13.051 · Oggetto del Consiglio federale · 2013-06-07
Dipartimento dell'interno
Liquidato
Zusammenfassung
Messaggio del 7 giugno 2013 concernente la modifica della norma costituzionale relativa alla medicina riproduttiva e all‘ingegneria genetica in ambito umano (art. 119 Cost.) e della legge sulla medicina della procreazione (Diagnostica preimpianto)
Ausgangslage
Messaggio del 7 giugno 2013 concernente la modifica della norma costituzionale relativa alla medicina riproduttiva e all'ingegneria genetica in ambito umano (art. 119 Cost.) e della legge sulla medicina della procreazione (Diagnosi preimpianto) (FF 2013 5041)
La diagnosi preimpianto (DPI) è stata oggetto di un dibattito molto acceso in entrambe le Camere in merito all'opportunità di autorizzarla e, se del caso, in che misura. Le Camere hanno deciso a chiara maggioranza di entrare in materia sul progetto, anche se le condizioni d'accesso alla DPI hanno suscitato accese contrapposizioni. Su questo aspetto, il Consiglio degli Stati ha in un primo tempo aderito al disegno del Consiglio federale, secondo il quale dovrebbero poter ricorrere alla DPI soltanto le coppie che, per via di una loro predisposizione genetica, rischiano di trasmettere una grave malattia ereditaria al proprio figlio. Il Consiglio nazionale ha deciso di estendere questa possibilità a tutte le coppie che ricorrono alla fecondazione artificiale per consentire loro di scartare gli embrioni caratterizzati da anomalie cromosomiche. Durante l'appianamento delle divergenze il Consiglio degli Stati si è allineato alla decisione del Consiglio nazionale. Inoltre, le due Camere hanno deciso di limitare a 12 - e non a 8 come proposto dal Consiglio federale - il numero di embrioni che possono essere sviluppati per ciclo di trattamento.
Situazione iniziale
In seguito all'adozione di un intervento parlamentare e di una corrispondente procedura di consultazione, il Consiglio federale ha presentato un disegno di legge che autorizza la DPI in determinati casi. Le coppie portatrici di malattie ereditarie che decidono di sottoporsi a una fecondazione assistita devono poter ricorrere alla diagnostica preimpianto (DPI). Inoltre in futuro sarà consentita la conservazione di embrioni a fini riproduttivi. La nuova disciplina esige la modifica dell'articolo 119 della Costituzione federale, relativo alla medicina riproduttiva e all'ingegneria genetica in ambito umano.
In futuro le coppie i cui figli rischiano di essere affetti da una grave malattia ereditaria a causa della predisposizione genetica dei genitori potranno ricorrere alla DPI. Nell'ambito di una fecondazione assistita, potranno far analizzare gli embrioni per la ricerca della corrispondente malattia ereditaria, per poi utilizzare a fini riproduttivi soltanto quelli non affetti da tale malattia. Rimangono vietate tutte le altre possibilità di applicazione della DPI. Non potranno ricorrervi le coppie sterili non portatrici di malattie ereditarie. Resta inoltre vietata l'analisi di un embrione per la ricerca di malattie a comparsa casuale, come la trisomia 21, o la selezione di un cosiddetto "bambino salvatore" per la donazione di tessuti a fratelli malati.
Con la legge sulla medicina della procreazione attualmente in vigore, nella fecondazione assistita è possibile sviluppare in vitro un massimo di tre embrioni per ciclo (regola del tre). Se questa regola valesse anche per le nuove procedure di DPI consentite, le coppie portatrici di malattie ereditarie avrebbero probabilità nettamente inferiori di concepire un embrione sano rispetto alle coppie non portatrici. Pertanto per le procedure di DPI dovrà essere consentito lo sviluppo in vitro di più di tre embrioni, ma al massimo di otto (regola dell'otto).
