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13.3190 · Interpellanza · 2013-03-21

Dipartimento di giustizia e polizia

Liquidato

Wortlaut

Viste le insufficienti condizioni di accoglienza e di trattamento dovute alla marea di domande d'asilo cui deve far fronte l'Italia, il Consiglio federale non dovrebbe ragionevolmente seguire l'esempio della Germania, in cui vari tribunali amministrativi hanno sospeso i rinvii in Italia dei richiedenti oggetto di decisione di non entrata nel merito in virtù del regolamento di Dublino II, per solidarietà nei confronti del nostro vicino meridionale e con riguardo ai richiedenti che hanno depositato una domanda d'asilo nel nostro Paese?

Begründung

Da alcuni mesi vari tribunali amministrativi tedeschi (Stoccarda, Luneburgo, Friburgo, Karlsruhe, Düsseldorf, Augsburgo, Gelsenkirchen e Magdeburgo) hanno sospeso l'espulsione dei richiedenti l'asilo in Italia a causa delle lacune sistemiche nella procedura d'asilo nonché delle precarie condizioni dei richiedenti al loro arrivo in Italia. Sono stati resi noti casi in cui i richiedenti ricevono soltanto un pasto al giorno, non hanno accesso all'acqua e all'elettricità, alcuni non hanno nemmeno un tetto. Secondo i tribunali tedeschi la situazione non migliorerà in tempi brevi.

A causa della sua situazione geografica, l'Italia è attualmente sommersa da richiedenti l'asilo, situazione aggravata dalla guerra in Siria e dall'instabilità regnante nel Nord Africa. La Svizzera è tenuta ad applicare il principio della prudenza, poiché non è possibile sapere a priori dove e in quali condizioni si ritroveranno i richiedenti espulsi.

Il Consiglio europeo per i rifugiati, l'UNHCR e il commissario per i diritti dell'uomo del Consiglio d'Europa hanno mosso varie critiche riguardo a Dublino II, che determina la responsabilità per una domanda d'asilo, considerando che ostacola i diritti e il benessere dei rifugiati, ossia di coloro che hanno ancor più bisogno di protezione.

Una politica responsabile nei confronti dei richiedenti l'asilo in Svizzera li spingerà a presentare una domanda formale, invece di optare per la clandestinità nel timore di un'espulsione. La Svizzera deve essere la prima della classe in materia di trattamento umanitario e d'asilo.

Stellungnahme des Bundesrates

L'Italia è parte alla Convenzione del 28 luglio 1951 sullo statuto dei rifugiati, nonché alla Convenzione del 4 novembre 1950 per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali e alla Convenzione del 10 dicembre 1984 contro la tortura ed altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti. La presunzione dell'Ufficio federale della migrazione, secondo cui l'Italia rispetta i trattati internazionali e garantisce ai richiedenti l'asilo la protezione che ne deriva, concorda con la giurisprudenza del Tribunale amministrativo federale. Nessuna sentenza della Corte di giustizia dell'Unione europea (CGUE) o della Corte europea dei diritti dell'uomo (Corte EDU) ravvisa inoltre violazioni sistematiche di tali obblighi da parte dell'Italia.

In tale contesto, la Svizzera ricorre soltanto a titolo eccezionale alla clausola di sovranità, prevista nel regolamento Dublino, che accorda agli Stati Dublino il diritto di entrare in materia su una domanda d'asilo che non è di loro competenza.

Di recente alcuni tribunali amministrativi tedeschi si sono pronunciati in merito al trasferimento di casi Dublino a destinazione dell'Italia. In situazioni particolari l'esecuzione del trasferimento verso l'Italia è stata effettivamente sospesa; in altri casi il rinvio verso l'Italia è stato invece confermato adducendo che lo Stato italiano rispetta gli obblighi derivanti dal diritto internazionale. Non spetta alla Svizzera giudicare la giurisprudenza di tribunali tedeschi indipendenti.

Su scala europea esistono vari meccanismi di solidarietà. Gli Stati dell'Unione europea particolarmente interessati da flussi migratori importanti beneficiano di vari strumenti di sostegno, soprattutto finanziario, come il Fondo europeo per i rifugiati. Inoltre, anche le attività dell'Ufficio europeo di sostegno per l'asilo (UESA) intendono sostenere i Paesi europei i cui regimi d'asilo sono sottoposti a pressioni particolari. La Svizzera sta attualmente negoziando una partecipazione all'ufficio UESA.

Risposta del Consiglio federale.