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Equa rappresentanza dei sessi nei consigli di amministrazione delle aziende quotate in borsa. Modifica della legge sulle borse

12.469 · Iniziativa parlamentare · 2012-09-26

Liquidato

Wortlaut

Fondandomi sull'articolo 160 capoverso 1 della Costituzione federale e sull'articolo 107 della legge sul Parlamento, presento la seguente iniziativa:

Le imprese i cui titoli di partecipazione sono quotati in una borsa svizzera devono garantire che nei loro consigli di amministrazione ciascuno dei due sessi sia rappresentato in ragione almeno del 40 per cento. Le imprese che non raggiungono tale quota non sono ammesse al commercio borsistico. Se sono già quotate in borsa, l'ammissione al commercio va loro revocata fino a che la quota del 40 per cento non sia rispettata. Per raggiungere le quote la legge deve prevedere un termine transitorio che scada al più tardi nel 2017. La legge sulle borse va modificata di conseguenza.

Begründung

Nei consigli di amministrazione delle maggiori imprese europee le donne sono rappresentate in media in ragione del 33 per cento, mentre in Svizzera la percentuale è dell'11,6 per cento. Negli ultimi due anni in Europa la quota femminile è aumentata del 28 per cento; malgrado un incremento, in Svizzera tale quota è chiaramente inferiore. La più alta quota di rappresentanza femminile nei consigli di amministrazione si registra nei Paesi nordici: il 36,4 per cento in Norvegia, il 27,1 per cento in Finlandia e il 24,4 per cento in Svezia. Chiudono la classifica l'Italia (8,4 per cento), l'Austria (8 per cento), il Lussemburgo (6,1 per cento) e il Portogallo (4,7 per cento) (European Board Diversity Analysis 2012, Egon Zehnder Int.).

Per porre rimedio a questa sottorappresentanza femminile diversi Stati hanno introdotto quote. In Norvegia dal 2006 la legge sulle borse prevede una quota di rappresentanza femminile nei consigli di amministrazione del 40 per cento. In Italia la quota femminile dovrà raggiungere il 34 per cento entro nove anni, mentre in Francia il 20 per cento entro il 2014 e il 40 per cento entro il 2017.

Le quote percentuali rappresentano uno strumento efficace per rispettare determinati criteri quantitativi. Oltre a esse vanno però anche adottate misure collaterali per favorire l'uguaglianza in ambito economico: provvedimenti a sostegno della carriera, accesso alla custodia dei figli, parità di salario ecc.

Perché occorrono quote di rappresentanza nei consigli di amministrazione?

1. Anche le imprese del settore privato devono contribuire all'attuazione del principio di uguaglianza (art. 8 Cost.).

2. Tra poco non potremo più concederci il lusso di continuare a sprecare la risorsa costituita dalla popolazione femminile. Le donne sono sempre più preparate e la popolazione indigena ristagna.

3. Dal 2008 il corso delle azioni delle imprese nei cui consigli di amministrazione siede almeno una donna ha fatto registrare un aumento più marcato rispetto alle altre imprese (cfr. Gender Diversity and Corporate Performance, Credit Suisse, Agosto 2012).

Nuove disposizioni legali in materia di quote femminili possono essere inserite nella legge sulle borse o nella legge sulla parità dei sessi.

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