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12.3844 · Interpellanza · 2012-09-27

Dipartimento degli affari esteri

Liquidato

Wortlaut

Nel quadro della legge federale sulla cooperazione con gli Stati dell'Europa dell'Est, accettata dal popolo svizzero il 26 novembre 2006, è previsto un aiuto complessivo di 130,7 milioni di franchi per diversi progetti in Ungheria, da versare entro il 2017 in modo scaglionato su un periodo di dieci anni. La responsabilità dell'impiego efficiente dei mezzi finanziari spetta alla DSC e alla SECO. Per garantire una maggiore sicurezza in Ungheria sono stati lanciati alcuni progetti in materia di Community Policingvolti a migliorare la cooperazione tra gli organi di polizia locali e le organizzazioni pubbliche e private. Da quando Orban, il primo ministro ungherese, ha preso le redini del governo, sono stati formulati diversi principi costituzionali contrari alla CEDU. Inoltre, sulla base di tali principi, sono state adottate circa 400 leggi che sollevano questioni di fondamentale importanza per quanto riguarda la libertà di stampa, i diritti dell'uomo e la politica delle minoranze. Nel quadro delle relazioni tra la Svizzera e l'Ungheria, che, come è stato più volte sottolineato, sono tradizionalmente buone, il Consiglio federale ha già intrapreso delle azioni riguardo ai seguenti punti?

1. In che modo il Consiglio federale, la DSC e la SECO garantiscono che i fondi versati nell'ambito dei suddetti programmi, e in particolare del progetto riguardante la Community Policing, non vengano impiegati per l'adozione di misure contro le minoranze, bensì a favore di un clima di rispetto e tolleranza?

2. In appositi rapporti vengono sistematicamente riferiti casi di aggressioni da parte delle autorità, compresa la polizia, ai danni di minoranze come Rom e omosessuali. In che modo il Consiglio federale, la DSC e la SECO tengono conto di tali rapporti? E questi rapporti hanno già avuto conseguenze nell'ambito dei progetti, in particolare di quello concernente la Community Policing?

3. Nel quadro delle relazioni tra la Svizzera e l'Ungheria, tradizionalmente buone, il Consiglio federale illustra la posizione della Svizzera riguardo alle violazioni della libertà di stampa, della libertà di espressione e dei diritti dell'uomo?

4. Il Consiglio federale come valuta le possibilità di intervenire a livello delle organizzazioni internazionali come il Consiglio dei diritti dell'uomo, l'OSCE, il Consiglio d'Europa, ecc.? È disposto a intervenire attivamente in seno ai suddetti organi e a sostenere le iniziative intraprese in tale ambito?

Stellungnahme des Bundesrates

1. Ai sensi dell'articolo 54 della Costituzione federale, la Confederazione contribuisce a far rispettare i diritti dell'uomo e a promuovere la democrazia. Con i loro programmi, la DSC e la SECO forniscono aiuto tecnico per l'attuazione dei diritti dell'uomo. L'accordo quadro bilaterale con l'Ungheria concernente il contributo all'allargamento (RS 0.973.241.81) pone espressamente l'integrazione sociale e la non discriminazione come condizioni per il sostegno mediante programmi e progetti. Le autorità nazionali monitorano l'attuazione dei progetti con la DSC e la SECO, con particolare attenzione per il progetto pilota di Community Policing, incentrato su un'attività di prevenzione orientata ai cittadini da parte della polizia. È inoltre stato coinvolto un esperto svizzero con l'esperienza necessaria. Con l'adozione di queste misure, la Svizzera è in grado di reagire tempestivamente a eventuali difficoltà.

2. Il Consiglio federale osserva gli sviluppi e cura il dialogo con l'Ungheria in diversi settori, tra cui quello della protezione delle minoranze. L'ambasciata di Svizzera ha per esempio sottoscritto, insieme ad altre quindici ambasciate in loco, il "Joint Statement Expressing Support for the Budapest Euro Games 2012 and the Budapest Pride Festival" del 28 giugno 2012, un appello al governo e alla società ungheresi per il rispetto dei diritti dell'uomo e contro la discriminazione delle minoranze. Nel quadro del progetto Community Policing, che sarà verosimilmente operativo a inizio 2013, la Svizzera affronterà nei dettagli il tema delle aggressioni in collaborazione con l'esperto svizzero incaricato.

3. Il ministro degli esteri ungherese Janos Martonyi ha effettuato una visita ufficiale di lavoro in Svizzera il 3 settembre 2012. In quell'occasione, il Consiglio federale ha accennato alla situazione politica in Ungheria e ribadito che la Svizzera attribuisce grande importanza al rispetto dei principi di uno Stato di diritto e alla non discriminazione delle minoranze. Durante l'incontro, è stata toccata anche la questione dell'atteggiamento del governo ungherese nei confronti della critica delle organizzazioni internazionali (in particolare del Consiglio d'Europa).

4. La situazione dei diritti dell'uomo in Ungheria è già oggetto di iniziative comuni di diverse organizzazioni internazionali. In occasione dell'esame periodico universale (UPR) dell'Ungheria che si è svolto l'11 maggio 2011 al Consiglio dei diritti dell'uomo delle Nazioni Unite, la Svizzera ha espresso varie raccomandazioni in merito alla lotta al razzismo, alla protezione delle minoranze e dei gruppi vulnerabili, compresi i rom, i disabili, le donne e le persone con orientamenti sessuali diversi, e alla libertà di opinione.

Inoltre, il 19 gennaio 2012 la Svizzera, insieme a Islanda, Canada, Liechtenstein e Norvegia, ha espresso preoccupazione per la situazione dei diritti dell'uomo in Ungheria di fronte al Consiglio permanente dell'OSCE.

La Commissione di Venezia e la Commissione europea contro il razzismo e l'intolleranza del Consiglio d'Europa, dal canto loro, monitorano la politica ungherese nei rispettivi settori di competenza.

Il Consiglio federale continuerà a seguire con attenzione gli sviluppi in Ungheria e la politica delle organizzazioni menzionate nell'interpellanza.

Risposta del Consiglio federale.