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14.3057 · Mozione · 2014-03-10

Dipartimento degli affari esteri

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di bloccare i versamenti di qualsiasi contributo di coesione all'UE fintanto che questa non avrà modificato il proprio approccio nei confronti del nostro Paese.

Begründung

Dopo il voto popolare del 9 febbraio, sulla Svizzera sono piovute, da parte dell'Unione europea, critiche e minacce. Da esse traspare la volontà di applicare delle ritorsioni al nostro Paese; e ciò - cosa squallida ed inaccettabile - a seguito di un voto democraticamente espresso dai cittadini.

A questo proposito si sono finora citati gli ambiti dell'energia e degli studi universitari. Ed infatti gli studenti svizzeri (per quel che conta) sono stati esclusi dal programma Erasmus plus per il 2015.

Simili iniziative antisvizzere da parte di Bruxelles non possono rimanere senza contromisure. Come non si può tollerare che, a fronte di un voto democraticamente espresso dal popolo sovrano, l'UE, di cui non siamo membri, si permetta atteggiamenti di tipo intimidatorio ed irrispettoso. Non siamo membri dell'Unione europea; ma evidentemente, negli scorsi anni, qualcuno ha creduto - e lasciato credere a Bruxelles - il contrario.

Il comportamento dell'Unione europea nei confronti della Svizzera dopo il voto sull'iniziativa "contro l'immigrazione di massa" rimane improntato alla ritorsione (evidentemente a Bruxelles c'è chi crede di potersi permettere tutto).

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

Dall'inizio degli anni 1990 la Svizzera sostiene, nell'ambito della cooperazione con l'Europa dell'Est, gli ex Paesi comunisti della regione allo scopo di promuovere la pace, la democrazia e l'economia di mercato, preservando gli interessi economici svizzeri. Dal 2007 la Svizzera persegue questi sforzi nei nuovi Stati membri dell'UE mediante il contributo autonomo all'allargamento per attenuare le disparità economiche e sociali nell'UE allargata. I crediti quadro destinati al contributo, che ammontano complessivamente a un miliardo di franchi per i dieci Stati membri che hanno aderito all'UE nel 2004 e a 257 milioni di franchi per la Romania e la Bulgaria, sono stati approvati dal Parlamento rispettivamente nel 2007 e 2009. I due crediti quadro si basano sulla legge federale sulla cooperazione con gli Stati dell'Europa dell'Est.

Il Consiglio federale è dell'avviso che sospendere l'attuazione del contributo all'allargamento sia inopportuno.

Tale contributo permette alla Svizzera di operare a favore della sicurezza, della stabilità, della prosperità e della democrazia in Europa nonché di rafforzare le sue relazioni bilaterali con i nuovi Stati membri dell'UE, tutelando anche gli interessi svizzeri. L'attuazione concreta del contributo è prevista da accordi quadro bilaterali che la Svizzera ha concluso direttamente con i nuovi Stati membri. Fatta salva una dichiarazione comune d'intesa (memorandum d'intesa del 27 febbraio 2006 tra il Consiglio federale svizzero e il presidente del Consiglio dell'Unione europea e addendum al memorandum per la Romania e la Bulgaria del 25 giugno 2008) che disciplina i grandi campi tematici del finanziamento e la chiave di ripartizione del contributo svizzero tra gli Stati membri, l'UE non è coinvolta nell'attuazione del contributo. I fondi del contributo ai dieci Stati membri che hanno aderito all'UE nel 2004 risultavano interamente stanziati alla fine del primo semestre 2012 e il 93 per cento (datato ad aprile 2014: il 62 per cento dei fondi sono stati stanziati in via definitiva e il 31 per cento in via provvisoria) dei fondi destinati a Romania e Bulgaria sono già stati vincolati per l'elaborazione di programmi specifici. La sospensione del contributo andrebbe pertanto a scapito di progetti già approvati dalla Svizzera e in parte anche realizzati. Sarebbero soprattutto i Paesi partner e i responsabili locali dei progetti a subirne le conseguenze. Il provvedimento richiesto dall'autore della mozione non è pertanto adeguato per incidere sul corso delle discussioni e dei negoziati attualmente in corso con l'UE, che dovrebbero proseguire a seguito dell'approvazione, da parte di quest'ultima, del mandato negoziale il 6 maggio 2014.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.