13.3707 · Postulato · 2013-09-17
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è invitato a definire una strategia globale per il ciberspazio in Svizzera. Tale strategia fungerà da base per le esigenze strategiche che una legge sulle telecomunicazioni (LTC) al passo con i tempi dovrà soddisfare. Il Consiglio federale inoltre è invitato a esaminare se istituire una commissione di esperti e decidere a chi affidare la direzione di questa strategia interdipartimentale.
Begründung
Nel corso della presente legislatura, il Consiglio federale analizza l'attuale LTC. Nella valutazione del mercato delle telecomunicazioni del Consiglio federale del marzo 2012 manca quasi completamente una strategia globale per il ciberspazio. La legge oggi in vigore risale al periodo della liberalizzazione delle telecomunicazioni in Svizzera, avvenuta negli anni Novanta. Allora le reti di comunicazione avevano un'importanza economica completamente diversa. Innanzitutto si telefonava e si iniziava a scambiarsi i primi SMS sulla rete mobile. Anche il mercato della banda larga era ai suoi albori. A quei tempi si trattava soprattutto di garantire servizi di buona qualità a prezzi convenienti e di liberalizzare il mercato. Negli ultimi vent'anni il mondo ha subito cambiamenti radicali anche nell'ambito delle comunicazioni: grazie alle nuove tecnologie, a migliori coperture e a reti sempre più performanti, la loro importanza economica è cresciuta notevolmente. Le reti di comunicazione future sono parte integrante del futuro ciberspazio svizzero. In tal contesto la Confederazione deve definire una strategia che esponga le esigenze della Svizzera nei confronti di questo ciberspazio - e di conseguenza - le esigenze nei confronti delle reti di comunicazione del futuro. La strategia globale per il ciberspazio darà nuove priorità ai parametri essenziali dell'odierna LTC e secondo il PBD dovrà tra l'altro comprendere e definire le tematiche seguenti:
1. garantire una buona concorrenza infrastrutturale tra le reti di comunicazione;
2. garantire la business continuity (le reti sono oggi la spina dorsale dell'industria, del commercio, delle economie domestiche private e dell'amministrazione);
3. controllare il cibercrimine/la ciberdifesa;
4. garantire la base per il commercio elettronico e il governo elettronico.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.
Stellungnahme des Bundesrates
Negli ultimi anni il Consiglio federale si è occupato approfonditamente delle questioni attuali legate al ciberspazio e ha adottato diverse strategie a difesa della Svizzera.
Con la sua strategia interdisciplinare per una società dell'informazione in Svizzera, il Consiglio federale ha stabilito ambiti d'intervento prioritari della Confederazione per ciascuno degli otto settori d'intervento seguenti: infrastruttura, sicurezza e fiducia, economia, e-democracy ed e-government, formazione/ricerca e innovazione, cultura, salute e sanità nonché utilizzo efficiente dell'energia e delle risorse. Tra gli obiettivi di questa strategia vi sono il rafforzamento della piazza economica grazie all'e-economy e lo sfruttamento del potenziale di trasformazione delle TIC nell'amministrazione. L'attuazione delle misure risultanti avviene su base decentralizzata nei diversi dipartimenti federali ed è coordinata da un comitato di orientamento strategico interdipartimentale e da una direzione operativa accorpata all'Ufficio federale delle comunicazioni (UFCOM). La strategia di e-government Svizzera, che è attuata in comune da Confederazione e cantoni, si prefigge di rendere possibile sia all'economia che alla popolazione il disbrigo delle principali pratiche amministrative con le autorità per via elettronica. Dal canto loro, le autorità devono modernizzare i propri processi e comunicare tramite strumenti informatici.
