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14.3445 · Interpellanza · 2014-06-16

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

Liquidato

Wortlaut

Il 14 maggio 2014 il Consiglio federale ha deciso di sospendere temporaneamente la procedura di verifica avviata nel 2000 relativa alle aree di atterraggio in montagna. Questa decisione sorprende. Solo l'anno scorso, infatti, in risposta all'interpellanza 13.3240, il Consiglio federale aveva ribadito la propria intenzione di continuare ad attenersi alla procedura per la verifica delle aree di atterraggio in montagna stabilita nel piano settoriale dell'infrastruttura aeronautica (PSIA). E questo "al fine di evitare che le attività di volo abbiano ripercussioni negative sugli obiettivi di protezione".

1. Ora che la procedura di verifica è sospesa, il Consiglio federale come intende risolvere i conflitti esistenti con le zone protette di importanza nazionale?

2. Il Consiglio federale è disposto a incaricare un altro Ufficio federale di risolvere il conflitto di interessi ancora aperto nei siti facenti parte dell'Inventario federale dei paesaggi, siti e monumenti naturali d'importanza nazionale (IFP)?

Begründung

L'articolo 6 capoverso 2 LPN sancisce l'obbligo di conservare intatti gli oggetti d'importanza nazionale. Analogamente, il piano per il riesame delle aree di atterraggio in montagna contenuto nel PSIA stabilisce che l'utilizzo di queste aree non deve pregiudicare gli obiettivi di protezione degli oggetti da proteggere. Da una perizia della Commissione federale per la protezione della natura e del paesaggio del 28 novembre 2012 è emerso che gli atterraggi turistici nella regione del Monte Rosa, iscritta nell'IFP, minano fortemente gli obiettivi di protezione. Inoltre, nel 2002 la CdG-N aveva commissionato una valutazione sul livello di protezione dell'IFP e già allora le qualità paesaggistiche di molti oggetti facenti parte dell'IFP risultavano altamente compromesse. La decisione di interrompere la procedura di verifica comporta il mantenimento di 17 aree di atterraggio in montagna all'interno di siti iscritti nell'IFP: ciò è pertanto in contrapposizione con il diritto vigente e vanifica gli sforzi in corso per la rivalutazione di questi siti. Per quanto la formazione e l'addestramento dei piloti costituiscano un interesse nazionale, non si comprende perché questi atterraggi debbano essere effettuati proprio in zone protette.

Il Consiglio federale ha motivato la propria decisione affermando che vi sono "divergenze insormontabili". Evidentemente la procedura scelta non era adatta e la direzione dell'UFAC inefficiente. Rimane comunque la necessità di trovare una soluzione, data la violazione delle disposizioni legislative summenzionata. Dal momento che la determinazione di aree di atterraggio in montagna è una questione di competenza anche territoriale, è necessario incaricare l'Ufficio federale dello sviluppo territoriale di risolvere i conflitti suesposti.

Stellungnahme des Bundesrates

1. L'onerosa procedura di verifica relativa alla rete delle aree di atterraggio in montagna attuata finora è servita a valutare i diversi interessi legati all'utilizzo di tale rete. L'obiettivo era di ridurre al minimo i conflitti tra l'utilizzo delle aree di atterraggio in montagna e la protezione dell'ambiente. I lavori finora effettuati hanno dimostrato che alle richieste legate alla protezione dell'ambiente si oppongono interessi economici e sociali in parte equivalenti. In tale contesto il Consiglio federale non ha ritenuto opportuno continuare il suo mandato di verifica e l'ha abbandonato.

Tutte le aree di atterraggio della rete esistente sono state designate tramite decisioni passate in giudicato tra il 1964 e il 1988. Queste si situano, perlomeno in parte, all'interno di siti iscritti nell'IFP, designati tali solo in seguito. Secondo l'articolo 6 della legge federale sulla protezione della natura e del paesaggio (LPN), l'oggetto di un inventario della Confederazione merita di essere conservato intatto o almeno di essere salvaguardato per quanto possibile. Al principio secondo il quale un oggetto dev'essere conservato intatto, vi può essere una deroga nell'adempimento dei compiti della Confederazione se si oppone un interesse equivalente o maggiore, parimenti d'importanza nazionale. In tale contesto il Consiglio federale ha deciso di preservare fino a nuovo avviso le possibilità di utilizzo delle aree di atterraggio in montagna esistenti in precedenza, in particolare anche perché l'utilizzo di tali aree sono di essenziale importanza sul piano operativo per il soccorso in montagna.

La perizia della Commissione federale per la protezione della natura e del paesaggio (CFNP) si riferisce a un'eventuale ridefinizione dell'area di atterraggio del Monte Rosa. In virtù del decreto del Consiglio federale del 15 maggio 2014 una tale ridefinizione non è più necessaria.

2. Come l'Ufficio federale dell'ambiente (UFAM) e le forze aeree, l'Ufficio federale dello sviluppo territoriale (ARE) è membro del gruppo di lavoro creato all'interno della Confederazione per il riesame delle aree di atterraggio in montagna ed è stato pertanto coinvolto da vicino fin dall'inizio del progetto nei lavori di verifica previsti dal piano settoriale dell'infrastruttura aeronautica (PSIA). Nell'ambito di una ponderazione degli interessi, a livello amministrativo federale gli interessi della pianificazione del territorio e della protezione dell'ambiente vengono presi in considerazione con pari diritti. Trattandosi in primo luogo di una questione riguardante l'aviazione, il Consiglio federale ritiene inopportuno modificare la competenza per questo dossier.

Risposta del Consiglio federale.

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