13.3151 · Postulato · 2013-03-20
Dipartimento degli affari esteri
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di analizzare lo stato attuale delle relazioni tra la Svizzera e l'Unione europea e di presentare i risultati in un rapporto completo che dovrà illustrare al Parlamento e al popolo svizzero l'attività dell'UE a livello esecutivo, legislativo e giudiziario e come questa stessa attività si ripercuote sulla vita quotidiana degli svizzeri. Il rapporto dovrà avere un'impostazione analoga a quella dei rapporti elaborati dalla Gran Bretagna (Review of the balance of competences, articolato in 32 rapporti parziali) e dalla Norvegia (Outside and Inside - Norway's agreements with the European Union, all'incirca 900 pagine).
Begründung
Considerate le rapide e profonde trasformazioni istituzionali in seno all'Unione europea nonché le richieste di vasta portata dell'UE alla Svizzera (recepimento dinamico del diritto, giurisdizione europea negli accordi bilaterali), per la Svizzera è importante capire il rapporto tra i propri interessi nazionali e quelli dell'UE.
Per quanto concerne il modo di procedere, l'esecutivo dovrà interpellare il Parlamento, i cantoni, il settore economico, il mondo accademico, la società civile, le organizzazioni non governative (ONG) come pure gli usuali partecipanti alla consultazione per analizzare l'impatto concreto delle prescrizioni dell'UE. Per ogni ambito di governo (mercato interno, asilo e migrazione, trasporto, imposte, turismo, ecc.) dovrà essere redatto un rapporto. Tutti i rapporti parziali delle singole autorità governative dovranno successivamente confluire in un rapporto completo che verrà presentato dal dipartimento federale competente.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.
Stellungnahme des Bundesrates
Il Consiglio federale ha confermato più volte che al momento la via bilaterale è lo strumento di politica europea migliore per tutelare gli interessi della Svizzera. Pertanto occorre innanzitutto portare avanti sia l'impegno profuso nel rinnovo della via bilaterale sia i colloqui con l'Unione europea sulle proposte istituzionali presentate nel giugno 2012.
Come già affermato nella sua risposta al postulato Fehr Hans-Jürg 12.4056, "Svizzera/UE. Necessaria una nuova analisi comparativa", il Consiglio federale esamina costantemente i vari strumenti di politica europea per attuare gli adattamenti necessari in base allo sviluppo della situazione. Il Consiglio federale ha ribadito questo aspetto nel suo rapporto sulla valutazione della politica europea della Svizzera del 17 settembre 2010.
Nella sua risposta al postulato Fehr Hans-Jürg summenzionato, il Consiglio federale si era inoltre dichiarato disposto a stilare un nuovo rapporto incentrato sul confronto tra costi e benefici dei vari strumenti di politica europea. Per questo motivo ritiene superfluo redigere un ulteriore rapporto nel senso proposto dall'autore del postulato. Il Consiglio federale è peraltro convinto che la qualità del contenuto di un rapporto non dipenda dal numero di pagine dello stesso.
La situazione della Svizzera è inoltre diversa rispetto a quella in cui si trovavano Gran Bretagna e Norvegia quando hanno redatto i rispettivi rapporti. Entrambi gli Stati hanno deciso di esaminare in maniera esaustiva gli effetti della loro partecipazione ai meccanismi europei (per l'uno l'UE, per l'altro lo SEE) in vista di un eventuale cambio di paradigma nella loro politica europea. La Norvegia ha reagito tra l'altro alla domanda d'adesione dell'Islanda, cosa che potrebbe mettere in discussione la sua partecipazione allo SEE. Il governo britannico, dal canto suo, ha deciso di valutare attentamente la possibilità di un'altra forma di partecipazione al mercato unico europeo. Si tratta di circostanze che non possono essere paragonate con la situazione della Svizzera.
Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.