13.4299 · Mozione · 2013-12-13
Dipartimento di giustizia e polizia
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di istituire un progetto pilota che consenta a persone colpite dalla povertà, soprattutto in Africa, di lavorare a tempo determinato in Svizzera, per poi far ritorno in patria una volta scaduto il termine.
Begründung
Da anni soprattutto giovani uomini cercano con tutte le loro forze di raggiungere l'Europa per lavorare e mantenere in tal modo le loro famiglie in patria. A tal fine le loro famiglie mettono a disposizione delle risorse e i migranti accettano di intraprendere un lungo viaggio mettendo in pericolo la propria vita. Nella migliore delle ipotesi, i migranti che sopravvivono e riescono a giungere in Europa sono oggetto di una procedura d'asilo, perlopiù con esito negativo. I rimpatri sono praticamente impossibili. Ciononostante, secondo la Banca mondiale le rimesse degli emigrati ammontano globalmente al quintuplo degli importi che confluiscono tramite i programmi internazionali di sviluppo.
Anche in seno all'UE si discute della "migrazione circolare". Sia il ministro tedesco Schäuble sia l'ex presidente francese Sarkozy hanno ideato progetti di questo tipo.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
Nell'ambito del sistema di ammissione in vigore, i lavoratori provenienti da Paesi terzi possono ottenere un permesso di lavoro soltanto in misura limitata e in caso di comprovato bisogno; l'accesso al mercato del lavoro è in linea di massima limitato ai lavoratori qualificati (art. 18 a 24 della legge federale sugli stranieri, LStr). È possibile derogare a tali principi ad esempio per soggiorni limitati nel tempo nel quadro di programmi di aiuto e di sviluppo o di un perfezionamento professionale (art. 30 cpv. 1 lett. f e g LStr). Tali perfezionamenti sono svolti già oggi nel settore dell'agricoltura, alberghiero e della ristorazione, nonché in quello della sanità e dell'istruzione. Le persone da formare provengono da diversi Paesi in via di sviluppo africani, asiatici o dell'Europa orientale.
Il Consiglio federale promuove inoltre partenariati bilaterali in materia di migrazione al fine di intensificare la cooperazione con Paesi di origine e di transito tenendo adeguatamente conto degli interessi di tutte le parti. In tale contesto sostiene anche programmi che prevedono un soggiorno temporaneo in vista di un perfezionamento professionale. Con la Nigeria e il Kosovo sono già stati concretizzati programmi temporanei di formazione e perfezionamento pratici (cfr. anche la risposta dell'8 maggio 2013 al postulato dei Verdi 13.3015). L'attuazione di tali progetti presuppone in particolare l'interesse dei datori di lavoro e non può essere garantita soltanto dalla politica.
Il Consiglio federale ritiene incontestata l'importanza di questi partenariati migratori per tutti gli interessati (migranti, Paesi d'origine, Svizzera). A suo avviso non occorre tuttavia suscitare nei Paesi partner attese quanto a ulteriori possibilità di immigrazione legale la cui realizzazione sarebbe in contrasto con la politica migratoria svizzera. Agli effetti sostanzialmente positivi delle rimesse degli immigrati ("remittances") si contrappongono inoltre anche svantaggi: a seconda del Paese d'origine, la migrazione per motivi di lavoro può comportare la partenza di lavoratori urgentemente necessari. Le rimesse possono essere correlate anche all'indebolimento del settore dell'istruzione e ad altri costi sociali.
Soggiorni pratici di formazione e perfezionamento nel contesto della cooperazione allo sviluppo sono importanti e vanno portati avanti nell'ambito delle attuali condizioni quadro. Per i motivi citati, il Consiglio federale non ritiene opportuno introdurre visti di lavoro speciali per persone colpite dalla povertà provenienti da Paesi in via di sviluppo.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.