13.3769 · Interpellanza · 2013-09-24
Dipartimento degli affari esteri
Liquidato
Wortlaut
Dal 1949 le imprese attive nel settore doganale svizzero dell'aeroporto applicano il diritto svizzero fiscale e del lavoro. Nel 2006 un tribunale francese ha messo in questione l'applicabilità del diritto svizzero. Malgrado gruppi di consulenza e colloqui, la Francia non tiene conto del trattato internazionale vigente. Purtroppo nell'ora delle domande del 23 settembre 2013 non è stata data un risposta alle domande poste al riguardo. A questo proposito chiedo al Consiglio federale:
1. Nell'ambito del gruppo di lavoro franco-svizzero, la Francia si è espressa sulla proposta svizzera e in quale forma?
2. Il Consiglio federale è disposto a ristabilire la sicurezza giuridica?
3. Quali misure sono previste per il futuro?
4. La discussione sulla modifica dell'imposta sulle successioni dei cittadini francesi ha un effetto sulla situazione dell'aeroporto di Basilea-Mulhouse?
Stellungnahme des Bundesrates
Il Consiglio federale rimanda alla sua risposta scritta del 23 settembre 2013 alla domanda Hurter 13.5429 (http://wwww.parlament.ch/f/suche/pages/geschaefte.aspx?gesch id=20135429). Il Consiglio federale si esprime come segue in merito alle domande poste dall'autore dell'interpellanza:
1. La Svizzera e la Francia si impegnano congiuntamente al fine di garantire una maggiore certezza del diritto per le imprese attive nel settore doganale svizzero dell'aeroporto di Basilea-Mulhouse. Le questioni legate al diritto del lavoro e quelle relative al diritto fiscale devono essere considerate separatamente. Poiché, per quanto concerne il diritto del lavoro applicabile, la Svizzera e la Francia hanno trovato una soluzione firmando il cosiddetto "accord de méthode" nel 2012, questo tema non è più oggetto di colloqui bilaterali con la Francia. Gli aspetti relativi al diritto fiscale (imposte sulle imprese e sul valore aggiunto nonché tasse dell'aeroporto di Basilea-Mulhouse) vengono attualmente discussi nell'ambito di colloqui tecnici tra la Svizzera e la Francia. Le proposte di soluzioni formulate dalla Svizzera fungono anche da base per tali discussioni. Visto che queste proposte non sono ancora sfociate in un accordo concreto, non è possibile fornire indicazioni precise su una possibile soluzione per le questioni fiscali legate all'aeroporto di Basilea-Mulhouse.
2. Sia il Consiglio federale sia la Francia mirano a garantire la certezza del diritto per le imprese attive nel settore svizzero dell'aeroporto. È questo l'obiettivo su cui si fondano i colloqui tra le due delegazioni.
3. I risultati delle discussioni tecniche fungeranno da base per i colloqui previsti entro la fine dell'autunno a livello di segretari di Stato/segretari generali dei ministeri degli affari esteri dei due Paesi. Prima di tali colloqui verranno condotte discussioni con le imprese attive nel settore svizzero dell'aeroporto di Basilea-Mulhouse. La questione dell'aeroporto di Basilea-Mulhouse sarà infine menzionata anche nel quadro del dialogo fiscale tra la Svizzera e la Francia.
4. La firma, da parte del Consiglio federale, della convenzione tra la Confederazione Svizzera e la Repubblica francese intesa a evitare i casi di doppia imposizione in materia d'imposte sulle successioni contribuisce a creare un clima bilaterale più favorevole anche per altri dossier fiscali che la Svizzera e la Francia vorrebbero negoziare. In riferimento all'aeroporto di Basilea-Mulhouse, la Svizzera e la Francia sono impegnate ormai da diversi anni nella ricerca di soluzioni per le problematiche legate al diritto del lavoro e al diritto fiscale e in tale ambito si concentrano prioritariamente sulla questione del diritto del lavoro applicabile, considerata la più urgente dalle imprese. In seguito alla firma dell'"accord de méthode", passano ora in primo piano gli aspetti fiscali. La Svizzera e la Francia hanno un interesse comune a preservare l'attrattiva di questa importante infrastruttura di trasporto nonché dinamica piazza economica di cui beneficia l'intera regione trinazionale del Reno superiore.
Risposta del Consiglio federale.