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12.4260 · Mozione · 2012-12-14

Cancelleria federale

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di rafforzare la volontà politica dei cittadini nell'esercizio dei diritti popolari adottando i provvedimenti seguenti:1. La Cancelleria federale è responsabile della convalida delle firme raccolte per le iniziative popolari federali e i referendum.2. Il termine di 100 giorni per la raccolta delle firme per un referendum è sospeso per legge per determinati periodi, come nel caso delle ferie giudiziarie e delle ferie esecutive.

Begründung

La regolamentazione vigente nella legge federale sui diritti politici attribuisce interamente al comitato d'iniziativa e al comitato referendario la responsabilità della convalida delle firme raccolte. Per far fronte alle ben note difficoltà incontrate nel lavoro di convalida, il legislatore ha prorogato a 100 giorni il termine originario di 90 giorni, proroga che nella prassi non ha tuttavia portato miglioramenti tangibili. La volontà politica dei cittadini che firmano un'iniziativa popolare o una domanda di referendum non può essere subordinata all'efficienza e all'affidabilità delle autorità e delle vie di spedizione. Inoltre, i comitati non hanno alcuna possibilità, nei confronti dei comuni, di influenzare in maniera incisiva il lavoro di convalida delle firme né di punire eventuali violazioni dell'obbligo di diligenza. Spetta alla Confederazione garantire che i diritti popolari siano esercitati in maniera corretta.L'esperienza ha mostrato che la raccolta delle firme incontra grandi difficoltà durante le vacanze estive e le festività di fine anno. Non si vede perché per l'esercizio dei diritti popolari costituzionali non debbano valere gli stessi presupposti applicabili, per esempio, al lavoro nel settore della giustizia.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

1. Già nella sua risposta all'interpellanza Wermuth 12.3082, il Consiglio federale riteneva che centralizzare su scala federale la procedura dell'attestazione del diritto di voto per le iniziative popolari e i referendum non fosse compatibile con il sistema attuale dei diritti politici (Boll. Uff. 2012 N 1226). I cataloghi elettorali sono necessari sia per il voto alle urne sia per l'attestazione del diritto di voto dei firmatari di un'iniziativa popolare o di una domanda di referendum ai tre livelli politici e si fondano, per le persone effettivamente domiciliate in Svizzera, sul registro degli abitanti. Poiché quest'ultimo è tenuto dai comuni, molti cantoni (p. es. ZH, AG, GR, BE) affidano loro anche la gestione del catalogo elettorale. Solo una minoranza dei cantoni ha accesso ai dati contenuti nel catalogo elettorale degli elettori domiciliati sul loro territorio; a maggior ragione non possono accedervi né la Cancelleria federale né altri servizi della Confederazione.Per modificare il sistema nel senso proposto dall'autore della mozione è necessario adeguare in maniera corrispondente, oltre alle misure organizzative e alle basi legali cantonali, la legge federale sui diritti politici e la relativa ordinanza (LDP e ODP). Anche in questo caso, tuttavia, un'attestazione del diritto di voto su scala federale sarebbe impraticabile: occorrerebbe infatti rinunciare a tenere il catalogo elettorale in un unico luogo, vantaggioso dal profilo dei costi, e passare a una duplice gestione ai livelli federale e comunale, con un costo nettamente superiore.La raccolta delle attestazioni del diritto di voto presso i servizi ufficiali cantonali competenti da parte della Cancelleria federale non sarebbe fattibile e indebolirebbe implicitamente i diritti popolari.a. Il meccanismo proposto priverebbe i comitati d'iniziativa e referendari del controllo sulla qualità della raccolta delle firme da loro effettuata. Attualmente, le iniziative che si trovano contemporaneamente in fase di raccolta delle firme sono circa una ventina e i referendum da uno a quattro; ogni comitato che ne è l'autore ha la possibilità di seguirli efficacemente. Se, invece, un unico servizio ufficiale centrale dovesse smistare da 20 000 a 60 000 liste di firme per un totale di 50 000 a 120 000 firme a sostegno di 25 iniziative o domande di referendum in corso simultaneamente, inviarle ai 2 485 comuni, controllare che ritornino e, successivamente, prendere una decisione sulla riuscita formale dell'iniziativa o della domanda di referendum, si andrebbe incontro a un appesantimento burocratico considerevole, con la conseguente necessità di risorse supplementari (il costo degli invii e dei controlli aumenterebbe notevolmente, considerato che un servizio centrale di attestazione, diversamente dai comitati direttamente interessati, non può avere una visione aggiornata di come procedono le varie operazioni di raccolta delle firme).b. I comitati non sarebbero più in grado di esaminare la probabilità di riuscita della loro iniziativa o domanda di referendum prima della scadenza del termine prescritto per la raccolta delle firme e perderebbero di conseguenza il controllo sulla gestione del calendario della loro iniziativa o domanda di referendum. Molti anni di esperienza hanno mostrato che una lunga attesa è controproducente per i comitati, soprattutto nel caso delle iniziative popolari. Il ritiro, come anche il decesso dei membri firmatari del comitato, è una causa frequente di annullamento.Il disciplinamento proposto dall'autore della mozione comporterebbe un'inauspicabile separazione di competenze e responsabilità. A causa dell'impossibilità di fornire delle prove, il comitato non potrebbe più criticare eventuali irregolarità constatate nell'attestazione del diritto di voto non avendo alcuna possibilità di controllo. Ne consegue che il disciplinamento proposto indebolirebbe i diritti popolari anziché rafforzarli.2. È assolutamente inopportuno prolungare il termine prescritto per la raccolta delle firme della durata delle ferie esecutive e delle ferie giudiziarie, e di conseguenza delle vacanze estive e delle festività di fine anno. Tale proroga comprometterebbe l'esecuzione, entro i termini stabiliti, delle votazioni popolari sulle leggi federali dichiarate urgenti che, dopo la riuscita formale di un referendum, devono essere abrogate entro un anno dalla loro entrata in vigore, se non sono state prima accettate dal Popolo. Prima dell'accertamento del risultato della votazione devono essere infatti scaduti tutti i termini di ricorso e i ricorsi devono essere stati liquidati definitivamente. Se si vogliono bloccare i periodi in questione, occorrerebbe vietare anche la raccolta delle firme durante gli stessi, tuttavia l'applicazione di tale divieto e il relativo controllo non sarebbero possibili. Autorizzare la raccolta delle firme durante i periodi interessati equivarrebbe a prorogare il termine prescritto per la raccolta delle firme e richiederebbe una modifica della Costituzione federale.