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13.3994 · Interpellanza · 2013-09-27

Dipartimento di giustizia e polizia

Liquidato

Wortlaut

Dinanzi al crescente fenomeno del sovraindebitamento, la Confederazione e i cantoni hanno da poco attuato alcune misure preventive, destinate in particolare ai giovani. La soluzione di tale problema sociale impone tuttavia anche di potenziare le misure volte ad aiutare gli interessati a uscire dall'indebitamento. Il miglioramento in corso del sistema preventivo deve pertanto essere accompagnato da un approccio simile sul piano del dispositivo di disindebitamento.

Invito pertanto il Consiglio federale a rispondere alle domande seguenti:

1. Il Consiglio federale intende sviluppare ulteriormente le misure preventive in materia di sovraindebitamento? In caso affermativo, prevede di chiedere un sostegno finanziario ai principali gruppi di creditori, per esempio gli istituti di credito?

2. Come valuta l'efficacia delle misure adottate finora dalla Confederazione e dai cantoni? Condivide l'opinione secondo cui sarebbe utile un rapporto d'efficacia sulle varie esperienze maturate dai cantoni in materia?

3. In che misura è disposto a studiare, di concerto con i cantoni, altre soluzioni atte ad aiutare gli interessati a uscire dall'indebitamento?

4. Come giudica la procedura tedesca di disindebitamento e il suo eventuale adeguamento al contesto svizzero?

Begründung

A metà maggio 2013 il Consiglio federale ha adottato un programma nazionale di prevenzione e lotta contro la povertà. Si tratta di un segnale forte per il riconoscimento della povertà nel nostro Paese, di cui il sovraindebitamento rappresenta un aspetto importante. Negli ultimi anni, in vari cantoi sono inoltre stati lanciati numerosi programmi di prevenzione del sovraindebitamento, incentrati sulla promozione delle conoscenze finanziarie di base, nonché delle conoscenze e competenze pratiche della vita quotidiana.

Secondo una presa di posizione di Caritas Svizzera, attualmente il lavoro di prevenzione si limita tuttavia in gran parte ai giovani. Di fatto sono necessari molti più mezzi finanziari per sviluppare la prevenzione del sovraindebitamento ed estenderla ad altri gruppi della popolazione. In futuro, la prevenzione del sovraindebitamento si baserà su una sensibilizzazione più ampia che dovrebbe interessare tutte le fasce d'età e categorie sociali. Richiedendo risorse più importanti, tale prevenzione dovrebbe essere sostenuta finanziariamente anche dai principali gruppi di creditori, per esempio gli istituti di credito, che approfittano degli effetti perversi del sistema. Più le persone sono in difficoltà, più chiedono la riduzione degli importi mensili dovuti e più aumenta l'importo finale pagato.

Peraltro, nel nostro Paese un fallimento privato non cancella i debiti e non impedisce ai creditori di far valere le loro pretese. La procedura costa inoltre svariate migliaia di franchi. Per molti, il fallimento privato non è una soluzione ipotizzabile. In questo modo, sempre più persone sovraindebitate si vedono costrette a vivere durevolmente con i propri debiti.

Nei Paesi limitrofi, per esempio in Germania, una procedura di disindebitamento che sfocia, dopo un determinato lasso di tempo, nella cancellazione dei debiti restanti è aperta alle persone che non hanno i mezzi per appianare i loro debiti. Il grande vantaggio di tale procedura consiste nell'offrire una prospettiva di un futuro senza debiti e senza le conseguenze correlate. Uno studio realizzato in Germania mostra che le persone implicate in una tale procedura di disindebitamento riescono a integrarsi meglio nel mercato del lavoro e hanno una migliore percezione soggettiva della loro partecipazione sociale rispetto a quelle che non beneficiano di soluzioni di questo tipo. Le perdite cui li espone una tale procedura di disindebitamento possono inoltre motivare gli istituti di credito a una prassi responsabile. La procedura di disindebitamento in Germania costringe tuttavia le persone sovraindebitate a vivere con il minimo vitale fissato dal diritto in materia di esecuzione per sei lunghi anni, il che rappresenta un grave peso. Dopo sei anni, si può ragionevolmente ritenere che il messaggio "punitivo" sia passato e che saranno tratti i dovuti insegnamenti, senza penalizzare la persona e la sua famiglia per tutta la vita. Non bisogna infatti dimenticare che l'obbligo di vivere con il minimo vitale comporta implicazioni in tutti gli aspetti della vita familiare. Il ritorno "a miglior fortuna" non ha nulla di motivante in tale contesto.

