13.3505 · Postulato · 2013-06-20
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incariato di esaminare:
1. se, invece del previsto aumento dell'imposta sugli oli minerali, esistono soluzioni più semplici e più compatibili con la nostra economia per ottenere i fondi mancanti per il finanziamento delle strade;
2. quali ripercussioni avrebbero i prezzi elevati del diesel sulle entrate fiscali e quali sarebbero gli effetti di una riduzione delle tasse sui prezzi del diesel;
3. in quale misura i consumatori del nostro Paese trarrebbero beneficio da tasse sul diesel più basse e in che modo queste ultime potrebbero contribuire ad abbassare i prezzi elevati della Svizzera;
4. quale influsso avrà l'aumento previsto dell'imposta sugli oli minerali sul potere d'acquisto, in particolare della classe medio-bassa e di conseguenza sui settori di consumo in Svizzera.
Begründung
Lungo gli assi di transito di quasi tutti i Paesi, le stazioni di rifornimento sono affollate da camion che fanno il pieno di diesel. Nelle stazioni svizzere, invece, i camion si fermano di rado. Il motivo è che il diesel da noi costa più che nel resto dell'Europa centrale. Ogni spedizioniere con un po' di buon senso istruisce i suoi autisti affinché facciano il pieno poco prima della frontiera svizzera e attraversino il nostro Paese senza acquistare neanche un litro di diesel. Parallelamente, i trasportatori svizzeri intraprendono il viaggio verso destinazioni estere con il serbatoio quasi vuoto per poi fare il pieno all'estero. Al ritorno, fanno esattamente il contrario. Se riducessimo la tassazione sul diesel tanto da ottenere un prezzo per litro almeno un paio di centesimi al di sotto di quello dei Paesi confinanti, si assisterebbe a un boom dei rifornimenti di carburante. I serbatoi di carburante di molti camion hanno una capacità di 1500 litri. Se più conducenti facessero il pieno in Svizzera, le entrate fiscali aumenterebbero anche in presenza di un'aliquota d'imposta più bassa dell'attuale. Si verrebbero inoltre a creare posti di lavoro supplementari in molte stazioni di servizio. Se i camion avessero la possibilità di rifornirsi a prezzi più bassi, diminuirebbero anche i costi dei trasporti interni. I consumatori ne trarrebbero profitto perché i prodotti sul mercato svizzero sarebbero meno cari. Al contrario, l'aumento annunciato dell'imposta sugli oli minerali farà salire ulteriormente i prezzi dei prodotti e diminuire il reddito disponibile, con pesanti ripercussioni sui consumi interni. Occorre quindi prendere provvedimenti affinché ciò non avvenga.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.
Stellungnahme des Bundesrates
I prezzi dei carburanti dipendono da un lato dall'andamento di mercato e dall'altro da imposte e tasse. I prezzi alla pompa non sono quindi diversi soltanto da quelli praticati nei Paesi confinanti: si differenziano anche all'interno della stessa Svizzera. Le differenze rispetto all'estero sono determinate fra l'altro dai rapporti di cambio e dalle diverse aliquote d'imposta. Mentre attualmente (luglio 2013) la benzina in Svizzera costa generalmente meno rispetto ai Paesi limitrofi, i prezzi del gasolio sono prevalentemente, ma non sempre, superiori.
Sebbene il cosiddetto turismo del pieno, cioè il rifornimento oltre confine, possa costituire un dato non trascurabile in termini di volume e quindi di entrate ovvero perdite fiscali, non si può negare il fatto che lo smercio di carburante in Svizzera si basa prevalentemente sugli acquisti effettuati da consumatori residenti in Svizzera. Le ricerche sul periodo 2001-2008 hanno evidenziato che gli acquisti effettuati in Svizzera dai "pendolari del carburante" possono essere stimati rispettivamente fino ad un 10 e ad un 3 per cento delle vendite annue di benzina e gasolio. Questi valori massimi, registrati nel 2007, erano legati al fatto che i prezzi svizzeri erano inferiori, a seconda del Paese confinante considerato, rispettivamente fino a 50 centesimi per la benzina e fino a 20 centesimi per il gasolio. Tali differenziali di prezzo erano stati determinati, fra l'altro, dal tasso di cambio del franco svizzero vantaggioso per i consumatori esteri.
1./4. Il 26 giugno 2013 il Consiglio federale ha discusso sulle garanzie a lungo termine del finanziamento dell'infrastruttura stradale nazionale e definito i principali parametri per un progetto di consultazione. Esso ha deciso di creare un fondo a tempo indeterminato, sancito a livello costituzionale, per finanziare tutte le spese relative alle strade nazionali e i contributi al traffico d'agglomerato. Per garantire il necessario fabbisogno finanziario è previsto un incremento del supplemento fiscale sugli oli minerali. Inoltre il fondo dovrebbe beneficiare di proventi dall'imposta sugli autoveicoli, che finora confluivano nel bilancio generale della Confederazione: in questo modo sarà possibile mitigare il necessario incremento del supplemento fiscale sugli oli minerali. Nel rapporto sui risultati della consultazione il Consiglio federale affronterà più dettagliatamente le varianti prescelte e le relative conseguenze, oltre a esporre le alternative respinte.
2./3. In base ai modelli di calcolo, uno sgravio del supplemento fiscale sugli oli minerali relativo al gasolio per ridurre i prezzi del carburante, pur tenendo conto degli effetti positivi in termini di acquisti dai Paesi limitrofi e dell'eventuale lieve incremento dei consumi, comporterebbe in ogni caso una diminuzione delle entrate fiscali sugli oli minerali. Il deficit che si va profilando a livello di finanziamento speciale per il traffico stradale ne risulterebbe incrementato. Inoltre la riduzione del prezzo del gasolio renderebbe più conveniente attraversare la Svizzera per i mezzi pesanti: questo attirerebbe veicoli in transito ma pregiudicherebbe il trasferimento del traffico merci dalla strada alla rotaia. Si tratta di un effetto indesiderato in termini di politica dei trasporti. Nel 2011 la quantità di gasolio oggetto di imposizione fiscale è stata di 2,8 miliardi di litri. Una riduzione unilaterale del supplemento fiscale sugli oli minerali relativamente al gasolio, ad esempio di 5 centesimi al litro, sgraverebbe consumatori ed economia per 140 milioni di franchi, una quota pari allo 0,02 per cento del prodotto interno lordo 2011. Da un lato la diminuzione delle aliquote fiscali sugli oli minerali sgrava economia e consumatori; dall'altro aliquote inferiori significano meno fondi a disposizione per investimenti nell'infrastruttura di trasporto, con tutte le conseguenze negative di lungo periodo per utenti ed economia.
Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.