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13.1034 · Interrogazione · 2013-06-13

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

Liquidato

Wortlaut

Le incertezze sul mercato dell'elettricità e le difficoltà finanziarie di alcune società (in particolare Alpiq) degli ultimi mesi fanno sì che nei confronti di tali società vi sia una pressione sempre maggiore affinché vendano tutte o parte delle quote da esse detenute negli impianti di produzione di energia. Inoltre, le difficoltà finanziarie di alcune collettività pubbliche potrebbero spingerle a disfarsi di tutte o parte delle azioni delle società che detengono gli impianti in questione.

1. Come valuta il Consiglio federale il pericolo che i grandi impianti di produzione energetica finiscano, almeno in parte, in mani straniere?

2. Se del caso, quali misure raccomanda?

Stellungnahme des Bundesrates

1./2. A causa della diminuzione della domanda dovuta, tra l'altro, a motivi congiunturali e all'aumento delle capacità di produzione energetica (in particolare a partire dalle fonti energetiche rinnovabili), i prezzi dell'elettricità sui mercati all'ingrosso europei sono in calo dal 2009 e si attestano da anni a livelli minimi.

Questa situazione riguarda anche il settore elettrico svizzero. Nel nostro Paese, infatti, fino al 2009 i prezzi medi di produzione erano nettamente inferiori a quelli di mercato, mentre dal 2009 si osserva una diminuzione significativa dei prezzi spot (Swissix). Con la crisi dell'euro, la differenza tra i prezzi spot (in euro) e i costi di produzione (in franchi svizzeri) in Svizzera si è ridotta ulteriormente. Oggi i prezzi spot sono sempre più spesso inferiori a quelli di produzione.

La situazione del mercato è sfavorevole agli investimenti per quanto concerne la produzione non sovvenzionata. È possibile che in futuro alcune imprese straniere aumentino la quota di partecipazione agli impianti di produzione elvetici. Tuttavia non c'è da attendersi l'ingresso nel mercato di masse di investitori esteri, perché anche questi ultimi risentono delle difficoltà dovute alla congiuntura.

In questo contesto, è determinante che la sicurezza di approvvigionamento possa essere garantita indipendentemente dagli azionisti degli impianti di produzione. Il Consiglio federale ritiene che essa venga già assicurata con la regolazione attuale del mercato svizzero dell'elettricità e che, pertanto, non siano necessarie altre misure. Affinché la sicurezza dell'approvvigionamento del nostro Paese sia garantita, è importante che la Svizzera sia integrata nel sistema europeo di approvvigionamento elettrico. Inoltre, l'articolo 9 della legge sull'approvvigionamento elettrico (RS 734.7) contempla già diversi provvedimenti che il Consiglio federale può adottare in caso di minaccia per l'approvvigionamento.

Risposta del Consiglio federale.