13.3329 · Interpellanza · 2013-04-17
Dipartimento della difesa, della protezione della popolazione e dello sport
Liquidato
Wortlaut
Lo scorso 8 aprile, il capo del servizio sociale dell'esercito ha espresso il proprio parere sulla ripartizione degli aiuti sociali in favore dei militari del nostro Paese. Per giustificare l'accresciuta necessità di aiuti ad alcuni cantoni romandi si è permesso di dichiarare alla stampa che "l'economia va meno bene e i romandi, per loro mentalità, chiedono più aiuti".
È noto che il bacino del lago Lemano è una delle regioni svizzere economicamente più dinamiche, se non addirittura la più dinamica. Inoltre due dei sei cantoni che contribuiscono maggiormente alla perequazione finanziaria intercantonale sono romandi. Con ciò si può mettere in dubbio il secondo argomento addotto dall'intervistato.
Il Consiglio federale è disposto a:
1. fornire una spiegazione circostanziata in merito alla ripartizione di detti aiuti sociali tra i cantoni?
2. richiamare all'ordine questo impiegato dell'amministrazione federale che ha mancato di rispetto a uno svizzero su quattro e che, pur facendo parte di un'istituzione orgogliosa di essere uno dei pilastri dell'unità del nostro Paese, ha simili pregiudizi?
3. assicurare mediante un'ampia informazione in seno all'amministrazione federale che in futuro siano evitate simili affermazioni fuori luogo?
Stellungnahme des Bundesrates
Il domenicale "Schweiz am Sonntag" ha pubblicato il 7 aprile 2013 l'articolo "Die Armee als Hilfswerk" (L'esercito quale ente assistenziale). Un collaboratore del DDPS ha risposto per scritto a un catalogo di domande relativo all'articolo apparso sul domenicale e ha fatto l'affermazione criticata dall'autore dell'interpellanza. Dopo la pubblicazione dell'articolo numerosi media della Svizzera romanda hanno affrontato l'argomento.
Il Consiglio federale esprime il proprio rammarico per quanto riguarda l'affermazione del collaboratore del DDPS, la quale rispecchia un'opinione personale ed è puramente speculativa. Il Consiglio federale sottolinea che si tratta di un caso isolato.
Il Consiglio federale risponde alle domande come segue:
1. Nel 2012 895 militari hanno profittato dell'aiuto sociale dell'esercito. La maggior parte delle uscite è da ricondurre al sostegno dei militari che assolvono le scuole reclute (59 per cento). Complessivamente nel 2012 sono stati impiegati fr. 1 373 634.20 per l'aiuto sociale dell'esercito. Le voci principali sono state gli aiuti alla pigione, i pagamenti transitori nel quadro dell'IPG nonché il sostegno finanziario generale. Complessivamente l'esercito ha versato quasi la metà degli oneri sociali per militari provenienti dal canton Vaud (28,54 per cento) e dal cantone di Ginevra (16,01 per cento). Seguono Berna (9,85 per cento), Vallese (8,14 per cento), Zurigo (6,3 per cento), Friburgo (5,42 per cento) e Neuchâtel (5,24 per cento). Il restante 20,5 per cento è distribuito nei 19 cantoni restanti, con percentuali inferiori al 3,54 per cento. L'esercito quale istituzione non considera né discutibili né opinabili questi dati di fatto. Secondo quanto affermato correttamente dall'autore dell'interpellanza, l'esercito è uno dei pilastri dell'unità del nostro Paese e offre prestazioni sociali nel quadro del diritto vigente.
2. Il collaboratore interessato ha involontariamente violato i processi e i meccanismi di controllo vigenti. Un controllo tempestivo del testo da parte dell'organo di controllo superiore non è quindi stato possibile. Il collaboratore è stato ripreso dall'organo superiore e gli sono stati ricordati i processi in vigore.
3. Il Consiglio federale ritiene che una simile campagna di informazione all'interno dell'amministrazione non sia necessaria né tantomeno adeguata, poiché si tratta di un caso isolato.
Risposta del Consiglio federale.