Impedire la deducibilità delle multe! Nessun trasferimento di multe miliardarie e di costi ai contribuenti
14.3401 · Interpellanza urgente · 2014-06-04
Dipartimento delle Finanze
Liquidato
Wortlaut
Nella sua riposta all'interpellanza Schwaller 14.3286 il Consiglio federale constata che la deducibilità delle multe penali non è oggetto di un trattamento uniforme presso la Confederazione e i cantoni. Non è pertanto chiaro se le multe e le sanzioni amministrative di carattere penale possano essere dedotte come spese giustificate dall'uso commerciale ai fini della determinazione dell'utile netto.
Il Consiglio federale constata altresì che finora non esistono progetti legislativi concreti per l'istituzione di una nuova base legale che preveda esplicitamente che le multe non costituiscono spese giustificate dall'uso commerciale. Questo stato di cose deve essere cambiato quanto prima affinché esista almeno una chiara regolamentazione per le prossime multe statunitensi a banche svizzere e affinché in definitiva il contribuente non debba pagare lo scotto.
1. Il Consiglio federale ritiene che le multe delle persone giuridiche non debbano essere deducibili a fini fiscali?
2. Il Consiglio federale condivide il parere secondo cui le attuali lacune legislative in questo settore debbano essere colmate quanto prima?
3. È giustificato armonizzare le legislazioni federali e cantonali in questo settore affinché tutti i cantoni possano procedere nel medesimo modo in ambito di deducibilità delle multe delle persone giuridiche (soluzione uniforme nella legge sull'armonizzazione fiscale)?
4. A seconda dei casi le spese straordinarie incorse dalla Confederazione sono dell'ordine di milioni. Il Consiglio federale è in grado di calcolare i costi esatti degli ultimi casi? Cosa si deve porre in atto affinché la Confederazione sia indennizzata dalle imprese interessate per le sue spese straordinarie? È necessaria una base legale al riguardo?
5. Questioni analoghe si potrebbero porre nell'ambito di altre sanzioni e leggi (ad es. legge sui cartelli). Il Consiglio federale ritiene che esse debbano essere equiparate?
Stellungnahme des Bundesrates
1./2. È incontestato che in ambito di imposte sul reddito e di imposta sull'utile le multe fiscali non costituiscano spese giustificate dall'uso commerciale e che non siano pertanto deducibili a fini fiscali (art. 59 cpv. 1 lett. a LIFD, RS 642.11; art. 25 cpv. 1 lett. a LAID [RS 642.14]. A livello di dottrina non esiste tuttavia unanimità se ciò valga anche per altre sanzioni finanziarie.
Per chiarire i concetti va ricordato che una siffatta "multa", denominata in maniera per niente tecnica sanzione finanziaria, può almeno avere significati diversi secondo il diritto svizzero: in questo senso segnatamente una multa come punizione di un'infrazione, una pena pecuniaria come punizione di un delitto, una confisca del patrimonio acquisito illegalmente o un prelievo di guadagno come misura ad esempio di correzione del mercato. Nella risposta alla presente interpellanza il concetto di "multa" con riferimento al diritto svizzero comprende le sanzioni finanziarie che il diritto penale svizzero prevede per la commissione di un reato punibile (vale a dire multe disciplinari, multe e pene pecuniarie).
In ogni singolo caso va incontestabilmente chiarito a quale soggetto di diritto va assegnata una simile "multa".
Il Consiglio federale condivide l'opinione dell'Amministrazione federale delle contribuzioni (AFC) secondo cui le multe non costituiscono spese giustificate dall'uso commerciale. Di conseguenza esse non sono deducibili a fini fiscali. La situazione è diversa nel caso delle sanzioni finanziarie nel senso di un prelievo del guadagno, che non perseguono un obiettivo penale. Nel loro caso si tratta di spese giustificate dall'uso commerciale, deducibili a fini fiscali.
Il Consiglio federale considera opportuno un esame approfondito da parte della Confederazione e dei cantoni della questione del trattamento fiscale di "multe" o di sanzioni finanziarie amministrative nei confronti di persone fisiche o giuridiche. Esso elaborerà un rapporto al riguardo e ha raccomandato in maniera corrispondente di accogliere il postulato Leutenegger Oberholzer 14.3087. In merito il Consiglio federale illustrerà l'eventuale necessità di intervenire a livello legislativo.
3. Conformemente all'articolo 129 capoverso 1 della Costituzione la Confederazione dispone di una competenza di armonizzazione tra l'altro in materia di assoggettamento, di oggetto e di basi temporali. Per quanto concerne l'oggetto delle imposte dirette la Confederazione ne ha armonizzato le basi materiali nella LIFD e nella LAID.
4. In ambito di assistenza amministrativa fiscale internazionale la Confederazione non preleva in linea di massima alcun costo per il disbrigo delle domande di assistenza amministrativa. Nel caso del disbrigo di domande raggruppate si è tuttavia in presenza di norma di costi amministrativi straordinari. Con il decreto federale del 17 dicembre 2010 (RS 952.2) sono stati addossati all'UBS tutti i costi per il disbrigo delle due domande raggruppate. Il 1° febbraio 2013 è entrata in vigore la legge sull'assistenza amministrativa fiscale (LAAF; RS 672.5). In base alla LAAF è ora tra l'altro possibile trasferire agli istituti finanziari i costi di disbrigo insorti alla Confederazione a condizione che tali costi siano stati causati dal cattivo comportamento del pertinente istituto finanziario e raggiungano un volume straordinario. Ne è stato il caso delle domande raggruppate concernenti tre istituti bancari. L'integralità dei costi corrispondenti insorti all'Amministrazione federale delle contribuzioni (AFC) è stata o verrà trasferita ai pertinenti istituti bancari. Tali costi sono dell'ordine della cinquantina di milioni.
5. Anche in questi ambiti occorre chiarire se si tratta di una "multa" o di altre sanzioni finanziarie. A titolo di esempio va menzionato che per quanto riguarda l'articolo 49a capoverso 1 della legge federale del 6 ottobre 1995 sui cartelli e altre limitazioni alla concorrenza (Legge sui cartelli; RS 251) il Tribunale amministrativo federale ha statuito, con sentenza del 24 febbraio 2010 (B-2050/2007), che questa multa ha un carattere penale. In questo senso anche nel caso di una siffatta sanzione finanziaria della legislazione in materia di cartelli vale il principio della sua qualificazione fiscale in maniera identica a un'altra "multa" pronunciata nei confronti di una persona giuridica.
Risposta del Consiglio federale.