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13.3984 · Interpellanza · 2013-09-27

Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca

Liquidato

Wortlaut

Invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:

1. Perché Swissmedic presenta i medicamenti più in uso per le api come privi di effetti collaterali, benché dagli studi internazionali emerga il contrario?

2. Perché il Centro svizzero di ricerche apicole, pur a conoscenza di tale mancanza di trasparenza da parte di Swissmedic, non reagisce richiamandola alla sua competenza ufficiale?

3. Perché finora nessun ispettore cantonale degli apiari ha reso pubblica e biasimato tale mancanza di trasparenza?

4. Dove e come gli apicoltori interessati e gli ispettori cantonali degli apiari possono ottenere un quadro trasparente della realtà sulla base di conoscenze internazionali?

Begründung

In virtù dell'ordinanza sulle epizoozie (OFE art. 59), gli apicoltori devono accudire e curare gli animali in modo adeguato e prendere i provvedimenti necessari per mantenerli sani.

Le autorità competenti (Centro svizzero di ricerche apicole, Ufficio federale di veterinaria) e l'associazione mantello Apisuisse ritengono che la lotta contro l'acaro della varroa debba essere condotta, attualmente, con acido formico e acido ossalico ed esortano insistentemente gli apicoltori a effettuare tali trattamenti in maniera appropriata e regolare (e non mirata all'infestazione). Swissmedic autorizza i prodotti raccomandati.

Nel caso dell'acido formico, ad esempio, Swissmedic sostiene che "non sono noti effetti collaterali se si seguono le istruzioni per l'uso". Gli apicoltori conoscono però diversi effetti collaterali evidenti di simili trattamenti, che possono andare dalla perdita di un'intera generazione di covata fino a quella di regine. Studi riconosciuti a livello internazionale hanno rilevato effetti gravi e diretti, quali la morte biologica delle cellule nella covata. Senza difficoltà e con quasi assoluta certezza si può supporre l'esistenza di ulteriori effetti collaterali, in parte ancora non studiati. Ciò che nuoce direttamente alla covata e che, con un minimo sovradosaggio provoca la morte delle regine, potrebbe danneggiare anche le api adulte e, sicuramente, il superorganismo dell'ape.

Stellungnahme des Bundesrates

1. Prima dell'omologazione di un preparato ne viene testata la sicurezza sulla base della documentazione inoltrata. Gli aspetti rilevanti dal profilo della sicurezza sono elencati alla voce effetti indesiderati e limitazioni d'uso (controindicazioni e provvedimenti cautelari). Per un prodotto contenente acido ossalico, ad esempio, nei provvedimenti cautelari è indicato "può essere applicato solo una volta, altrimenti vi è il rischio di elevata mortalità o di morte precoce delle longeve api invernali"; in uno con acido formico sotto le controindicazioni figura "non applicare durante il raccolto" e sotto effetti indesiderati compare "può danneggiare la covata aperta. Un sovradosaggio può causare la perdita di covata e della regina". Le persone che utilizzano o dispensano medicamenti a titolo professionale devono notificare all'istituto eventuali effetti indesiderati (la cosiddetta TAM-Vigilance, art. 59 cpv. 3 LATer). Tali notifiche possono portare a un adeguamento dell'informazione sul medicamento. Va tuttavia notato, che finora non è giunta a Swissmedic alcuna notifica di questo tipo concernente i medicamenti per le api. Inoltre, i titolari dell'omologazione hanno l'obbligo, per cinque anni dopo il rilascio della stessa, di trasmettere spontaneamente all'istituto relazioni sulla sicurezza del preparato, nonché sono tenuti, in virtù dell'articolo 16 dell'ordinanza sui medicamenti, ad adeguare l'informazione relativa al medicamento allo stato attuale della scienza e della tecnica come pure ai nuovi eventi e alle nuove valutazioni. Come fonti sono presi in considerazione anche studi di letteratura specialistica, se sono incentrati su aspetti concreti rilevanti dal profilo della sicurezza per principi attivi e concentrazioni chiaramente definiti.

2. Il parassita Varroa destructor è, in origine, un parassita dell'ape asiatica, al quale l'ape europea non è adattata. Se non si effettua alcun trattamento, pertanto, dopo due-tre anni da un'infestazione primaria le colonie deperiscono. Attualmente, tutte le colonie d'api in Svizzera sono infestate dal varroa. Una lotta annuale rientra dunque nella buona pratica apicola. L'elevata densità di colonie sull'Altipiano svizzero e il rischio di propagazione da un apiario all'altro sono un'altra argomentazione a favore della lotta annuale. I prodotti di lotta contro il varroa non sono tanti e ognuno presenta vantaggi e svantaggi. Tutti i trattamenti hanno effetti collaterali, che possono però essere di natura differente: rischio di residui, rischio di sviluppo di resistenza al principio attivo e di perdita di efficacia, effetti deleteri sull'ape. In tale situazione, il Centro di ricerche apicole (CRA) ha ponderato gli interessi, basandosi anche sui propri esperimenti sul campo, concludendo che nella lotta contro il varroa è preferibile che l'apicoltura svizzera utilizzi gli acidi organici e il timolo. Il CRA raccomanda l'uso di tale sostanze senza nasconderne gli eventuali effetti collaterali. Sarà opportuno valutare se non vada potenziata la comunicazione su tali effetti. L'apicoltore è tuttavia libero di utilizzare altre sostanze omologate da Swissmedic.

3. Periodicamente, il CRA tiene corsi di formazione durante i quali gli ispettori degli apiari ricevono informazioni sui possibili effetti collaterali dei diversi metodi di trattamento. Gli ispettori degli apiari conoscono tali effetti collaterali grazie a queste informazioni e alla loro esperienza personale.

4. In Internet è possibile consultare, prevalentemente in inglese, risultati di esperimenti scientifici sugli effetti collaterali dei prodotti per il trattamento delle api (p.es. www.apidologie.com). Altri dati sugli effetti collaterali sono contenuti nel fascicolo d'omologazione sottoposto a Swissmedic. Negli esperimenti condotti dal CRA sugli acidi organici e sul timolo sono stati testati alcuni aspetti degli effetti collaterali, come le perdite di regine, lo sviluppo delle colonie, i residui nei prodotti dell'arnia. La maggior parte dei risultati è stata pubblicata in riviste apicole nazionali in francese, italiano e tedesco ed è consultabile sul sito Internet del CRA.

Risposta del Consiglio federale.