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14.3246 · Mozione · 2014-03-21

Dipartimento di giustizia e polizia

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di estendere in maniera rapida e poco burocratica la procedura di 48 ore a tutti i Paesi sicuri in cui non vi è pericolo di persecuzioni ("safe countries"). L'elenco di tali Paesi va verificato e completato periodicamente. Il Consiglio federale deve inoltre vagliare se la procedura di 48 ore può essere applicata anche nel caso di richiedenti provenienti da Paesi con una quota di concessione dell'asilo alquanto esigua, come ad esempio la Tunisia o il Marocco.

Begründung

Di norma i cittadini provenienti da Paesi sicuri non hanno alcuna probabilità di ottenere asilo in Svizzera. Le esperienze finora maturate con la procedura di 48 ore sono positive. Essa dà rapidamente una certezza al richiedente e d'altro canto esplica un effetto deterrente nei confronti dei richiedenti che non hanno speranza di ottenere asilo in Svizzera. Il Consiglio federale deve pertanto applicare in generale la procedura di 48 ore a tutti i Paesi sicuri.

L'elenco dei Paesi sicuri è stato aggiornato per l'ultima volta nell'ottobre 2012. Esso deve essere verificato più spesso e all'occorrenza adeguato rapidamente, in modo da garantire una certa flessibilità.

Per i motivi summenzionati, il Consiglio federale deve infine vagliare se la procedura di 48 ore può essere applicata anche ai cittadini provenienti da Paesi con una quota di concessione dell'asilo praticamente nulla. Resterebbe possibile effettuare gli accertamenti supplementari che dovessero risultare necessari nel corso della procedura.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

Il Consiglio federale approva l'idea di base dell'autore della mozione, che coincide con gli obiettivi del riassetto del settore dell'asilo. Il legislatore obbliga l'Ufficio federale della migrazione (UFM) a stabilire in una strategia quali domande d'asilo sono trattate in via prioritaria. Già nel luglio 2012 l'UFM ha posto in vigore una strategia di trattamento al fine di ridurre il numero di domande d'asilo manifestamente infondate.

Le domande presentate da richiedenti provenienti dalla grande maggioranza dei Paesi sicuri sono pertanto già trattate da agosto 2012 nella procedura di 48 ore. Le domande presentate da richiedenti provenienti dai restanti Paesi sicuri sono anch'esse trattate prioritariamente dall'UFM durante il soggiorno dei richiedenti nelle strutture federali, ma in alcuni casi l'esecuzione dell'allontanamento non può essere effettuato rapidamente.

Inoltre, a causa del relativamente elevato numero di domande d'asilo manifestamente infondate, l'UFM tratta le domande dal Marocco (da dicembre 2012) e quelle dalla Nigeria, dalla Tunisia e dall'Algeria (dalla primavera 2013) in una procedura "fast track" accelerata. La principale differenza rispetto alla procedura di 48 ore risiede nella difficoltà di eseguire l'allontanamento verso questi Paesi; allontanamento che pertanto non può avvenire celermente.

Il numero delle domande d'asilo trattate nella procedura di 48 ore o "fast track" è in gran parte diminuito sensibilmente o si è perlomeno stabilizzato. Nel 2012 le domande d'asilo da Paesi sicuri ammontavano al 18,8 per cento di tutte le domande, nel 2013 ad appena il 10,9 per cento.

Ciononostante il Consiglio federale propone di respingere la mozione. La rapida estensione della procedura di 48 ore a tutti i Paesi sicuri e la sua eventuale estensione a Paesi con un'esigua quota di riconoscimento quali la Tunisia o il Marocco ridurrebbe infatti notevolmente il margine di manovra dell'UFM nel definire la sua strategia di trattamento delle domande. I richiedenti l'asilo in altre procedure prioritarie, ad esempio in quella Dublino, non potrebbero più restare nelle strutture federali fino alla conclusione della procedura, il che la prolungherebbe alquanto. La percentuale delle procedure Dublino può essere elevata proprio nel caso di Paesi con un'esigua quota di riconoscimento. Nel 2012 e nel 2013, per esempio, era pari a circa il 70 per cento per la Tunisia e a circa l'80 per cento per la Nigeria.

Il Consiglio federale riesamina periodicamente le sue decisioni sui Paesi d'origine sicuri. A tal fine l'UFM elabora due volte all'anno le basi fondandosi sull'elenco di criteri adottato dal Consiglio federale l'8 dicembre 2006. Da questo punto di vista la richiesta avanzata nella mozione è pertanto già soddisfatta. L'ultima verifica periodica, effettuata a novembre 2013, non ha comportato alcuna modifica dell'elenco dei Paesi sicuri. L'UFM prende spunto dalla mozione decidendo che in futuro annoterà sull'elenco accessibile al pubblico la data dell'ultima verifica anche se non è stata effettuata alcuna modifica di contenuto.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.