13.3353 · Interpellanza · 2013-04-17
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
Liquidato
Wortlaut
Come è noto durante il periodo pasquale di quest'anno, nel Parco nazionale è andata in scena una tragedia ecologica che a quanto pare è costata la vita a circa 11 000 pesci. Tale evento è riconducibile a due problemi legati all'utilizzazione delle acque sui quali le organizzazioni di pescatori puntano il dito da anni: il pericolo rappresentato dalle turbine per i pesci lungo il fiume e i deflussi residuali insufficienti.
Alla luce di tali considerazioni, il Consiglio federale è incaricato di rispondere alle seguenti domande:
1. Quale giudizio esprime sulla moria di pesci nel Parco nazionale?
2. Quali insegnamenti ne trae?
3. Nel quadro della strategia energetica 2050, e più precisamente della determinazione degli obiettivi di crescita, è disposto a tenere conto dell'impatto negativo sulla natura dei pericoli legati allo sfruttamento idrico o a ridurlo affinché i corsi d'acqua di elevato valore ecologico finora perlopiù incontaminati rimangano tali?
4. Sottoporrà ai cantoni una tabella di marcia vincolante per il risanamento immediato dei deflussi residuali, ancora insufficienti dopo la scadenza dei termini fissati a livello legislativo, e ne controllerà l'applicazione?
5. In collaborazione con i cantoni, garantirà che, applicando sistemi e apparecchi di controllo appropriati, le centrali idroelettriche vigilino sul rispetto a lungo termine dei deflussi residuali minimi ed elaborino piani d'emergenza per far fronte a situazioni straordinarie?
6. Solleciterà le centrali idroelettriche affinché adottino le misure necessarie per consentire ai pesci di scendere il fiume aggirando le turbine?
Stellungnahme des Bundesrates
1./2. Il Consiglio federale è estremamente dispiaciuto dell'accaduto. Il canton Grigioni sta al momento svolgendo un'indagine ufficiale per determinare le cause della moria di pesci. In base ai risultati, la Confederazione analizzerà se sarà possibile e come prevenire simili incidenti. È tuttavia chiaro che l'incidente non è direttamente riconducibile all'esecuzione incompleta delle disposizioni per il risanamento dei deflussi residuali secondo la legge sulla protezione delle acque. I deflussi residuali minimi relativi alla diga internazionale dello Spöl (risanamento dei deflussi residuali nel quadro della concessione in corso) erano già stati definiti nel 2011 conformemente alla legge dall'Ufficio federale dell'energia (UFE) in collaborazione con l'Ufficio federale dell'ambiente (UFAM).
3. Il Consiglio federale ritiene che lo sfruttamento idrico nel quadro della strategia energetica 2050 può essere potenziato nel rispetto della legislazione ambientale in vigore. Gli obiettivi di crescita sono stati definiti tenendo conto di questo aspetto (cfr. il documento "Wasserkraftpotenzial der Schweiz", disponibile in tedesco e francese, pubblicato da UFE e UFAM nel giugno 2012). Nel quadro della strategia energetica i cantoni devono pianificare la delimitazione delle zone che ritengono adatte allo sfruttamento idrico. Ciò consentirebbe di risparmiare i corsi d'acqua tuttora prevalentemente intatti e preziosi dal punto di vista ecologico.
4. Tra il 1998 e il 2012, il DATEC ha proposto per sei volte ai cantoni il suo sostegno nell'ambito del risanamento dei deflussi residuali. Il 29 giugno 2010 e il 3 aprile 2012 ha esortato i cantoni ad attribuire la massima priorità al risanamento entro i termini fissati. L'UFAM analizza al momento lo stato di applicazione nei cantoni. I risultati verranno pubblicati presumibilmente a inizio estate 2013.
5. I cantoni attuano il diritto ambientale e la Confederazione ne controlla l'esecuzione. Questa ripartizione dei compiti nega alla Confederazione di verificare in tutti i singoli casi il rispetto delle esigenze stabilite dalla legislazione ambientale. Tuttavia, in presenza di gravi o sistematiche violazioni del diritto ambientale svizzero e nel caso in cui le autorità esecutive competenti non svolgono i loro compiti, la Confederazione interviene per appianare ed eliminare situazioni irregolari, se possibile d'intesa con le autorità esecutive competenti. Nel quadro di uno scambio di esperienze con i servizi cantonali specializzati e i gestori delle centrali idroelettriche, la Confederazione verifica come è possibile determinare ed eliminare i punti deboli e come e dove introdurre dei sistemi di controllo.
6. Secondo la legge sulla pesca occorre adottare le misure necessarie per garantire la libera migrazione dei pesci e consentire loro di risalire il fiume senza finire nelle turbine o subire danni di altro genere. I cantoni devono verificare il rispetto di queste misure. La protezione dei pesci nel superamento controcorrente delle centrali idroelettriche e tuttora un problema irrisolto. La situazione è nota a livello nazionale e internazionale e numerosi sono gli sforzi intrapresi per risolverla al più presto.
Risposta del Consiglio federale.