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13.3722 · Interpellanza · 2013-09-18

Dipartimento dell'interno

Liquidato

Wortlaut

Negli ultimi anni si osserva nella psichiatria la tendenza a trovare e ampliare diagnosi che definiscono come malattie comportamenti precedentemente ritenuti normali. L'introduzione e il riconoscimento di nuovi disturbi non fanno che far salire alle stelle i costi della salute e accrescere il rischio di diagnosi errate. Dopo la recente pubblicazione dell'ultima edizione del manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali, l'opera di riferimento della psichiatria nota anche con la sigla DSM, c'è da attendersi un'ondata di nuove malattie (altri disturbi alimentari, percettivi, della memoria, dell'attenzione, disturbi fobici, ecc.) e nuove diagnosi di dipendenza (da Internet, dal lavoro, dal sesso, dagli acquisti, ecc.). Chiediamo pertanto al Consiglio federale di rispondere alle domande seguenti:

1. Qual è stata l'evoluzione del numero di diagnosi e trattamenti di disturbi psichici in Svizzera dal 2004?

2. Come si posiziona al riguardo il nostro Paese in confronto all'estero?

3. A quanto ammontano in Svizzera i costi sanitari complessivi per i disturbi psichici e il loro trattamento?

4. A quanto ammontano i costi cagionati all'assicurazione malattie e all'assicurazione invalidità?

5. Quali terapie sono coperte dell'assicurazione malattie obbligatoria?

6. Quali disturbi sono riconosciuti dall'assicurazione invalidità?

7. Quale autorità decide in merito all'introduzione di nuovi disturbi psichici e delle loro diagnosi?

8. Quale autorità verifica i nuovi disturbi in vista del loro riconoscimento da parte dell'assicurazione invalidità e dell'assicurazione malattie?

9. Se confermata, la tendenza di cui sopra ha ripercussioni finanziarie e sui costi del personale anche nel settore scolastico, riconducibili ad esempio ai provvedimenti di pedagogia curativa?

10. Quali provvedimenti intende adottare il Consiglio federale per frenare l'eventuale tendenza al continuo aumento dei disturbi psichici e al loro riconoscimento quali malattie e per prevenire false epidemie, diagnosi errate, abusi di medicinali, la stigmatizzazione di persone con problemi come malati psichici e i costi sanitari che ne conseguono?

Stellungnahme des Bundesrates

1./2. Dalle indagini sulla salute in Svizzera condotte nel 2007 e nel 2012 è risultato quasi lo stesso numero di intervistati (circa il 5 per cento) con gravi problemi psichici e quindi, con molta probabilità, affetti da una malattia psichica diagnosticabile (5 per cento). Benché non abbia il valore di una diagnosi e non rilevi altro che la percezione soggettiva dei problemi psichici, questo indicatore lascia tuttavia supporre che negli ultimi anni la frequenza delle malattie psichiche non sia aumentata. Sono invece aumentati i costi dell'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie per il trattamento di disturbi psichici. L'aumento è però riconducibile soprattutto ad un maggior ricorso alle cure. Tra il 2006 e il 2010 i trattamenti ambulatoriali sono aumentati in media dell'8,5 per cento; del 18,4 per cento negli studi psichiatrici e del 3,3 per cento nella medicina generale. Alcuni studi mostrano che nei Paesi industrializzati tra un terzo e la metà delle persone affette da malattie psichiche non riceve cure - perché le malattie non vengono riconosciute da medici non psichiatri e/o perché queste persone non ricorrono a un aiuto professionale (psichiatrico o psicoterapeutico).

Nel settore della salute psichica la Svizzera intrattiene rapporti con l'OMS e l'OCSE. Non esiste però una statistica che presenti un vero e proprio confronto tra i vari Paesi.

3./4. L'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie assume i costi del trattamento di disturbi psichici a condizione che questi richiedano un esame o una cura medica oppure provochino un'incapacità al lavoro. Nel 2010 i costi totali a carico di questa assicurazione ammontavano a circa 1,5 miliardi di franchi.

Nel 2012 i costi assunti dall'assicurazione per l'invalidità (AI) per le persone con disturbi psichici si suddividevano come segue: 2250 milioni di franchi per le rendite, 340 milioni per provvedimenti individuali (in particolare provvedimenti sanitari, provvedimenti professionali e mezzi ausiliari), 160 milioni per le indennità giornaliere e 40 milioni per gli assegni per grandi invalidi.

5.-8. Per la diagnosi, in Svizzera si usa principalmente la "Classificazione statistica internazionale delle malattie" dell'OMS (edizione attuale: ICD-10). La nuova edizione del sistema di classificazione dell'American Psychiatric Association "Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders (DSM-5)" è stata pubblicata soltanto nel giugno 2013 ed è disponibile in inglese. I media ne hanno parlato in termini controversi. Il Consiglio federale non dispone ancora dei relativi dati empirici. Non è da escludere che, in alcuni casi, questo testo possa influenzare la diagnostica. Sviluppare la diagnostica e applicare correttamente i sistemi di classificazione spetta però agli ordini dei medici.

Gli uffici AI accertano caso per caso se una diagnosi comporta un'incapacità al lavoro con conseguente incapacità al guadagno oppure una grande invalidità. Solo una limitazione della funzionalità giustifica l'invalidità e quindi il diritto alle prestazioni e questo vale in ugual misura sia per i disturbi psichici sia per quelli fisici. Fanno eccezione le infermità congenite. Nell'allegato alla pertinente ordinanza sono elencate in modo esaustivo tutte le infermità congenite riconosciute, incluse quelle psichiche. Il Dipartimento federale dell'interno può adeguare l'elenco ogni anno sempreché le uscite supplementari per l'adeguamento a carico dell'assicurazione non eccedano complessivamente i 3 milioni di franchi all'anno, altrimenti è il Consiglio federale in corpore a dover decidere. Dal 2004 non sono stati aggiunti nuovi disturbi al capitolo XVI. Attualmente è in corso di studio una sua sostanziale rielaborazione. Siccome in Europa il sistema di classificazione ICD-10 dell'OMS è maggiormente considerato rispetto al DSM, la pubblicazione del DSM-5 avrà poco influsso sulla rielaborazione dell'elenco.

9. Da quando, nel 2008, è stata introdotta la nuova impostazione della perequazione finanziaria e dei compiti tra Confederazione e cantoni, il settore della pedagogia curativa compete esclusivamente ai cantoni.

10. Il Consiglio federale ha messo la salute psichica al centro della sua strategia "Sanità 2020". Lo scopo è ridurre il numero di malattie psichiche, attenuarne le conseguenze e impedire l'esclusione dal mondo del lavoro di chi ne soffre. Questo dovrebbe inoltre influire positivamente sull'evoluzione dei costi. Nell'autunno 2013 è iniziata l'elaborazione di una futura strategia "Malattie non trasmissibili 2020". Nella prima fase dei lavori un sottoprogetto sarà dedicato al tema della salute psichica. I risultati dovrebbero essere resi noti entro metà 2014 in un rapporto congiunto dell'Ufficio federale della sanità pubblica, della Conferenza svizzera delle direttrici e dei direttori cantonali della sanità e della Fondazione Promozione Salute Svizzera.

Risposta del Consiglio federale.