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14.316 · Iniziativa cantonale · 2014-07-07

Dipartimento di giustizia e polizia

Liquidato

Ausgangslage

Comunicato stampa della commissione delle istituzioni politiche del Consiglio degli Stati del 21.11.2017

Dopo aver effettuato la procedura di consultazione, la Commissione delle istituzioni politiche del Consiglio degli Stati ha deciso di sottoporre alla sua Camera una proposta di modifica della Costituzione che estende il margine di manovra di cui dispongono i Cantoni nella determinazione delle loro procedure elettorali. In tal modo la Commissione provvede all'attuazione di quanto richiesto da due iniziative presentate dai Cantoni di Zugo e Uri.

Con queste iniziative, i Cantoni di Zugo e Uri hanno manifestato il proprio malcontento nei confronti dei requisiti troppo severi elaborati dal Tribunale federale per la determinazione delle procedure elettorali dei Cantoni (14.307 /14.316 s Iv. ct. ZG. Ripristino della sovranità cantonale su questioni elettorali. Modifica della Costituzione federale / Iv. ct. UR. Sovranità in materia elettorale). Dopo aver preso atto dei risultati della procedura di consultazione svolta nel periodo fra il 22 giugno e il 13 ottobre 2017, la Commissione ha deciso con 7 voti contro 3 e 2 astensioni di presentare alla Camera un progetto di modifica dell'articolo 39 della Costituzione federale. Il nuovo articolo stabilisce che i Cantoni sono liberi di determinare le procedure d'elezione delle loro autorità e non consente al Tribunale federale di stabilire requisiti relativi alle dimensioni dei circondari elettorali.

Nella procedura di consultazione, 17 Cantoni su 26 si sono pronunciati a favore di una modifica della Costituzione, e 13 di questi (BE, LU, UR, SZ, OW, ZG, SO, AR, AI, GR, AG, TI, VS) hanno sostenuto la proposta di modifica elaborata dalla maggioranza della Commissione che si prefigge di evitare che in futuro il Tribunale federale possa fissare requisiti per la determinazione delle procedure elettorali cantonali. 4 Cantoni (ZH, SG, VD, GE) si sono invece pronunciati a favore della proposta di inserire nella Costituzione l'attuale prassi del Tribunale federale.

I partiti rappresentati alle Camere federali hanno invece accolto il progetto con meno entusiasmo. Solo il PPD e l'UDC reputano infatti opportuno procedere a una modifica della Costituzione e si pronunciano a favore rispettivamente della proposta di minoranza e di quella della maggioranza. Il PLR, il PS, i Verdi, il PVL, il PEV e 5 sezioni cantonali di partito sono invece contrarie a una modifica della Costituzione. Infine 4 organizzazioni su 5 si sono espresse a favore di una modifica costituzionale.

I pareri in prevalenza favorevoli espressi dai Cantoni hanno indotto la Commissione a mantenere la sua proposta. Con 7 voti contro 5 la Commissione ha inoltre deciso di confermare il testo già votato dalla maggioranza che concede ai Cantoni la libertà di determinare le loro procedure elettorali. Una minoranza della Commissione sostiene invece la proposta che consente al Tribunale federale di fissare dei requisiti attenendosi però ai principi elaborati nell'ambito dell'attuale prassi.

Il Consiglio federale è ora invitato ad esprimere il suo parere. La Commissione discuterà tale parere all'inizio del 2018 e l'oggetto potrà quindi essere messo all'ordine del giorno della sessione primaverile delle Camere.

Il rapporto, il progetto di decreto e il rapporto sui risultati della consultazione possono essere consultati al sito Internet seguente:

https://www.parlament.ch/it/organe/commissioni/commissioni-tematiche/commissioni-cip/rapporti-consultazioni-cip/consultazione-cip-14-307

Parere del Consiglio federale del 17 gennaio 2018

(...) Dopo aver esaminato gli argomenti a favore e quelli contrari al progetto della Commissione, il Consiglio federale ha deciso di non presentare una proposta favorevole o contraria al progetto. Secondo il Governo i sistemi elettorali devono poter garantire l'osservanza dei principi fondamentali della democrazia e l'aderenza al contesto storico e sociale della collettività interessata.

Wortlaut

Fondandosi sull'articolo 160 capoverso 1 della Costituzione federale, il cantone di Uri presenta la seguente iniziativa:

Occorre modificare la Costituzione federale in modo tale che i cantoni siano liberi di concepire il proprio diritto elettorale.

Begründung

Recentemente, sulla base di un ricorso, il Tribunale federale ha criticato il sistema elettorale dei parlamenti dei cantoni di Zugo, Nidvaldo e Svitto in cui vige il sistema proporzionale. Il Tribunale federale ha contestato il diverso peso che hanno i singoli voti nei piccoli circondari elettorali. Nei cantoni menzionati occorre ora trovare un sistema elettorale che rispetti la decisione del Tribunale federale.

