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13.4212 · Interpellanza · 2013-12-12

Dipartimento degli affari esteri

Liquidato

Wortlaut

Il 10 ottobre 2013 il consigliere federale Didier Burkhalter ha incontrato a Kehrsatz il ministro degli esteri turco Ahmet Davutoglu. Secondo un comunicato stampa la Svizzera intende rafforzare e consolidare le relazioni tra i due Paesi con lo scopo di "far diventare la Turchia un suo partner strategico". Nel maggio 2011 il Consiglio federale ha deciso di rendere il tema dei diritti dell'uomo parte integrante di tutti i colloqui bilaterali politici condotti dalla Svizzera.

1. Secondo quanto riportato dai media la Turchia sostiene i combattenti siriani delle milizie salafite islamico-integraliste del Fronte al-Nusra che fa parte di al-Quaida ed è considerato un'organizzazione terrorista da parte del Consiglio di sicurezza dell'ONU. Sembra che il governo turco sostenga al-Nusra poiché quest'ultimo combatte il popolo curdo nel Nord della Siria e ha come obiettivo di cacciare la minoranza alauita e quella cristiana dalla Siria.

a. Il Consiglio federale può confermare queste informazioni?

b. Che cosa sa sulla politica estera della Turchia nei confronti delle minoranze curde, alauite e cristiane che vivono in Siria?

c. Nei suoi colloqui con il governo turco ha affrontato il presunto sostegno del Fronte al-Nusra da parte della Turchia?

2. Il confine turco-siriano si snoda tra le città Nusaybin (parte turca) e Al Qamishli (parte siriana). Dal 12 ottobre 2013 il governo turco ha eretto un muro tra le due città. La popolazione, a maggioranza curda, di Nusaybin e di Al Qamishli ritiene che la costruzione del muro sia un attacco contro la popolazione curda. Il Consiglio federale ha parlato della costruzione del muro con il governo turco? La costruzione del muro contribuisce all'impegno in corso per trovare una soluzione politica alla questione curda?

3. Nella sua risposta alla domanda 12.5443 il Consiglio federale ha espresso il proprio dispiacere sul fatto che in Turchia parlamentari eletti democraticamente non possono esercitare la propria funzione e si è detto preoccupato poiché in Turchia numerose persone sono detenute in seguito a una legislazione antiterrorista non chiara. Quanti parlamentari, sindaci e altre personalità eletti democraticamente sono detenuti in Turchia? Quanti giornalisti, avvocati, sindacalisti, difensori dei diritti dell'uomo e altri prigionieri politici? Cosa intraprende affinché il governo turco rispetti i diritti fondamentali di queste persone?

Stellungnahme des Bundesrates

1. Durante l'incontro con il ministro degli esteri turco Ahmet Davutoglu giovedì 10 ottobre 2013 a Berna sono stati discussi diversi temi di politica internazionale, tra cui il conflitto in Siria. Oggetto dei colloqui sono state in particolare le aspettative di entrambi i Paesi in vista di un vertice sulla Siria a Ginevra. La questione del presunto sostegno della Turchia al Fronte al-Nusra non è stata tuttavia affrontata. Il Consiglio federale non è in grado di confermare né smentire questa informazione. Sin dall'inizio della crisi, la Turchia ha sempre sostenuto nella sua politica sulla Siria che le operazioni militari devo cessare e che è necessario aspirare a una transizione politica concertata nel rispetto della sovranità, dell'indipendenza, dell'unità e dell'integrità territoriale del Paese. La Turchia insiste come i suoi partner internazionali sul fatto che la democrazia, il pluralismo, lo Stato di diritto e il rispetto dei diritti dell'uomo devono essere le basi di una Siria futura, in cui tutte le cittadine e tutti i cittadini godano della piena parità di diritti, indipendentemente da religione e appartenenza etnica.

2. Il governo turco sostiene che il muro è stato costruito per motivi di sicurezza e per impedire il contrabbando e gli attraversamenti illegali del confine. Il tema della sua costruzione non è stato affrontato in modo specifico. Il Consiglio federale segue la questione turco-curda con attenzione e plaude ai passi fatti dal governo turco per avviare un processo che consenta di risolvere la questione curda, così come alla disponibilità del PKK e di altre organizzazioni e partiti curdi a partecipare a questo dialogo. Il Consiglio federale rinnova i suoi auspici affinché questo processo abbia uno sbocco positivo. La Svizzera è riconosciuta a livello internazionale per la sua esperienza nel campo delle istituzioni democratiche e del federalismo e, su richiesta delle parti, è disposta a fornire il suo appoggio in ambiti rilevanti.

3. Il DFAE segue la situazione degli esponenti politici e dei giornalisti incarcerati soprattutto tramite l'ambasciata di Svizzera ad Ankara. Il Consiglio federale non può fornire informazioni precise su prigionieri in altri Stati, ma affronterà questo tema in occasione dei suoi colloqui politici con la Turchia e, se auspicato, metterà a disposizione il necessario know-how. La Svizzera sostiene inoltre organizzazioni internazionali come l'OSCE che, con il suo rappresentante per la libertà dei mezzi d'informazione, interviene in tutto lo spazio OSCE affinché i giornalisti non debbano temere conseguenze giudiziarie a seguito del loro lavoro.

Risposta del Consiglio federale.