La disciplina vigente comporta un ulteriore svantaggio considerevole: dato che è vietato conservare gli embrioni, tutti quelli vitali - per un numero massimo di tre - devono essere impiantati nell'utero. Di conseguenza si verificano spesso gravidanze plurigemellari rischiose per la madre e per i nascituri. Per ridurre questo rischio, in futuro dovrà essere consentita la conservazione degli embrioni e il loro eventuale impianto successivo nell'utero. Ciò vale per tutte le procedure in vitro.
Le ultime due innovazioni - la possibilità di conservare gli embrioni e la "regola dell'otto" per la DPI - richiedono una modifica dell'articolo 119 della Costituzione federale, relativo alla medicina riproduttiva e all'ingegneria genetica in ambito umano. Inoltre il Consiglio federale presenterà un corrispondente disegno di legge e trasmetterà il relativo messaggio al Parlamento. Se quest'ultimo seguirà il Consiglio federale, la modifica costituzionale dovrà essere approvata dal Popolo e dai Cantoni prima che la revisione della legge possa entrare in vigore. (Fonte: Comunicato stampa del Consiglio federale)
Verhandlungen
In Consiglio degli Stati, il relatore della Commissione, Felix Gutzwiller (RL, ZH), ha presentato le tre proposte della Commissione, spiegando che la maggioranza di quest'ultima approva l'entrata in materia, con il desiderio di autorizzare le coppie sterili a ricorrere alla DPI e di rinunciare a una limitazione del numero di embrioni da sviluppare. Anche una minoranza della Commissione si è espressa a favore dell'entrata in materia e dell'abolizione del divieto della DPI, pur desiderando aderire al disegno più prudente del Consiglio federale. Una terza proposta, presentata da Brigitte Häberli-Koller (CE, TG), chiedeva la non entrata in materia sul disegno. La deputata ha spiegato che occorre mantenere il divieto della DPI, criticando la strumentalizzazione progressiva della vita umana e opponendosi all'idea di produrre vite umane da sottoporre in seguito a una selezione in laboratorio. A suo avviso, non esiste il diritto a un bambino sano. Durante il lungo dibattito di entrata in materia i deputati hanno sollevato questioni etiche fondamentali e valutato le possibilità tecniche, i limiti, il diritto delle coppie all'autodeterminazione nonché la protezione degli embrioni. A prescindere dall'appartenenza partitica, numerosi parlamentari hanno espresso i loro dubbi in merito, interrogandosi su questa delicata tematica da un punto di vista morale. Verena Diener (GL, ZH) si è chiesta dove condurrà questa tendenza a migliorare progressivamente le generazioni future, mentre Werner Luginbühl (BD, BE) si è chiesto fra quanto tempo si imporrà l'esigenza di ottenere un bambino bello e intelligente, visto che già oggi c'è la pretesa di averne uno in buona salute. Consapevoli del fatto che la DPI è autorizzata in alcuni Paesi e che talune coppie svizzere vi si recano per beneficiarne, i deputati hanno ritenuto che la Svizzera dovesse perlomeno decidere di stabilire direttamente i propri limiti. Con 39 voti contro 3 il Consiglio degli Stati ha quindi deciso di entrare in materia sul progetto.
