13.3289 · Postulato · 2013-04-15
Dipartimento delle Finanze
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di redigere un rapporto in cui descriva i vantaggi e gli svantaggi di un'imposizione delle imprese multinazionali come un'unità.
Begründung
Dalla sua entrata in borsa, la Glencore non paga praticamente imposte in Svizzera. Anche Eric Schmidt, manager di Google, si vanta del fatto che la sua impresa non paga praticamente imposte negli Stati Uniti e in Europa, così come Starbucks, Apple, Facebook o Intel. Attraverso stratagemmi legali, le imprese multinazionali di questo genere trasferiscono i propri utili in luoghi in cui non vengono praticamente tassate. Dalle dichiarazioni di "Offshore Leaks" emerge che le piazze finanziarie offshore e le sedi di holding rivestono un ruolo fondamentale al riguardo.
Secondo le statistiche della Banca nazionale svizzera, anche le imprese svizzere ricorrono a tale metodo. Nel 2011 oltre 173 miliardi di franchi, vale a dire il 17 per cento di tutti gli investimenti diretti svizzeri all'estero, sono stati depositati in piazze finanziarie offshore. Se si considerano le holding del Lussemburgo e dei Paesi Bassi, nel 2011 oltre il 30 per cento degli investimenti diretti svizzeri è affluito nei paradisi fiscali, a fronte però di un esiguo 1,8 per cento dell'effettivo di personale totale impiegato dalle filiali svizzere all'estero. Le PMI non dispongono di queste prassi per eludere l'imposta. Anzi, devono sopportare l'intero onere dell'imposta, mentre i grandi gruppi si sottraggono.
Nel frattempo il G-20 e l'OCSE hanno annunciato di voler lottare contro questa erosione della base imponibile e trasferimento degli utili (base erosion and profit shifting, BEPS). Quale possibile soluzione il professor Sol Picciotto dell'Università di Lancaster propone una "unitary tax", ovvero che le imprese multinazionali vengano tassate secondo un principio unitario invece di considerare singolarmente gli utili conseguiti nei vari Paesi.
L'UE sta elaborando un sistema simile, ovvero la "base imponibile consolidata comune per l'imposta sulle società" (CCCTB), che prevede il consolidamento degli utili e delle perdite delle imprese attive in diversi Stati, il divieto di prezzi di trasferimento all'interno dei gruppi e la possibilità di presentare un'unica dichiarazione d'imposta. L'utile consolidato del gruppo viene ripartito tra i diversi Paesi in cui è stato effettivamente conseguito in base ai tre fattori cifra d'affari, lavoro e patrimonio. In tal modo gli utili vengono tassati secondo le aliquote locali. Un gruppo svizzero con una filiale nell'UE rientrerebbe in questo sistema, che avrebbe il pregio di ridurre sensibilmente gli oneri amministrativi e di rafforzare l'equità fiscale.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.
Stellungnahme des Bundesrates
La ripartizione degli utili e delle perdite delle imprese deve essere fatta sia a livello intercantonale, qualora la società sia attiva in diversi cantoni, sia a livello internazionale, se l'attività è svolta in diversi Stati.
A livello intercantonale non sembra sussistere alcun elemento che indichi la necessità di sottoporre a revisione i metodi di ripartizione degli utili e delle perdite delle imprese.
Sul piano internazionale è necessario che i metodi di ripartizione degli utili e delle perdite delle imprese attive in diversi Stati siano coordinati a livello bilaterale o multilaterale allo scopo di evitare le doppie imposizioni. In assenza di una base di imposizione mondiale uniforme, la ripartizione internazionale è attualmente effettuata sulla base delle norme stabilite dall'OCSE, che fanno riferimento principalmente alla nozione di stabile organizzazione e alle regole riguardanti i prezzi di trasferimento.
Nell'ambito del progetto BEPS (Base Erosion and Profit Shifiting) avviato dall'OCSE, è stata sollevata la problematica dei metodi di ripartizione degli utili e delle perdite delle imprese. Un'analisi approfondita è attualmente in corso per sondare le soluzioni attuabili, come pure l'elaborazione di un piano d'azione. Quest'ultimo dovrà essere presentato al comitato degli affari fiscali nel mese di giugno del 2013.
La Svizzera si impegna contro l'evasione fiscale. Per questo motivo essa partecipa e sostiene attivamente le discussioni in seno all'OCSE sulle possibilità di arginare l'evasione fiscale ed esamina l'attuazione dei risultati in Svizzera. In questo ambito è importante garantire condizioni di concorrenza uguali per tutti gli attori.
Un'analisi della problematica e delle sue possibili soluzioni svolta in seno all'OCSE con la partecipazione della Svizzera è quindi più appropriata di un'analisi condotta autonomamente dal nostro Paese. Il Consiglio federale informerà a tempo debito.
Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.