13.3094 · Interpellanza · 2013-03-18
Dipartimento delle Finanze
Liquidato
Wortlaut
1. In considerazione degli sviluppi nell'UE e in seno all'OCSE, il Consiglio federale ritiene che l'imposta liberatoria sia ancora un modello per il futuro?
2. Il Consiglio federale prevede di adottare una strategia che separi nettamente il passato e il futuro nella risoluzione delle diverse controversie fiscali?
3. Il Consiglio federale considera di risolvere il passato con l'imposta liberatoria e poi negoziare un accordo con l'UE per evitare, come invece attualmente succede, di avviare negoziati con i singoli Paesi dell'Unione europea?
4. Quali sarebbero le conseguenze di una simile strategia per le possibili soluzioni concernenti il futuro? Quali sarebbero gli sviluppi che il Consiglio federale prevede?
Begründung
La strategia adottata dal Consiglio federale per risolvere questioni fiscali con diversi Paesi dell'Unione europea in materia di convenzioni bilaterali sull'imposta liberatoria non è sempre stata coronata da successo. Gli sviluppi all'interno dell'UE, ma anche in seno all'OCSE, mostrano che potrebbe essere viepiù difficile attuare la futura strategia di emersione del denaro non dichiarato con il progetto dell'imposta liberatoria. L'imposta liberatoria è chiaramente sempre il miglior modello per risolvere il passato. E proprio questo aspetto deve necessariamente essere portato avanti con urgenza affinché la Svizzera possa confrontarsi con il futuro senza la presenza di fardelli irrisolti del passato.
Stellungnahme des Bundesrates
Il Consiglio federale è disposto a collaborare attivamente in seno all'OCSE allo sviluppo di uno standard globale per lo scambio automatico di informazioni inteso a garantire la conformità sotto il profilo fiscale, che soddisfi elevate esigenze per quanto concerne il rispetto del principio di specialità e della normativa in materia di protezione dei dati, che assicuri la reciprocità e che comprenda norme affidabili per l'accertamento dell'avente economicamente diritto di tutte le forme giuridiche, compresi trust e società di sede. Se si dovesse giungere a un simile standard, riconosciuto e introdotto dagli Stati del G-20, dai Paesi membri dell'OCSE e da tutte le principali piazze finanziarie del mondo, il Consiglio federale sarà disposto a trasporre tale standard nel diritto svizzero parimenti al fine di garantire la conformità sotto il profilo fiscale dei clienti con sede fiscale all'estero di gestori patrimoniali.
Anche per la regolarizzazione del futuro, la Svizzera continuerà comunque a concludere con Stati interessati convenzioni standardizzate sull'imposizione alla fonte con scambio di informazioni su richiesta.
Prima di introdurre lo scambio automatico di informazioni, analogamente a una convenzione sull'imposizione alla fonte standardizzata per il futuro, bisogna trovare con lo Stato partner un'equa regolarizzazione del passato per gli attuali patrimoni non dichiarati. Al riguardo sarebbe ipotizzabile perseguire un accordo quadro con l'UE, la quale consiglia la soluzione del passato con i singoli Stati dell'UE ricorrendo all'efficiente modello di imposta alla fonte con effetto liberatorio.
Risposta del Consiglio federale.