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14.3181 · Postulato · 2014-03-20

Dipartimento di giustizia e polizia

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di stilare un rapporto in cui chiarisce le misure legali preventive e normative necessarie per contrastare in maniera efficace l'aumento dei casi di truffa ai danni di anziani e di furto con destrezza.

Begründung

Nella risposta all'interpellanza 13.3869, "Basta con le truffe ai danni di anziani e i furti con destrezza", il Consiglio federale ha sostenuto che non è necessario potenziare la lotta a questo tipo di truffe e furti. Alcuni giorni dopo, un servizio diffuso dalla trasmissione "10 vor 10" ha rivelato che di recente si registra un aumento superiore alla media delle truffe ai danni di anziani. L'abuso della fiducia e il fatto di derubare una persona indifesa sono atti particolarmente abietti. Le pene comminate devono tenerne maggiormente conto. Quanto alle misure preventive, il Consiglio federale afferma inoltre, nella risposta all'interpellanza 13.3869, che non è necessaria una campagna nazionale di prevenzione, dato che a livello cantonale sono in parte già state condotte campagne di questo tipo. Una campagna uniforme, coordinata su scala nazionale, sarebbe tuttavia opportuna, in quanto potrebbe essere svolta anche nei cantoni che finora non hanno profuso sforzi in questa direzione. Inoltre, anche l'argomento dei costi depone a favore di una campagna preventiva nazionale.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.

Stellungnahme des Bundesrates

La prevenzione svizzera della criminalità (PSC) opera su mandato della Conferenza delle direttrici e dei direttori dei dipartimenti cantonali di giustizia e polizia (CDDGP), a conferma dell'importanza conferita da quest'ultima alla prevenzione della criminalità. La PSC funge da piattaforma nazionale per tutti gli aspetti inerenti alla prevenzione della criminalità in Svizzera e sviluppa e organizza in partenariato campagne sul tema (cfr. sito Internet http://www.skppsc.ch).

Il sito Internet della PSC contiene numerose informazioni concernenti le truffe ai danni degli anziani, denominate anche truffe del falso nipote. Degna di nota è ad esempio la campagna nazionale anti-truffa "Conosco il trucco", sostenuta da progetti cantonali. Grazie alla copertura mediatica, tale campagna ha avuto un'ampia risonanza presso l'opinione pubblica. Sul sito della PSC, e in particolare nell'opuscolo "Sicurezza nella terza età", sono inoltre riportate diverse informazioni importanti sui furti con destrezza.

Riguardo alle truffe del falso nipote, occorre rilevare che nonostante il netto aumento registrato nel 2013, la stragrande maggioranza, ovvero circa il 91 per cento dei casi, non è andata a buon fine. Si tratta di un dato sorprendente. La percentuale dei tentativi andati a segno è infatti diminuita di circa il 40 per cento rispetto all'anno precedente. Tale evoluzione positiva è sostanzialmente attribuibile alle campagne di prevenzione e alla costante copertura mediatica che hanno permesso di sensibilizzare la popolazione. Per quanto concerne invece i furti con destrezza, come aveva già avuto modo di constatare il Consiglio federale nella risposta all'interpellanza Amherd 13.3869 recante lo stesso titolo del presente postulato, il numero di casi nel 2011 e nel 2012 è rimasto pressoché invariato, facendo addirittura registrare un lieve calo nel 2012.

Il Codice penale (CP; RS 311.0) disciplina i reati di furto (art. 139 CP) e truffa (art. 146 CP). Come testimonia la giurisprudenza in materia, tali disposizioni consentono peraltro di punire in maniera adeguata le truffe del falso nipote e i furti con destrezza. Inoltre, l'ampia cornice edittale permette al giudice di valutare in modo appropriato le circostanze del singolo caso al momento di fissare la pena. Infine, in applicazione dell'articolo 47 CP, i giudici tengono già attualmente conto delle modalità con cui è stato commesso il reato (per es. grave abuso di fiducia o sfruttamento della vulnerabilità).

Alla luce di tali considerazioni, il Consiglio federale non ravvisa alcuna lacuna in relazione alla punibilità di tali reati e non giudica pertanto necessario introdurre ulteriori norme penali in materia. Ritiene inoltre che le informazioni fornite dalla PSC costituiscano già uno strumento efficace di prevenzione a livello nazionale.

Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.