13.3351 · Mozione · 2013-04-17
Dipartimento dell'interno
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di elaborare insieme ai cantoni una legge quadro per le prestazioni complementari per le famiglie che crei incentivi all'esercizio di un'attività lucrativa e promuova la conciliabilità tra vita sociale, famiglia e attività professionale.
Begründung
Secondo i dati dell'Ufficio federale di statistica, le economie domestiche con bambini, in particolare le famiglie monoparentali e le famiglie numerose, sono più esposte al rischio di povertà e maggiormente toccate dal fenomeno dei "working poor". Nel 2010 il tasso di povertà era del 7,9 per cento in media, mentre tra le famiglie monoparentali toccava il 25,9 per cento. Il rischio di povertà è inoltre molto elevato tra le economie domestiche con due adulti e tre o più figli (21,2 per cento). Nella sua strategia nazionale di lotta alla povertà, il Consiglio federale ha dedicato uno dei tre campi d'intervento prioritari alla lotta contro la povertà delle famiglie e definito quale obiettivo strategico l'identificazione e la promozione di esempi di buone pratiche.
Nel 2004 la sottocommissione della Commissione della sicurezza sociale e della sanità del Consiglio nazionale (CSSS-N) aveva sottoposto a consultazione un progetto di legge che prevedeva l'introduzione a livello federale di prestazioni complementari per le famiglie. La maggioranza dei partecipanti si era espressa in favore di una regolamentazione federale ricalcata sul modello delle prestazioni complementari all'AVS/AI, con prestazioni finanziate da Confederazione e cantoni. Nel febbraio del 2009, dopo l'entrata in vigore della legge sugli assegni familiari, la CSSS-N ha deciso di congelare il progetto di introduzione di prestazioni complementari per le famiglie a livello federale e incaricato l'amministrazione federale di elaborare soluzioni alternative.
I cantoni Ticino, Soletta, Vaud e Ginevra hanno nel frattempo introdotto un sistema cantonale di prestazioni complementari per le famiglie. Nei cantoni di Berna, Friburgo e Vallese è in corso l'elaborazione di un progetto di legge. In cinque cantoni sono stati accolti e in altri cinque sono pendenti interventi parlamentari in questo senso.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
La mozione riprende l'interpellanza Feri Yvonne 12.4142, "Prestazioni complementari per le famiglie quale strumento di lotta alla povertà", e fa seguito alla risposta del Consiglio federale. L'autrice dell'interpellanza chiedeva a quest'ultimo se fosse disposto a intraprendere i lavori necessari per l'elaborazione di una legge quadro sulle prestazioni complementari per le famiglie. Nella sua risposta, il Consiglio federale precisava che non aveva ricevuto l'incarico di avviare un tale progetto. Poiché nel 2011, dopo dieci anni di lavori, l'esame di diverse varianti e un avamprogetto di legge, il Parlamento aveva tolto di ruolo le iniziative parlamentari corrispondenti (Fehr Jacqueline 00.436 e Meier-Schatz 00.437, "Prestazioni complementari per le famiglie. Modello ticinese"), l'esecutivo non riteneva opportuno rilanciare il tema di propria iniziativa.
Inoltre, le ultime discussioni sull'introduzione di prestazioni complementari per le famiglie, svolte con i cantoni nell'ambito del dialogo nazionale sulla politica sociale svizzera, hanno mostrato che una legge quadro federale sarebbe difficilmente immaginabile senza un contributo finanziario della Confederazione, contributo che, però, attualmente non è proponibile o implicherebbe una compensazione in altri settori. Il Consiglio federale segue tuttavia con attenzione l'evoluzione dei sistemi di prestazioni complementari per le famiglie nei cantoni e, nel quadro del dialogo nazionale, è disposto a esaminare eventuali misure per questo gruppo target.
La presente mozione incarica esplicitamente il Consiglio federale di agire nell'ambito delle prestazioni complementari per le famiglie, ma non cambia le circostanze all'origine delle sue riserve. Dalla risposta all'interpellanza Feri Yvonne si è svolta, il 3 marzo 2013, la votazione popolare sull'articolo costituzionale sulla politica familiare. L'articolo, che mirava a rafforzare le competenze della Confederazione e dei cantoni per sostenere le famiglie e promuovere la conciliabilità tra la vita familiare e l'esercizio di un'attività lucrativa, è stato respinto dalla maggioranza dei cantoni.
Nell'ambito del piano del programma nazionale di prevenzione e lotta alla povertà, che ha approvato il 15 maggio 2013, il Consiglio federale intende privilegiare il sostegno a iniziative dei cantoni e degli altri attori coinvolti laddove questi individuano lacune e bisogni e sono disposti ad avviare un'azione congiunta. Tra le attività inserite nel programma rientrano l'esame dell'offerta di prestazioni di sostegno alle famiglie (variabile a seconda dei cantoni) e la valutazione della loro adeguatezza ed efficacia per combattere la povertà e promuovere l'integrazione.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.