12.3749 · Interpellanza · 2012-09-20
Dipartimento degli affari esteri
Liquidato
Wortlaut
Come riportato dai media, la maggior parte dei mezzi finanziari versati da Bruxelles alla Romania è destinata all'ampliamento delle infrastrutture. Sebbene il pagamento di tangenti risulti all'ordine del giorno a livello generale, è proprio in questo settore che si registra il grado di corruzione più elevato. Ne consegue che i miliardi versati per l'aiuto ai Paesi dell'Europa dell'Est finiscono nelle tasche di sindaci e imprenditori edili. In tale contesto chiedo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:
1. Il Consiglio federale è a conoscenza di simili casi di corruzione o dispone di indizi al riguardo? In caso affermativo, quali sanzioni vengono applicate?
2. Il Consiglio federale come controlla e come garantisce che i contributi svizzeri ai Paesi dell'Europa dell'Est non alimentino, favoriscano o addirittura incoraggino strutture corrotte?
3. Come vengono controllati i flussi finanziari? Gli Stati beneficiari presentano un rendiconto trasparente e comprensibile in cui indicano con esattezza a quale scopo vengono impiegati i mezzi versati dalla Svizzera? In caso affermativo, chi controlla questi conteggi? In caso negativo, il Consiglio federale non ritiene che sia necessario stilare un simile rendiconto?
4. Il Consiglio federale è disposto a esigere un certificato che attesti che i fondi versati a favore dei Paesi dell'Europa dell'Est nel quadro del miliardo di coesione non vengono utilizzati per scopi contrari a quello previsto o non si perdono in strutture poco chiare?
5. Esistono studi indipendenti sul grado di efficacia e sulla sostenibilità dei progetti finanziati dalla Svizzera? In caso negativo, il Consiglio federale è disposto a chiedere che venga realizzato uno studio in tal senso?
Stellungnahme des Bundesrates
1. Nel quadro del contributo all'allargamento non sono finora emersi casi di corruzione o indizi in tal senso né in Romania né negli altri undici Stati beneficiari.
2. I progetti sono selezionati da organi indipendenti composti da rappresentanti del settore pubblico e privato dei rispettivi Paesi. La Svizzera basa la sua decisione di erogare i finanziamenti su documentazioni dettagliate. In particolare vengono esaminati i risultati conseguiti dal responsabile del progetto. I bandi di concorso pubblici e il conferimento dei mandati vengono verificati accuratamente. Le autorità locali, gli uffici svizzeri in loco e gli esperti incaricati sorvegliano la realizzazione dei progetti. I progetti sono sottoposti regolarmente a audit finanziari.
3. I responsabili dei progetti presentano, almeno a cadenza semestrale, conteggi intermedi alle autorità nazionali e agli uffici svizzeri per la verifica e l'approvazione. Le spese sono finanziate in anticipo dal budget nazionale, fatte salve poche eccezioni chiaramente disciplinate. La Svizzera versa i rimborsi a condizione che i progetti abbiano fatto segnare dei progressi. Gli uffici svizzeri in loco controllano i conteggi. I rapporti sono approvati dalla DSC o dalla SECO a seconda della tematica. I progetti sono soggetti a visite per la verifica dei progressi compiuti, delle prestazioni fornite e del controllo della qualità. Qualora in seguito dovessero emergere irregolarità, la Svizzera - ai sensi dell'accordo quadro sottoscritto - può richiedere il rimborso dei contributi versati. I pagamenti per i progetti vengono effettuati direttamente dalla Svizzera. La Commissione UE non è coinvolta.
4. Sia l'accordo quadro della Svizzera con i Paesi beneficiari sia i singoli contratti contengono un articolo volto a evitare e combattere la corruzione e ogni genere di abuso. Con la trasmissione dei rapporti intermedi e le richieste di rimborso, il servizio di coordinamento responsabile della collaborazione con la Svizzera in ogni Paese dichiara che i fondi sono stati utilizzati in modo conforme e regolare.
5. Studi significativi sull'efficacia e la sostenibilità dei progetti possono essere condotti generalmente solo dopo la conclusione di un progetto. Numerosi progetti prevedono una valutazione intermedia. Nei prossimi anni la verifica dell'efficacia e della sostenibilità dei progetti sarà affidata alla DSC e alla SECO. Nel caso specifico si tratta dell'efficacia di singoli progetti, di interi ambiti tematici e di programmi per Paesi. La procedura concreta sarà definita a tempo debito.
Risposta del Consiglio federale.