Per evitare che un numero sempre maggiore di concittadini viva durevolmente questa spirale senza fine dell'indebitamento, la Confederazione deve esaminare l'introduzione di una tale procedura di disindebitamento e studiare nuove soluzioni atte ad aiutare gli interessati a uscire dall'indebitamento.

Appare infine evidente che l'efficacia delle numerose misure di disindebitamento applicate attualmente nei cantoi debba essere oggetto di una valutazione approfondita. Questo primo bilancio permetterebbe di acquisire una panoramica generale delle esperienze maturate dai cantoi al fine di validare le strategie esistenti e stilare un catalogo di "buone prassi" che possa servire, in un secondo tempo, da base per migliorare le possibilità di disindebitamento per gli interessati.

Stellungnahme des Bundesrates

1. A livello federale la legge del 23 marzo 2001 sul credito al consumo (LCC) rappresenta lo strumento più importante per la prevenzione dell'indebitamento eccessivo. Nel 2011 le Camere federali hanno dato seguito all'iniziativa parlamentare Aubert 10.467, che chiede di vietare la pubblicità dei piccoli crediti. La commissione competente ha esaminato la necessità di integrare nella LCC altre misure tese a prevenire l'indebitamento svolgendo una consultazione su un pertinente avamprogetto. Sono inoltre pendenti tre altri interventi parlamentari volti a prevenire l'indebitamento eccessivo (iniziativa parlamentare Maire 11.459; iniziativa cantonale Basilea Campagna 11.317; iniziativa cantonale Ginevra 11.318). Va infine segnalato che il 21 giugno 2013 il Consiglio nazionale ha tolto dal ruolo l'iniziativa parlamentare Hiltpold 10.518, che chiedeva una partecipazione finanziaria degli istituti di credito secondo la LCC al finanziamento di programmi di prevenzione dell'indebitamento. Non è pertanto necessario agire a tale proposito. Il Parlamento ha quindi trattato approfonditamente la possibile estensione delle misure esistenti tese a prevenire l'indebitamento, in particolare rigettando il finanziamento delle misure preventive da parte degli istituti di credito, tematizzato dalla presente interpellanza. Pertanto, il Consiglio federale non prevede per il momento di adottare ulteriori misure.

2. Al momento non è possibile fornire dati concreti sull'efficacia delle misure esistenti. Nell'agosto 2011 l'Ufficio federale di statistica (UST) ha pubblicato i risultati più importanti del modulo specifico dell'indagine "Statistics on income and living conditions". Nel 2008 il 7,7 per cento della popolazione svizzera era criticamente indebitato. Il 3,3 per cento si trovava in una situazione con un considerevole rischio di indebitamento. Nel 2015 l'UST potrà di nuovo mettere a disposizione informazioni aggiornate. È inoltre previsto uno studio privato sull'efficacia della prevenzione dell'indebitamento, a cui parteciperà anche la Commissione federale per l'infanzia e la gioventù. In considerazione di quanto precede, attualmente il Consiglio federale non ritiene necessario stilare un rapporto sull'efficacia delle misure o commissionare un ulteriore studio.

3. Nel togliere dal ruolo l'iniziativa parlamentare 10.518, la CET-N ha osservato che esistono già numerosi programmi di prevenzione, in particolare dell'indebitamento giovanile. Esperti in materia di prevenzione hanno confermato che è sensato organizzare programmi di prevenzione vicino ai gruppi interessati, quindi a livello cantonale o comunale. Dal canto suo, la Conferenza delle direttrici e dei direttori cantonali delle opere sociali non reputa attualmente necessarie nuove misure o strumenti nell'ambito della prevenzione dell'indebitamento. La LCC a livello federale e i numerosi strumenti cantonali costituiscono pertanto un'offerta sufficiente.

4. Nel suo primo rapporto del 2005, il gruppo peritale per la revisione della procedura concordataria ha osservato che l'indebitamento costante dei privati costituisce un problema centrale dell'attuale diritto in materia di insolvenza che richiede un intervento. Per motivi di tempo e di effettivi il gruppo peritale ha tuttavia limitato i suoi lavori al risanamento delle imprese.

Il 21 giugno 2013 il Parlamento ha adottato la revisione della procedura di risanamento. Appare coerente riflettere ora su un'eventuale introduzione di una procedura di disindebitamento. Il Consiglio federale è disposto ad approfondire la questione. Andrebbe tuttavia dapprima esaminata l'opportunità di prendere a modello il diritto tedesco o un altro ordinamento giuridico estero (p. es. la procedura prevista dal Chapter 13 del diritto statunitense) oppure la necessità di adottare una soluzione svizzera.

Risposta del Consiglio federale.