Nei comuni più grandi del cantone di Uri si vota con il sistema proporzionale e in quelli più piccoli con il sistema maggioritario. Non si esclude tuttavia che, su ricorso, anche il cantone di Uri potrebbe essere sollecitato ad adeguare o a cambiare il proprio sistema. Tuttavia, il cantone è molto soddisfatto del suo attuale sistema elettorale, dimostratosi finora valido, e non vuole che gliene venga imposto un altro.

In base alla Costituzione tutte le autorità federali, anche quelle giudiziarie, sono tenute a rispettare l'autonomia dei cantoni garantita dalla Costituzione. Una certa autonomia dei Cantoni nell'ambito dell'articolo 34 della Costituzione è perciò naturale quando si tratta di determinare il diritto cantonale. Anche il Tribunale federale conferma, nella sua prassi, che i cantoni hanno ampio margine di manovra nel concepire il proprio sistema politico. L'articolo 39 capoverso 1 della Costituzione li obbliga unicamente ad assicurare che i diritti politici siano esercitati secondo forme repubblicane (rappresentative o democratiche). Per il Tribunale federale sia il sistema maggioritario sia il sistema proporzionale soddisfano in linea di principio questi requisiti costituzionali. Rappresentano tuttavia un impedimento alla concezione della procedura elettorale la libertà di voto iscritta nell'articolo 34 della Costituzione e il principio dell'uguaglianza giuridica di cui all'articolo 8 capoverso 1 della Costituzione che garantisce la parità di diritti politica.

Ora, nella sua giurisprudenza più recente il Tribunale federale ha continuato a inasprire i requisiti posti ai sistemi elettorali. Mentre ancora fino a un paio di anni fa riteneva sufficienti deroghe per motivi oggettivi (storici, federalistici, culturali, linguistici, etnici o religiosi) che avessero lo scopo di proteggere delle minoranze o di salvaguardare un'identità territoriale specifica, storica e ancora viva, oggi il Tribunale federale non è più di questo avviso. Ciò limita sempre di più il raggio d'azione dei cantoni e ostacola le loro autonomie. È tuttavia espressione di un federalismo vissuto ammettere e rendere possibili certe differenziazioni tra i cantoni. Non a caso nella Costituzione federale è iscritto che la Confederazione ha l'obbligo di salvaguardare l'autonomia dei cantoni (art. 47 cpv. 1 della Costituzione).

Occorre ripristinare la sovranità dei cantoni in materia elettorale. A livello cantonale dev'essere il popolo a poter stabilire il proprio sistema elettorale. Con la presente iniziativa il cantone di Uri intende dare un segnale forte contro le limitazioni inadeguate imposte dal Tribunale federale ai cantoni quando si tratta di scegliere il loro sistema elettorale. La presente iniziativa cantonale è finalizzata perciò a trovare una formulazione più precisa dell'articolo 34 della Costituzione e a tornare quindi alle autonomie cantonali. È espressione del disaccordo con una giurisprudenza del Tribunale federale in materia di diritto elettorale cantonale. L'interpretazione estensiva dell'articolo 34 della Costituzione da parte del Tribunale federale è problematica anche perché oggi modifiche e concezioni di diritti elettorali cantonali non avvengono più per via democratica diretta o tramite procedura legislativa, bensì mediante direttive giudiziarie. È per questa ragione che occorre modificare la Costituzione federale in modo tale che i cantoni siano liberi di concepire il proprio diritto elettorale.

Verhandlungen

Notizia ATS

Dibattito al Consiglio degli Stati, 15.03.2018

Sistemi elettorali, più margine di manovra per i Cantoni

La Costituzione federale dovrebbe essere modificata per lasciare liberi i Cantoni di determinare il proprio diritto elettorale. Il Consiglio degli Stati ha adottato oggi - con 26 voti contro 15 - una proposta in tal senso, nata da due iniziative cantonali di Zugo e Uri. Il Nazionale deve ancora pronunciarsi. Se il Parlamento darà il suo benestare, il popolo sarà chiamato a pronunciarsi sul nuovo articolo costituzionale.

Il progetto è controverso: la maggioranza dei partiti è contraria, la maggioranza dei cantoni favorevole. Durante la consultazione, PLR, PS, Verdi, Verdi liberali e PEV hanno respinto la proposta di modifica costituzionale. Dal canto loro 17 cantoni - tra cui Ticino e Grigioni - su 26 hanno sostenuto l'idea.

Giurisprudenza contestata

All'origine delle due iniziative cantonali vi sono alcune decisioni del Tribunale federale (TF) che hanno fatto arricciare più di un naso. Nell'ottobre 2016, i supremi giudici avevano accolto un ricorso contro il sistema di elezione del parlamento urano criticando soprattutto il quorum del 10% - giudicato troppo elevato - in quei comuni dove si votava secondo il sistema proporzionale.

