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Perdite fiscali per Confederazione, cantoni, e comuni a seguito di infrazioni fiscali di contribuenti in Svizzera

12.3932 · Postulato · 2012-09-28

Dipartimento delle Finanze

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale sottopone al Parlamento un rapporto sul volume delle potenziali perdite fiscali per Confederazione, cantoni e comuni dovute a infrazioni fiscali di contribuenti in Svizzera e rimaste impunite (in particolare imposta sul reddito, imposta preventiva e imposta sulla sostanza).

Begründung

Per quanto concerne l'imposta sul reddito, gli autori Schaltegger, Schneider e Torgler hanno quantificato nella loro opera "Schattenwirtschaft und Steuermoral" 2008, pagine 26 e seguenti, la sottrazione d'imposta in Svizzera ripartita per cantoni in percento del reddito lordo delle economie domestiche per gli anni 1970 e 1995. All'epoca questi valori oscillavano prevalentemente tra il 14 e il 30 per cento.

Nella sua risposta all'interpellanza Kiener Nellen 10.3311, "Significativo peggioramento dell'etica fiscale", il Consiglio federale ammette che secondo indagini internazionali, l'etica fiscale in Svizzera è sensibilmente peggiorata a causa di diversi fenomeni come ad esempio il "segreto bancario" e l'imposizione forfettaria. Negli ultimi tempi questa tendenza si è certamente acuita ulteriormente.

Mentre altri Paesi recuperano miliardi sottratti al fisco mediante indagini fiscali attive, la Svizzera rimane immobile. Il Consiglio federale, l'Amministrazione federale delle contribuzioni e la Conferenza dei direttori cantonali delle finanze non sono nemmeno in possesso di stime sulle perdite fiscali.

Facciamo un calcolo solo per l'imposta sul reddito sulla base del reddito annuo lordo delle economie domestiche nel 2009: in questo caso la sottrazione d'imposta (substrato) corrisponde al 23,5 per cento, ovvero a 89,81 miliardi di franchi. Le imposte sottratte a un'aliquota d'imposta media del 20 per cento (fissata in modo molto prudente) producono un volume pari a 17,96 miliardi, arrotondati a 18 miliardi di franchi.

Le reazioni a questo calcolo mostrano che la mia stima è probabilmente troppo bassa, considerando anche i "contenitori offshore" e l'aiuto ai fini della sottrazione d'imposta, promossi attivamente da anni dagli istituti finanziari svizzeri.

Il signor H. U. Schöchli ha calcolato la possibile sottrazione fiscale sulla base dell'imposta preventiva per il 2010 e utilizzando stime molto prudenti giunge alla conclusione che negli ultimi cinque anni i redditi non dichiarati oscillano tra i 5 e gli 8 miliardi all'anno e i patrimoni non dichiarati tra i 200 e 300 miliardi di franchi ("NZZ", 19 febbraio 2011, pag. 31).

Il signor Paul Aschwanden, ex capo dell'ufficio contribuzioni della città di Zurigo e il professore Bruno Frey dell'Università di Zurigo stimano che fino al 2010 sono state sottratte imposte per un valore tra i 5 e i 10 miliardi di franchi ("Tages-Anzeiger", 3 febbraio 2010). Anche Hans Kissling, ex capo dell'ufficio di statistica del cantone di Zurigo giunge a tali cifre ("Der Bund", 19 maggio 2012).

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.

Stellungnahme des Bundesrates

Per procedere a una stima attendibile delle perdite di imposte, occorre definire un campione rappresentativo di tutti i contribuenti. Il campione dovrebbe quindi essere verificato con l'ausilio di criteri definiti che stabiliscano quando potrebbe sussistere una sottrazione. Il risultato di tale verifica potrebbe certo fornire indizi circa il sussistere di possibili infrazioni fiscali, ma non consentirebbe di trarre conclusioni quanto alla possibile entità dell'imposta sottratta all'interno del gruppo esaminato. Tale questione potrebbe essere acclarata soltanto nell'ambito di un procedimento penale regolarmente condotto. Il controllo dei contribuenti sulla base dei criteri definiti si scontrerebbe inoltre a limiti legali, poiché per una simile verifica si potrebbe ricorrere soltanto a controlli ordinari a posteriori, mentre sarebbe escluso qualsiasi tipo di procedura penale. Rimarrebbe poi, data la natura della questione, un certo numero di sottrazioni non scoperte impossibili da quantificare e variabili in funzione del genere di contribuente e dell'attività da esso esercitata. Eventuali stime dell'entità delle infrazioni fiscali fondate ad esempio su dati bancari o sulla statistica dell'imposta preventiva poggerebbero su una base ancor meno attendibile rispetto alle stime fondate su un campione rappresentativo di tutti i contribuenti. Di conseguenza, un calcolo delle potenziali perdite fiscali sarebbe non solo scarsamente indicativo, ma anche improduttivo.

L'etica fiscale è la disponibilità a pagare le imposte. Il grado di etica fiscale di un Paese può essere misurato per mezzo di indagini internazionali. Secondo tali indagini, tra il 1988 e il 1996 l'etica fiscale in Svizzera si è notevolmente deteriorata. Non sono però disponibili cifre più recenti; non è dunque possibile sapere se questa tendenza sia ulteriormente persistita. Il Consiglio federale non è a conoscenza di studi di carattere scientifico riguardo ai fattori determinanti dell'etica fiscale e ai cambiamenti che essa ha registrato nel corso degli anni 1990. Pertanto, qualsiasi tentativo di spiegazione può fondarsi unicamente su mere congetture.

Come indicato nella risposta all'interpellanza 10.3311, secondo il Consiglio federale la politica finanziaria e fiscale può avere ripercussioni positive sull'etica fiscale se si preoccupa dei seguenti aspetti:

- semplificazione del sistema fiscale, preferibilmente nella forma di un ampliamento della base di calcolo e diminuzione delle aliquote d'imposta;

- promozione di una concorrenza fiscale nazionale equa e regolata;

- politica finanziaria prudente con finanze pubbliche equilibrate sull'arco di un ciclo congiunturale, abbattimento del debito e verifica regolare dell'attività statale;

- rinuncia ad amnistie fiscali;

- sforzi permanenti da parte delle autorità fiscali per migliorare l'"orientamento alla clientela".

Anche un diritto penale fiscale efficace, capace di garantire l'applicazione del diritto fiscale e quindi una migliore giustizia fiscale contribuisce all'etica fiscale. Sotto questo aspetto il Consiglio federale ritiene che sussista una necessità d'intervento e pertanto il 21 settembre 2012 ha definito i valori di riferimento per una revisione e incaricato il Dipartimento federale delle finanze (DFF) di elaborare entro la primavera del 2013 un testo da porre in consultazione.

Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.

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