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Valutare la conciliabilità del ritmo delle sessioni parlamentari con gli impegni legati alla professione, alla famiglia e all’attività politica

13.410 · Iniziativa parlamentare · 2013-03-12

Liquidato

Wortlaut

Fondandomi sull'articolo 160 capoverso 1 della Costituzione federale e sull'articolo 107 della legge sul Parlamento, presento la seguente iniziativa:

È necessario modificare la legislazione in modo tale che le sessioni si svolgano con maggiore frequenza e per una durata inferiore a quella attuale. Per i mesi di giugno (consuntivo) e dicembre (preventivo) vanno eventualmente previsti giorni supplementari di sessione. A tal fine occorre adeguare l'articolo 2 della legge sul Parlamento.

Begründung

Se vogliamo migliorare la qualità del lavoro parlamentare è indispensabile aumentare il numero delle sessioni. Negli ultimi anni, infatti, il ritmo dell'attività parlamentare si è nettamente accelerato. Per i deputati, che devono occuparsi di un numero sempre maggiore di affari in tempi sempre più brevi, non è facile conciliare lo statuto di milizia con le numerose sedute di lavoro, necessarie anche in considerazione della complessità di molti dossier. Anche i Servizi del Parlamento sono gravati da una crescente mole di lavoro e devono fare i conti con un'agenda politica poco flessibile. Prova tangibile di questa situazione è il fatto che la sessione straordinaria convocata in primavera, invece dell'eccezione, sta diventando la regola.

Appare pertanto opportuna una riflessione immediata e di fondo sulla necessità di prevedere un ritmo continuo di sedute. Negli ultimi anni la composizione dell'Assemblea federale è cambiata in modo marcato. Da un lato, vi sono diversi deputati, di entrambi i sessi, che devono occuparsi dei propri figli e, dall'altro, datori di lavoro che non vedono di buon occhio la quasi totale assenza dei propri collaboratori durante tre settimane.

L'Assemblea federale ha affrontato più volte la questione (ad es. 90.228, 01.3232, 04.483, 04.491), ma vista l'accelerazione dei ritmi di lavoro negli ultimi anni è opportuno ponderare nuovamente i pro e i contro di una riorganizzazione del ritmo delle sessioni. Sarebbero ipotizzabili, ad esempio, sessioni della durata di due settimane ogni due mesi. Per il consuntivo e il bilancio, le sessioni potrebbero essere prolungate, se necessario, di alcuni giorni. L'onere finanziario supplementare a carico dell'amministrazione sarebbe trascurabile se paragonato ai vantaggi che questa modifica comporterebbe (aumento dell'efficienza del lavoro in Parlamento e nelle commissioni; accelerazione degli scambi fra le Camere; possibilità per i parlamentari di organizzare più facilmente le loro altre attività). Il sistema proposto consentirebbe inoltre di ripensare un'organizzazione del lavoro parlamentare ormai obsoleta, permettendo alle Camere federali di espletare il proprio lavoro in modo più rapido e flessibile.

In sintesi: migliorebbe la concliabilità tra professione, famiglia e attività politica e ciò a beneficio sia dei singoli parlamentari sia dello Stato.

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