Nel luglio 2013, il TF aveva annullato una disposizione costituzionale di Zugo relativa al sistema proporzionale di elezione del parlamento cantonale giudicandola contraria alla libertà di voto e di elezione garantita dalla Costituzione. Il TF aveva in particolare contestato il diverso peso che hanno i singoli voti nei piccoli circondari elettorali.

Da queste decisioni sono nate le due iniziative cantonali che chiedono di riformulare in modo più preciso l'articolo 34 della Costituzione in modo da riaffermare le autonomie cantonali. Visto che entrambe erano state approvate dalla Commissione delle istituzioni politiche degli Stati (CIP-S), e poi anche dal Nazionale, la CIP-S è stata chiamata a redigere il progetto in materia.

Secondo tale modifica costituzionale, Il Tribunale federale (TF) non potrà così più intervenire per stabilire i requisiti relativi alle dimensioni dei circondari elettorali.

Decisione politica

Questa giurisprudenza aveva aveva condotto l'Assemblea federale a rifiutarsi di concedere la garanzia federale alla Costituzione svittese a causa del sistema per l'elezione del Parlamento. La questione rimane tuttavia controversa. Secondo la maggioranza del Consiglio degli Stati, la decisione deve essere presa a livello politico.

La sovranità cantonale deve essere rispettata, ha detto oggi Peter Föhn (UDC/SZ) a nome della commissione. Imponendo procedure opache di ripartizione dei mandati e minacciando di sanzioni un cantone, i giudici non contribuiscono alla legittimazione democratica. Secondo il democentrista, occorre inoltre che la maggioranza della popolazione accetti, e soprattutto comprenda, la procedura in vigore.

Robert Cramer (Verdi/GE), a nome della minoranza commissionale, ha invece rimesso in discussione la legittimità di legiferare. Solo due partiti, UDC e PPD, sostengono il progetto e la maggioranza dei cantoni favorevoli sono cantoni alpini, ha aggiunto il ginevrino. A suo avviso, occorre evitare una disputa con i cantoni di pianura. Secondo Cramer, non spetta inoltre al Parlamento inviare segnali al Tribunale federale, invocando la separazione dei poteri.

Governo non prende posizione

Il Consiglio federale non ha dal canto suo preso posizione sulle iniziative cantonali per una maggiore libertà nell'organizzazione delle procedure elettorali. Secondo il Governo "i sistemi elettorali devono poter garantire l'osservanza dei principi fondamentali della democrazia e l'aderenza al contesto storico e sociale della collettività interessata".

Secondo il nuovo articolo costituzione, i cantoni sono liberi di "definire i loro circondari elettorali e potranno emanare disposizioni speciali in materia di diritto elettorale, ad esempio per tutelare le minoranze". È il caso di Berna, per esempio, che garantisce al Giura bernese un rappresentante in seno al Consiglio di Stato.

Alla fine ha prevalso la versione più federalistica difesa dalla maggioranza. Solo 16 "senatori" hanno sostenuto lo status quo.

Notizia ATS

Dibattito al Consiglio nazionale, 19.09.2018

I Cantoni devono disporre di una libertà assoluta nel scegliere il proprio diritto elettorale. Il Nazionale è entrato oggi in materia su un progetto di modifica della Costituzione federale del Consiglio degli Stati con 93 contro 90 e due astensioni. Il dossier passa ora alla commissione preparatoria per l'esame di dettaglio.

L'idea è frutto di due iniziative cantonali di Zugo e Uri che si erano visti bocciare dal Tribunale federale (TF) le rispettive leggi in materia.

Per i consiglieri nazionali, il Tribunale federale dovrebbe lasciare maggiore margine di manovra ai Cantoni. La Svizzera non è uno stato centrale con norme applicabili in modo uniforme, il federalismo deve poter permettere queste differenze, ha sostenuto Gregor Rutz (UDC/ZH).

Non è un caso se la stessa Costituzione federale protegge l'autonomia cantonale, ha aggiunto Gerhard Pfister (PPD/ZG). Alcuni sistemi scelti dai cantoni per soddisfare le esigenze del TF sono problematici e non danno piena soddisfazione ai comuni, ha affermato lo zughese.

"Occorre rispettare i diritti fondamentali", ha replicato Isabelle Moret (PLR/VD) a nome della commissione. "Il Consiglio nazionale - ha aggiunto - ha il compito di assicurare l'uguaglianza di trattamento di ogni cittadino".

Se un Cantone opta per un sistema proporzionale, deve prevedere regole che consentano di applicare davvero il sistema. Se ad esempio i circondari sono troppo piccoli, occorre riequilibrare la ripartizione. Il Tribunale federale non prende decisioni alla leggera, ha spiegato, invano, Matthias Jauslin (PLR/AG).