Una maggioranza della Commissione non voleva limitare l'autorizzazione di ricorrere alla DPI alle coppie che rischiano di trasmettere una grave malattia ereditaria al proprio bambino, come proposto dal Consiglio federale, ma desiderava accordarla a tutte le coppie che fanno capo alla fecondazione artificiale, così da permettere loro di scartare gli embrioni caratterizzati da anomalie cromosomiche. I sostenitori di questa proposta hanno spiegato che le analisi prenatali possono attualmente essere effettuate fino alla 16 settimana di gravidanza e che sarebbe quindi contraddittorio vietare simili analisi sugli embrioni. Liliane Maury Pasquier (S, GE) ritiene paradossale garantire una maggiore protezione alla vita di un embrione fatto di poche cellule rispetto a quella di un feto quasi in grado di vivere. Ivo Bischofberger (CE, AI) ha dal canto suo insistito sulla differenza tra la diagnosi prenatale e la diagnosi preimpianto, sottolineando che la vita di un bambino nel ventre di sua madre non avrebbe lo stesso valore di quella di un embrione in vitro. Con 22 voti contro 18 e 2 astensioni il Consiglio degli Stati ha infine respinto la proposta della propria Commissione, aderendo al disegno più prudente del Consiglio federale. Inoltre, la Commissione non voleva limitare il numero di embrioni da poter sviluppare. Anche su questo aspetto il Consiglio degli Stati ha preferito la soluzione del Consiglio federale e con 22 voti contro 18 e 1 astensione ha deciso di limitare a otto il numero di embrioni da poter sviluppare durante un ciclo di trattamento. Inoltre, con 32 voti contro 10 ha respinto una proposta di Felix Gutzwiller (RL, ZH), che chiedeva di autorizzare la selezione di embrioni al fine di permettere una successiva donazione di tessuti a un fratello o una sorella malati (cosiddetti bambini salvatori). Nel voto sul complesso il Consiglio degli Stati ha adottato le modifiche della Costituzione federale con 39 voti contro 3 e quelle della legge federale concernente la procreazione con assistenza medica con 30 voti contro 3 e 8 astensioni.
In Consiglio nazionale due proposte di non entrata in materia con la richiesta di mantenere il divieto della DPI sono state presentate da Stefan Müller-Altermatt (CE, SO) e da Marianne Streiff (CE, BE). In linea con quanto proposto dalla Commissione la Camera ha deciso, con 157 voti contro 22 e 6 astensioni, di entrare in materia sul progetto. La Commissione incaricata dell'esame preliminare auspicava una versione meno restrittiva di quella del Consiglio federale e del Consiglio degli Stati e chiedeva che tutti gli embrioni concepiti in vitro potessero essere controllati prima dell'impianto nell'utero, al fine di individuare le anomalie cromosomiche numeriche. Si opponeva inoltre a una limitazione del numero di embrioni sviluppati per ciclo di trattamento, esprimendo il suo sostegno alla procreazione di "bambini salvatori".
I parlamentari hanno discusso animatamente se limitare l'autorizzazione del ricorso alla DPI alle malattie ereditarie o se estenderla a tutte le fecondazioni artificiali, in particolare per individuare una trisomia 21. Rappresentanti del PPD, del PS e dei Verdi si sono opposti alla diagnosi cromosomica che, secondo Maya Graf (G, BL), condurrebbe alla selezione delle vite umane in funzione del loro valore. I sostenitori hanno invece evidenziato che le possibilità di successo di una gravidanza sono nettamente inferiori con un embrione caratterizzato da un'anomalia cromosomica che non con un embrione sano. Lo scopo dell'accertamento è di aumentare il tasso di successo delle fecondazioni in vitro e di migliorare quindi le possibilità di avere un bambino. Con 119 voti contro 65 e 6 astensioni la Camera ha adottato la proposta della propria Commissione di autorizzare la DPI per individuare le anomalie cromosomiche su tutti gli embrioni concepiti in vitro. Per quanto riguarda la limitazione del numero di embrioni da sviluppare per ciclo di trattamento, il Consiglio nazionale non si è allineato alla decisione del Consiglio degli Stati, respingendo con 117 voti contro 70 e 3 astensioni la proposta di fissare un limite. La maggioranza della Camera ha ritenuto infatti che si trattasse di una questione di competenza dei medici. Per quanto riguarda la procreazione e la selezione di "bambini salvatori", la Camera non ha seguito il parere della propria Commissione. Christian Lohr (CE, TG) ha fatto notare che questi bambini sarebbero concepiti con l'unico obiettivo di fornire tessuti o organi con pesanti conseguenze psicologiche per loro. Alcuni rappresentanti del PLR e dei Verdi liberali hanno spiegato che questo metodo permetterebbe di salvare bambini e che quindi occorrerebbe lasciare la scelta ai genitori. Dal canto suo, l'UDC ha minacciato di bocciare l'intero progetto qualora fosse stata accettata questa proposta. Lo scetticismo nei confronti di questo tipo di laboratori per pezzi di ricambio ha infine avuto il sopravvento: il Consiglio nazionale si è allineato al Consiglio degli Stati e, con 108 voti contro 79 e 4 astensioni, ha respinto la proposta volta ad autorizzare la selezione di "bambini salvatori". In occasione del voto sul complesso, le modifiche della Costituzione federale sono state adottate dal Consiglio nazionale con 170 voti contro 16 e 5 astensioni e quelle della legge concernente la procreazione con assistenza medica con 138 voti contro 38 e 13 astensioni.