Il Consiglio federale si è anche occupato delle crescenti minacce provenienti dal ciberspazio, che derivano da a un maggiore utilizzo di Internet e dall'interconnessione dei sistemi TIC. Con la strategia nazionale per la protezione della Svizzera contro i cyber-rischi (SNPC), adottata il 27 giugno 2012, il governo si è espresso in favore di una protezione comune ma contro una centralizzazione degli organi esistenti. Il piano di attuazione SNPC è stato adottato dal Consiglio federale il 15 maggio 2013 e il suo coordinamento è stato affidato all'Organo direzione informatica della Confederazione (ODIC). Per coordinare e assistere l'attuazione è stato istituito un comitato direttivo SNPC che garantisce una realizzazione coordinata e mirata nell'amministrazione federale in collaborazione con i cantoni e l'economia nonché il successivo sviluppo. Per i compiti legati all'attuazione delle misure negli uffici competenti in materia è stata autorizzata la creazione di 28 nuovi posti di lavoro in totale all'interno dell'amministrazione federale. Il piano di attuazione prevede che quanto riguarda la protezione militare contro i cyber-rischi in situazioni di conflitto o di guerra da parte del DDPS dovrà essere attuato in una strategia di ciberdifesa a sé stante.
La strategia nazionale per la protezione della Svizzera contro i cyber-rischi (SNPC) è completata dalla strategia nazionale per la protezione delle infrastrutture critiche (PIC), anche questa adottata il 27 giugno 2012, che mira a proteggere meglio le infrastrutture importanti nei diversi sottosettori (energia, finanza, informazione e telecomunicazione, approvvigionamento, trasporti, ecc.). L'attuazione della strategia spetta ai dipartimenti e uffici competenti in materia. L'UFPP coordina i lavori e assiste gli uffici in base alle loro necessità. Nel sottosettore telecomunicazioni è l'UFCOM l'ente responsabile per l'attuazione delle misure. Inoltre attualmente è in preparazione un progetto da porre in consultazione concernente una nuova legge federale sulla sicurezza delle informazioni. Con questa nuova legge sarà creato il quadro formale e legale che consentirà alla Confederazione di adottare misure di protezione delle informazioni e dei mezzi TIC che siano il linea con le necessità della società dell'informazione.
Con l'entrata in vigore della Convenzione del Consiglio d'Europa sulla cibercriminalità (Convenzione di Budapest), la Svizzera ha inoltre garantito l'armonizzazione del diritto nazionale agli standard internazionali per la lotta contro la cibercriminalità. In questo modo, le autorità svizzere di perseguimento penale possono assumere responsabilità anche nell'ambito di indagini internazionali su Internet. A tale scopo il Servizio nazionale di coordinazione per la lotta contro la criminalità su Internet (SCOCI) lavora in stretta collaborazione con le autorità cantonali di perseguimento penale, il Centro europeo per la lotta alla criminalità informatica (EC3) di Europol e il Digital Crime Center dell'Interpol. Sul piano della lotta contro la cibercriminalità la Svizzera gode di un'ottima reputazione a livello internazionale.
Le iniziative menzionate dovranno essere prese in giusta considerazione nell'elaborazione di una legge sulle telecomunicazioni moderna e orientata alle nuove realtà. Prossimamente il Consiglio federale si esprimerà in merito ai lavori consecutivi al rapporto e al rapporto complementare sulla valutazione del mercato delle telecomunicazioni, rispettivamente del settembre 2010 e del marzo 2012.
Il Consiglio federale è del parere che un solo e unico ufficio non possa assumere la guida in tale contesto, vista la complessità e il carattere interdisciplinare delle questioni legate al ciberspazio. Sono richiesti piuttosto una maggiore collaborazione e coordinazione degli uffici competenti in materia che ricorrono, in base alle loro esigenze, all'assistenza di affermati consulenti esterni per adempiere i propri compiti. Il Consiglio federale ritiene che l'istituzione di una commissione di esperti per trattare la complessità tematica nella sua totalità non contribuisca al conseguimento degli obiettivi e non sia necessaria.
Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.