No a ulteriori misure di regolamentazione del mercato ipotecario senza valutare le misure già prese e consultare le cerchie interessate
14.3309 · Mozione · 2014-05-06
Dipartimento delle Finanze
Liquidato
Wortlaut
Prima di prendere ulteriori misure volte a regolamentare il mercato ipotecario e l'accesso alla proprietà d'abitazione, il Consiglio federale è incaricato di:
1. valutare le conseguenze delle misure adottate negli due ultimi anni;
2. effettuare un'ampia consultazione delle cerchie interessate.
Begründung
Nelle ultime settimane, diversi media hanno riportato l'intenzione del Consiglio federale, della BNS e della FINMA di introdurre a breve ulteriori misure al fine di limitare l'accesso delle economie domestiche al credito ipotecario e di ridurre l'indebitamento ipotecario nel nostro Paese.
Il motivo per giustificare questo tipo di misure è sempre lo stesso: il rischio di un surriscaldamento immobiliare. I campanelli dall'allarme che la BNS e la FINMA hanno rilevato sono sfasati rispetto all'assestamento dei prezzi del mercato immobiliare, fenomeno osservato negli ultimi tempi dagli specialisti del settore.
Per di più, diverse misure di regolamentazione del mercato ipotecario sono state prese durante gli ultimi due anni:
1. Il 1° luglio 2012 l'ordinanza sui fondi propri è stata modificata sia per limitare le possibilità di ritirare capitale dal secondo pilastro per l'acquisto di un'abitazione sia per inasprire le regole sul rimborso del debito ipotecario.
2. Il 30 settembre 2013, su proposta della BNS, il Consiglio federale ha attivato un cuscinetto anticiclico di capitale. Tale misura obbliga le banche a disporre di fondi propri supplementari per i mutui ipotecari sulle abitazioni.
3. Il 30 giugno 2014, sempre su proposta della BNS, questo cuscinetto anticiclico di capitale sarà aumentato.
Questa successione di misure restrittive, rapida e disordinata, non apporta alcun beneficio. Soprattutto se queste decisioni vengono prese senza che il Consiglio federale abbia il tempo di valutare l'efficacia delle misure adottate e di consultare le cerchie coinvolte. O ancora, se tali misure si applicano in maniera uniforme ai proprietari e agli istituti bancari sebbene entrambi debbano affrontare situazioni poco stabili. In un'ottica più generale, tutte queste misure non fanno altro che rendere più difficile l'accesso alla proprietà d'abitazione quando invece dovrebbe essere promosso in virtù degli articoli 108 e 112 della Costituzione federale.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
Il Dipartimento federale delle finanze segue con grande attenzione gli sviluppi del mercato immobiliare e ipotecario svizzero. Dal mese di luglio del 2012 il tasso di crescita annuo dei crediti ipotecari si è ridotto nel complesso dal 4,7 al 3,9 per cento (aprile 2014). La diminuzione del tasso di crescita dei crediti ipotecari concessi alle economie domestiche (dal 5 per cento nel luglio 2012 al 3,5 per cento nell'aprile 2014) nonché la tendenza di concedere, nel caso delle nuove ipoteche, mutui più bassi per finanziare la proprietà d'abitazioni potrebbero essere almeno in parte riconducibili al pacchetto di misure, adottato nell'estate del 2012, per ridurre i rischi sul mercato ipotecario e immobiliare svizzero.
Da diversi anni, tuttavia, le ipoteche destinate a finanziare gli immobili d'abitazione registrano una crescita nettamente più marcata rispetto al prodotto interno lordo (PIL). Come minimo la metà delle grandi banche presentano tassi di crescita di almeno il 4,5 per cento. Inoltre, anche i prezzi dei diversi tipi di immobili registrano un aumento maggiore rispetto ai redditi. Infatti, dal 2001 i prezzi degli appartamenti in proprietà sono aumentati mediamente di oltre il 30 per cento rispetto al reddito pro capite. Questo fenomeno ha nel complesso contribuito a inasprire ulteriormente gli squilibri sul mercato ipotecario e immobiliare. Con il 140 per cento, il grado d'indebitamento, ovvero il rapporto tra volume dei crediti ipotecari e PIL, ha raggiunto l'apice sia dal punto di vista storico che nel confronto internazionale.
In considerazione dei tassi di interesse costantemente bassi, della situazione congiunturale attualmente positiva e della propensione al rischio delle banche, in parte ancora molto alta, nel concedere mutui ipotecari, non è possibile escludere un ulteriore inasprimento degli squilibri. I rischi che ne conseguirebbero per la stabilità dell'economia nazionale e del settore bancario sarebbero considerevoli.
Alla luce di quanto esposto, il Consiglio federale approva la decisione dell'Associazione svizzera dei banchieri del 23 giugno 2014 di adeguare le direttive concernenti la concessione di ipoteche. Fino a nuovo avviso non sono previste ulteriori misure. La situazione dei mercati immobiliari e ipotecari continuerà a essere osservata. Se gli squilibri sui mercati dei crediti dovessero accentuarsi, il Consiglio federale deciderà sulla necessità di intervento in occasione di una futura valutazione della situazione. In caso di nuove misure, esso consulterà previamente il parere delle cerchie interessate.
L'inasprimento degli standard in materia di concessione di crediti si prefigge di ridurre tempestivamente i rischi del mercato immobiliare e ipotecario. Questo inasprimento avviene nel rispetto degli articoli costituzionali che promuovono l'accesso alla proprietà. Le misure sul fronte della domanda vanno intese come misure complementari al cuscinetto anticiclico, che mira in prima linea a rafforzare la resistenza del settore bancario nei confronti di eventuali perdite sul mercato ipotecario.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.