Ratifica della Convenzione di Istanbul contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica
14.3257 · Interpellanza · 2014-03-21
Dipartimento di giustizia e polizia
Liquidato
Wortlaut
Come confermato un anno fa dal Consiglio federale nella risposta all'interpellanza 13.3074 sulla firma della Convenzione di Istanbul, la Svizzera si adopera costantemente sul piano nazionale e internazionale, lanciando varie iniziative in favore della prevenzione e della lotta alla violenza nei confronti delle donne. Nell'autunno del 2013 la Svizzera ha pertanto firmato la Convenzione del Consiglio d'Europa, la cosiddetta Convention on preventing and combatting violence against women and domestic violence (http://conventions.coe.int/Treaty/Commun/QueVoulezVous.asp?CL=ENG&NT=210), aperta alla firma dall'aprile 2011, finora sottoscritta da 32 Stati e nel frattempo già ratificata da 8 Paesi, tra i quali i nostri vicini Italia e Austria. Per entrare in vigore, la Convenzione di Istanbul deve essere ratificata da 11 Paesi, di cui 8 Stati membri del Consiglio d'Europa.
Prego il Consiglio federale di rispondere alle domande seguenti:
1. La Svizzera intende ratificare la convenzione? In caso affermativo, entro quando?
2. In caso di risposta negativa, quali sono i motivi per i quali la Svizzera non ha ancora ratificato la convenzione?
Stellungnahme des Bundesrates
Nel decreto concernente la firma della Convenzione di Istanbul del 3 luglio 2013, il Consiglio federale ha incaricato il Dipartimento federale di giustizia e polizia di elaborare un messaggio all'attenzione delle Camere federali. Il Consiglio federale prevede di avviare all'inizio del 2015, presso i cantoni, i partiti e le cerchie interessate, una consultazione sulla ratifica della convenzione ed eventuali modifiche di legge correlate. I corrispondenti lavori sono in corso. In base ai risultati della consultazione il Consiglio federale deciderà in merito all'ulteriore modo di procedere. Per esperienza occorrono da due a tre anni fino alla ratifica di una convenzione.
Risposta del Consiglio federale.