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13.3105 · Interpellanza · 2013-03-18

Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca

Liquidato

Wortlaut

Nell'anno 2012 le notifiche di lavoro di meno di tre mesi presentate in Ticino da padroncini e distaccati sono state 21 313.

Negli ultimi anni le notifiche sono cresciute in maniera esponenziale (18 900 nel 2011, 16 700 nel 2010). Se si pensa che fino a qualche anno fa le notifiche si aggiravano sulle 8000 annue, ci si accorge che esse sono quasi triplicate. Del resto è verosimile che, visto l'andamento, nel 2013 si raggiungerà quota 25 000. Questo senza che l'evolversi dell'economia ticinese giustifichi in alcun modo una crescita di questo tenore. Le 21 313 notifiche nel 2012 si sono tradotte in circa 671 000 giornate lavorative: giornate che sono andate perse all'economia ticinese, a vantaggio di quella d'oltreconfine.

Questa preoccupante situazione dovrebbe finalmente dare adito a delle contromisure a tutela del mercato del lavoro e dell'economia locale. Prima fra tutte l'abolizione della possibilità per l'operatore d'oltreconfine, di notificarsi semplicemente via e-mail, che va sostituita con l'obbligo di iscriversi ad un appositio albo, iscrizione che deve presupporre l'adempimento di una serie di requisiti volti a minimizzare il rischio di abusi in particolare nell'ambito degli oneri fiscali e sociali e del diritto del lavoro.

L'evoluzione del numero delle notifiche rende inoltre urgente mettere fine alla discriminazione sull'IVA a danno di ditte ed artigiani ticinesi: infatti, contrariamente al collega ticinese, l'artigiano italiano è esente dall'IVA se esegue in Svizzera un lavoro di valore inferiore ai 10'000 franchi senza importare materiale. Il problema è ben noto al Consiglio federale che, tuttavia, quest'ultimo non pare voler affrontare.

Chiedo al lodevole Consiglio federale:

1. Come valuta il continuo incontrollato aumento delle notifiche in Ticino?

2. È sua intenzione proporre delle ulteriori misure a tutela dell'economia delle zone di confine, come possono essere quelle indicate in ingresso?

3. È sua intenzione porre finalmente fine alla discriminazione sull'IVA che avvantaggia scorrettamente i fornitori di prestazione UE nei confronti della concorrenza svizzera, configurando quindi un'evidente situazione di concorrenza sleale legalizzata?

Stellungnahme des Bundesrates

1. Il Consiglio federale è consapevole che il canton Ticino, in qualità di regione di confine, è particolarmente colpito delle ripercussioni della libera circolazione delle persone. In tale cantone lavorano fino a 90 giorni all'anno molti dimoranti temporanei soggetti a notifica (lavoratori distaccati, prestatori di servizio indipendenti e lavoratori assunti da datori di lavoro svizzeri). Tra il 2005 e il 2012 il numero dei dimoranti temporanei soggetti a notifica è aumentato in media del 15 per cento all'anno. A livello nazionale, per contro, tale aumento è stato in media del 12 per cento.

I dimoranti temporanei soggetti a notifica svolgono un ruolo importante ai fini dello sviluppo dei mercati del lavoro nelle regioni di confine. Complessivamente i cantoni situati in prossimità del confine tendono ad avere quote maggiori di questi lavoratori. In Ticino, il volume di lavoro svolto dai dimoranti temporanei soggetti a notifica è il più elevato di tutta la Svizzera, con una quota superiore all'uno per cento rispetto all'occupazione totale. Oltre un terzo del volume di lavoro delle persone soggette a notifica viene svolto in Ticino da fornitori di servizi stranieri. L'importanza della prestazione di servizi transfrontaliera in Ticino si riflette anche nelle esigenze dell'economia ticinese. Essa beneficia pertanto in misura sempre maggiore della possibilità di richiedere servizi anche all'estero.

2. Con la libera circolazione delle persone sono state introdotte misure di accompagnamento allo scopo di tutelare i lavoratori svizzeri e stranieri dagli abusi in materia di condizioni salariali e lavorative. Secondo il Consiglio federale tali misure si sono dimostrate valide. Nei settori si erano registrate delle lacune, queste ultime sono state colmate in modo mirato. Dal 1° gennaio 2013 sono in vigore misure che consentono di contrastare la pseudo-indipendenza dei fornitori di servizi stranieri. Inoltre, il mancato rispetto da parte dei datori di lavoro svizzeri dei salari minimi obbligatori, definiti nei contratti normali di lavoro, può ora essere sanzionato. Durante la sessione invernale 2012 il Parlamento si è nuovamente espresso a favore dell'introduzione di una responsabilità solidale nell'edilizia. Inoltre, il 1° maggio 2013 è entrato in vigore l'obbligo dei datori di lavoro che distaccano lavoratori in Svizzera di notificarne il salario. Queste misure di carattere legislativo nonché i continui miglioramenti sul piano dell'esecuzione delle misure di accompagnamento contribuiranno a perfezionare ulteriormente la lotta contro gli abusi. Il Consiglio federale seguirà attentamente l'evoluzione della situazione.

A causa della sua particolare situazione, le misure di accompagnamento sono di enorme importanza soprattutto per il canton Ticino. È per questo che la Confederazione mette a sua disposizione i mezzi necessari alla loro attuazione. Il numero di controlli che devono essere eseguiti dal cantone e che vengono cofinanziati dalla Confederazione è stato aumentato di recente proprio per tener conto dalla particolare situazione del Ticino. Per il 2013 e il 2014 il cantone può impiegare sette ispettori del mercato del lavoro per eseguire 1050 controlli. Queste cifre comprovano l'attuazione coerente delle misure di accompagnamento in Ticino. Le violazioni vengono individuate e sanzionate.

3. Nella sua risposta alla mozione Cassis 12.4197, "La legge sull'IVA non deve rimanere lettera morta. Bisogna limitare la concorrenza sleale nelle zone di confine", il Consiglio federale ha espresso il suo scetticismo circa l'impiego di dati tratti dalle procedure di notifica per identificare persone potenzialmente assoggettate all'IVA. Il collegio ha pertanto proposto di respingere la mozione nella sua forma vincolante. Il Consiglio federale è però disposto ad esaminare la possibilità di un impiego della procedura di notifica ai fini dell'esecuzione dell'imposta sull'acquisto. Se il Consiglio nazionale dovesse approvare la mozione Cassis, il Consiglio federale presenterà al Consiglio degli Stati una proposta di modifica. Occorre inoltre esaminare se la richiesta di estendere l'utilizzo della procedura di notifica è compatibile con l'ALC (RS 0.142.112.681).

Risposta del Consiglio federale.