate. Anche la ricerca di un deposito di scorie radioattive in strati geologici profondi sta diventando difficoltosa. Le paure della popolazione nei confronti delle radiazioni ionizzanti sono di nuovo fortemente aumentate, soprattutto dopo la fusione del nocciolo di tre centrali atomiche a Fukushima. Eppure, è noto che l'incidente nucleare, provocato da una calamità naturale, di per sé non ha causato vittime. Secondo l'OMS e l'Unscear anche i danni a lungo termine per le persone e l'ambiente saranno probabilmente di lieve entità.
Chi si occupa di questioni legate alla radioattività, osserva che in Svizzera l'esposizione media della popolazione alla radioattività naturale supera ampiamente il valore limite per l'esposizione a radiazioni di origine artificiale, fissato a 1 millisievert nell'ordinanza sulla radioprotezione. E lo stupore aumenta nel constatare che le radiazioni naturali cui sono esposti gli abitanti di determinate regioni dell'Arco alpino sono, in parte, sensibilmente più elevate di quelle rilevate nella zona evacuata attorno a Fukushima. In analogia a quanto successo in Giappone, le regioni summenzionate dovrebbero essere immediatamente evacuate, il che evidentemente non succederà! Ma che senso ha fissare per le radiazioni di origine artificiale valori limite nettamente inferiori ai valori delle radiazioni naturali?
L'esagerazione smisurata di un rischio porta a banalizzarne altri. Se si vuole proteggere la popolazione contro tutti i rischi, bisogna considerare e confrontare tutti i fattori d'influenza, secondo coscienza e conformemente alle conoscenze scientifiche più avanzate. Gonfiare a dismisura determinati rischi per motivi politici o ideologici, sminuendone così altri, è contrario ai principi della scienza.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.
Stellungnahme des Bundesrates
Il Consiglio federale ritiene importante valutare correttamente gli effetti delle radiazioni ionizzanti (radioattività) rispetto ad altri rischi della vita quotidiana. Altrettanto importante è informare la popolazione sui rischi e sui benefici delle radiazioni. Queste due esigenze rientrano, secondo la legge federale del 22 marzo 1991 sulla radioprotezione (LRaP; RS 814.50), nei compiti fondamentali e permanenti dell'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP).
Ai sensi dell'articolo 9 LRaP, per valutare gli effetti della radioattività e limitare l'esposizione alle radiazioni occorre tener conto dell'esperienza e dello stato della scienza e della tecnica. I rischi radiologici sono valutati in base a studi scientifici internazionali come quelli dell'Unscear (United Nations Scientific Committee on the Effects of Atomic Radiation) e in base alle valutazioni e raccomandazioni formulate dalla Commissione internazionale di radioprotezione. L'UFSP ha il compito di garantire la miglior protezione sanitaria possibile della popolazione svizzera. A tale scopo, la legislazione sulla radioprotezione stabilisce valori limite di dose che corrispondono peraltro a quelli in vigore negli altri Paesi europei.
Riguardo alla ponderazione dei vari rischi, l'articolo 8 LRaP obbliga ad esempio il Consiglio federale a perseguire, per i radionuclidi nelle derrate alimentari, il medesimo livello di protezione che per altre sostanze cancerogene. Per questo motivo nella legislazione sulle derrate alimentari sono stati definiti valori di tolleranza e valori limite.
Dai risultati del sondaggio DemoScope sulla conoscenza dei pericoli legati alla radioattività da parte della popolazione emerge che la percezione soggettiva della minaccia per la salute rappresentata dalle radiazioni è molto variabile. Non è certo una peculiarità delle radiazioni ionizzanti: anche nel caso di molte altre tecnologie la percezione della popolazione è differenziata, il che può portare a sopravvalutare i rischi o al contrario a sottovalutarli. Per questo motivo, da alcuni anni il Consiglio federale provvede ad informare la popolazione sui rischi per la salute legati alla radioattività mediante un opuscolo divulgativo. Inoltre, l'UFSP pubblica da decenni il rapporto annuale della Divisione radioprotezione allo scopo di informare i cittadini in modo scientifico e trasparente e illustrare loro i benefici e i rischi delle radiazioni.
Al fine di ottimizzare la dose (uno degli obiettivi della radioprotezione) e garantire un livello di protezione equivalente a quello raggiunto per le altre sostanze cancerogene, per le sorgenti artificiali è stato fissato un valore limite d'esposizione riconosciuto a livello internazionale pari a 1 millisievert all'anno. Questo valore non si applica tuttavia all'esposizione dei pazienti in cure mediche (p. es. radioterapia) o in situazioni eccezionali (incidente nucleare).
Nel caso delle radiazioni naturali, che per motivi geologici e topografici presentano forti differenze regionali, vi sono invece poche possibilità di influsso, ad eccezione delle misure edili di protezione contro il radon, che fornisce il maggior contributo alla dose di irraggiamento naturale. L'UFSP si occupa della tematica nell'ambito del piano d'azione di protezione contro il radon, in particolare mediante campagne informative nonché misurazioni del radon negli edifici pubblici e privati in collaborazione con i cantoni. Le altre fonti di radioattività naturale oltre al radon non costituiscono un problema di sanità pubblica. Ciononostante, l'esposizione alle radiazioni va per quanto possibile contenuta.
Il Consiglio federale considera adempiute le richieste del postulato e non ritiene necessario intervenire.
Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.