Durante la procedura di appianamento delle divergenze il Consiglio degli Stati ha dovuto chinarsi su tre aspetti. Sul primo - che concerneva l'utilizzazione dei gameti di donatori defunti - ha tacitamente mantenuto la propria posizione, ossia di contemplare questa possibilità. Il secondo aspetto era più controverso: occorreva stabilire se egli embrioni concepiti in vitro potessero essere tutti analizzati in caso di infertilità cronica per consentire l'individuazione di anomalie cromosomiche. La Commissione incaricata dell'esame preliminare era nuovamente favorevole a questa possibilità e proponeva quindi di seguire il Consiglio nazionale. Secondo il relatore della Commissione, Felix Gutzwiller (RL, ZH), ogni anno verrebbero così effettuati circa 1000 esami. Una minoranza della Commissione, rappresentata da Ivo Bischofberger (CE, AI), proponeva alla propria Camera di mantenere la decisione del Consiglio degli Stati e di attenersi alla proposta prudente del Consiglio federale di autorizzare il ricorso alla DPI soltanto alle coppie che rischiano di trasmettere una grave malattia ereditaria al proprio figlio. I favorevoli a una soluzione più ampia hanno criticato in particolare l'incoerenza fra l'autorizzazione della diagnosi prenatale per individuare la trisomia 21 e il divieto della DPI per lo stesso scopo. Brigitte Häberli-Koller (CE, TG) ha evidenziato la differenza fondamentale fra la decisione di una donna incinta di abortire e la decisione di un operatore sanitario di scartare un embrione. Su questo aspetto, con 27 voti contro 18, la Camera ha infine seguito la proposta della Commissione, soprattutto grazie al cambiamento d'opinione di alcuni liberali radicali.
Il terzo aspetto riguardava il numero di embrioni che possono essere sviluppati per ciclo di trattamento. Contrariamente al Consiglio nazionale, che voleva lasciare questa decisione ai medici, il Consiglio degli Stati ha deciso, su proposta della propria Commissione, di stabilire un limite di 12 embrioni. Con 22 voti contro 20 e 1 astensione, i deputati hanno infine respinto una proposta di Peter Bieri (CE, ZG) che voleva stabilire un limite di 5 embrioni per i casi di fecondazione artificiale.
In Consiglio nazionale Rosmarie Quadranti (BD, ZH), in nome della Commissione incaricata dell'esame preliminare, ha proposto di allinearsi alle decisioni del Consiglio degli Stati per quanto riguardava le due rimanenti divergenze. Il Consiglio nazionale ha tacitamente adottato le due proposte della Commissione accettando in tal modo che i gameti di un donatore defunto possano essere utilizzati dopo la sua morte e che un massimo di 12 embrioni possano essere sviluppati per ciclo di trattamento.
Nella votazione finale, il decreto federale concernente la modifica dell'articolo costituzionale è stato adottato dal Consiglio degli Stati con 34 voti contro 8 e 3 astensioni e dal Consiglio nazionale con 160 voti contro 31 e 4 astensioni. Nella votazione finale, la legge federale concernente la procreazione con assistenza medica è stata adottata dal Consiglio degli Stati con 26 voti contro 10 e 9 astensioni e dal Consiglio nazionale con 123 voti contro 66 e 5 astensioni.
La modifica costituzionale è stata accettata dal Popolo il 14 giugno 2015 con il 61,9 per cento dei voti e da 17 Cantoni e 3 Semicantoni.