"Nella Costituzione non figura solo il diritto all'autonomia cantonale ma anche quello della garanzia dei diritti politici", ha da parte sua affermato la ministra di giustizia e polizia Simonetta Sommaruga. Insomma, "se siamo tutti molto attaccati alla sovranità cantonale è altresì vero che i cantoni devono rispettare la Costituzione federale", ha aggiunto la consigliera federale precisando che il governo non si è espresso pro o contro la proposta in discussione oggi.

Notizia ATS

Dibattito al Consiglio nazionale, 10.12.2018

Sistemi elettorali, Cantoni potranno definirli come vogliono

I Cantoni devono disporre di una libertà assoluta nel scegliere il proprio diritto elettorale. Dopo gli Stati, anche il Nazionale ha approvato - con 106 voti contro 81 e 2 astenuti - una modifica della Costituzione federale nata da due iniziative cantonali di Zugo e Uri. L'ultima parola spetterà al Popolo.

All'origine delle due iniziative cantonali vi sono alcune decisioni del Tribunale federale (TF) che hanno fatto arricciare più di un naso. Nell'ottobre 2016, i supremi giudici avevano accolto un ricorso contro il sistema di elezione del parlamento urano criticando soprattutto il quorum del 10% - giudicato troppo elevato - in quei comuni dove si votava secondo il sistema proporzionale.

Nel luglio 2013, il TF aveva annullato una disposizione costituzionale di Zugo relativa al sistema proporzionale di elezione del parlamento cantonale giudicandola contraria alla libertà di voto e di elezione garantita dalla Costituzione. Il TF aveva in particolare contestato il diverso peso che hanno i singoli voti nei piccoli circondari elettorali.

Questa giurisprudenza aveva aveva condotto l'Assemblea federale a rifiutarsi di concedere la garanzia federale alla Costituzione svittese a causa del sistema per l'elezione del Parlamento.

Dalle decisioni del TF sono nate le due iniziative cantonali che chiedono di riformulare in modo più preciso l'articolo 34 della Costituzione in modo da riaffermare le autonomie cantonali. Secondo la modifica costituzionale adottata oggi, il Tribunale federale non potrà così più intervenire per stabilire i requisiti relativi alle dimensioni dei circondari elettorali.

E a tal proposito oggi, con 104 voti contro 83 e due astenuti, la Camera del popolo non ha voluto sopprimere nella revisione costituzionale la frase secondo cui i Cantoni "sono liberi di definire i loro circondari elettorali e di prevedere disposizioni particolari in materia elettorale".

Se questa precisazione venisse tolta, la formulazione dell'articolo costituzionale sarebbe troppo vaga lasciando la porta aperta a nuovi ricorsi al TF, ha sostenuto Gerhard Pfister (PPD/ZG). Più in generale, Gregor Rutz (UDC/ZH) ha sostenuto che non deve essere il Tribunale federale a verificare la costituzionalità dei sistemi elettorali cantonali ma le Camere federali.

"Ma già oggi i Cantoni possono organizzarsi come vogliono", ha replicato Matthias Jauslin (PLR/AG) sostenendo che nella Costituzione non figura solo il diritto all'autonomia cantonale ma anche quello della garanzia dei diritti politici. Per Balthasar Glättli (Verdi/ZH) il progetto in discussione non rispetta il principio della separazione dei poteri.

Come detto, al voto la camera ha però scelto la versione che lascia il margine più ampio possibile ai Cantoni. Come per tutte le revisioni della Costituzione, anche in questo caso la modifica dovrà essere approvata in votazione da popolo e cantoni.

Notizia ATS

Dibattito al Consiglio nazionale, 14.12.2018

CN: bocciata revisione diritto elettorale cantonale

I Cantoni non disporranno di una libertà assoluta nel scegliere il proprio diritto elettorale. Oggi, durante le votazioni finali, il Consiglio nazionale ha bocciato - con 103 voti contro 90 e 3 astenuti - una modifica della Costituzione federale scaturita da due iniziative cantonali di Zugo e Uri.

L'opposizione è venuta dalla sinistra e dalla maggioranza del PLR. Se il Parlamento approva questo progetto, ci sarà una votazione in ogni caso visto che si tratta di una modifica costituzionale. Bisognerà allora dare delle spiegazioni alla popolazione e dubito che ci si potrà riuscire con successo, ha affermato il capo del gruppo socialista Roger Nordmann (VD).

Favorevoli al progetto erano in particolare UDC e PPD. "La popolazione dei piccoli cantoni poco popolosi potrà così scegliere il sistema di voto che preferisce mantenendo così la propria sovranità", ha replicato, invano, il presidente del PPD Gerhard Pfister (ZG).