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12.3888 · Interpellanza · 2012-09-27

Dipartimento di giustizia e polizia

Liquidato

Wortlaut

Anche se presto sarà celebrato il decimo anniversario dell'equiparazione della firma digitale a quella cartacea (art. 14 CO), questa pietra miliare non ha comportato quasi nessun effetto pratico.

In che modo il Consiglio federale intende colmare le lacune esecutive nello sviluppo dell'infrastruttura nella comunicazione elettronica con le autorità di Confederazione e cantoni?

Begründung

Il processo di digitalizzazione della comunicazione con le autorità in Svizzera era iniziato bene. Meno di tre anni e mezzo dopo che Bill Clinton aveva reso giuridicamente valido negli Stati Uniti il commercio elettronico, anche nel nostro Paese era stata gettata una base fondamentale con la FiEle. Grazie all'elevata disponibilità di apparecchi e alla buona diffusione di Internet tra la popolazione, la Svizzera era ai primi posti della pertinente classifica internazionale. Oggi ha tuttavia perso terreno. Il settore TIC si è ora prefissato di riportare la Svizzera tra i primi della classe. L'"Agenda digitale 2020" ha stabilito che all'amministrazione spetta un ruolo chiave e di catalizzatore nel cammino verso la società dell'informazione.

Nel 2007 l'amministrazione è stata abilitata, nella legge federale sulla procedura amministrativa (PA), a comunicare elettronicamente in modo giuridicamente valido. A causa dei tempi lunghi per l'introduzione e l'attuazione, sono state semplificate le procedure e le prescrizioni in materia di sicurezza. Inoltre, una nuova revisione della PA all'inizio del 2011 ha obbligato i servizi amministrativi a predisporre indirizzi di ricezione. Tuttavia, 21 mesi dopo l'entrata in vigore della legge la maggior parte degli uffici federali non dispone ancora di indirizzi per richieste elettroniche. Dal 1° gennaio 2011, con i nuovi CPC, CPP e LEF la comunicazione giuridica per via elettronica è diventata obbligatoria anche per i tribunali. L'attuazione pratica non è tuttavia soddisfacente.

Stellungnahme des Bundesrates

Il Consiglio federale è consapevole che l'amministrazione svolge un ruolo chiave e di catalizzatore sulla via verso la società dell'informazione e ha indicato come uno degli elementi centrali della strategia per una società dell'informazione in Svizzera la completa conversione su base elettronica di tutti i processi interni all'amministrazione e, secondo le possibilità, anche dei rapporti con i servizi esterni all'amministrazione. Negli ultimi anni la Confederazione ha pertanto investito milioni nello sviluppo dell'infrastruttura nella comunicazione elettronica con le autorità federali e cantonali.

Nell'ambito dell'armonizzazione dei registri è stata infatti allestita una piattaforma informatica per il trasporto sicuro e tracciabile di dati. La piattaforma Sedex (secure data exchange) è operativa dal 15 gennaio 2008 e attualmente costituisce il fondamento su cui si basa lo scambio elettronico di comunicazione tra la Confederazione, i cantoni e i comuni. La piattaforma è utilizzata intensamente anche all'interno dei cantoni ed è ampliata costantemente.

Inoltre, sono stati anche introdotti su scala nazionale i nuovi numeri d'assicurato AVS (NAVS13) e i numeri d'identificazione delle imprese (IDI) sono stati attivati con il registro IDI. Questi identificatori rappresentano ulteriori basi per lo scambio elettronico di comunicazioni tra le autorità. Nell'ambito del diritto civile, penale e amministrativo, sono state istituite le basi necessarie all'introduzione della comunicazione elettronica con le autorità. Infine, nel contesto della corrente revisione della legge federale sulla firma elettronica (FiEle) il Consiglio federale ha anche incaricato il DFGP di chiarire la portata di una legislazione esaustiva nel campo d'applicazione della firma elettronica e di sottoporgli entro la fine del 2012 una proposta per individuare e colmare le lacune esistenti.

La Confederazione ha istituito molte delle condizioni necessarie alla comunicazione elettronica con le autorità. In base alla ripartizione federale dei compiti, gli strumenti creati sono applicati e sviluppati al ritmo previsto dalle competenti autorità federali, cantonali e comunali. Spesso sono necessari investimenti considerevoli, che devono essere approvati dalle corrispondenti autorità politiche. In virtù delle competenze conferitele dalla Costituzione, nella maggior parte dei casi la Confederazione non ha alcuna voce in capitolo. La Confederazione ha pertanto concluso con i cantoni degli accordi quadro per l'attuazione della strategia di e-government della Svizzera. Oltre 20 dei progetti elencati in questa strategia hanno potuto essere conclusi e implementati.

Inoltre, il 24 ottobre 2012, il comitato direttivo e-government Svizzera ha accolto nella strategia il nuovo progetto "Organizzazione e finanziamento di infrastrutture nazionali di base in ambito di governo elettronico", che ha come obiettivo l'istituzione di una struttura organizzativa nazionale competente per la messa a disposizione, il finanziamento nonché l'esercizio di infrastrutture e prestazioni di governo elettronico tra le autorità. In questo modo si intende contribuire all'ampia attuazione delle prestazioni di base di governo elettronico di fondamentale importanza. Queste prestazioni di base devono essere disponibili, interoperabili e rese utilizzabili in modo comune.

Anche se lo sviluppo dell'infrastruttura per la comunicazione elettronica con le autorità è un progetto a lungo termine, occorre integrare e sostituire progressivamente il sistema cartaceo, collaudato e ben presente nella testa delle persone. Il Consiglio federale, pur essendo convinto che sia stata imboccata la strada giusta, lascia a tutte le autorità interessate il tempo necessario per sviluppare e attuare soluzioni praticabili e adeguare le relative procedure amministrative. Per esperienza, occorrono vari anni prima che una nuova offerta elettronica da parte delle autorità venga utilizzata su vasta scala dai cittadini. Il Consiglio federale prevede pertanto che il sistema elettronico e quello cartaceo convivranno ancora per i prossimi 10-20 anni. È tuttavia convinto che la comunicazione elettronica con le autorità si imporrà diventando la regola.

Risposta del Consiglio federale.