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14.3679 · Interpellanza · 2014-09-08

Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca

Liquidato

Wortlaut

Durante i dibattiti su Euratom e Orizzonte 2020 era stato detto chiaramente alla commissione e al Parlamento che i due accordi erano indissociabili e non potevano essere conclusi separatamente e che la Svizzera poteva solo accettarli o rifiutarli in blocco. Il 10 febbraio 2014, dopo il risultato della votazione popolare sull'iniziativa "contro l'immigrazione di massa", l'Unione europea ha disdetto l'accordo quadro relativo a Orizzonte 2020 ma, stranamente, non quello relativo a Euratom.

In seguito sono stati disdetti molti altri accordi. A un esame più attento sembra che l'UE abbia revocato soprattutto gli accordi in base ai quali la Svizzera riceve più fondi di quanti è tenuta a versare, mentre quelli in cui i contributi svizzeri superano i fondi assegnati dall'UE sono tuttora in vigore.

In proposito pongo al Consiglio federale le seguenti domande:

1. Il Consiglio federale può stilare un elenco degli accordi revocati dall'UE indicando in quali di questi la Svizzera ha ricevuto più fondi o, viceversa, ne ha versati di più?

2. A quanto pare la Svizzera potrà di nuovo aderire parzialmente al programma Orizzonte 2020. In cambio, dovrebbe rispettare gli impegni finanziari sottoscritti con i programmi europei Euratom, Galileo e ITER. È giusto? Il Consiglio federale approva tutto questo?

3. Il Consiglio federale e l'UE sono consapevoli del fatto che dichiarare indissociabili i programmi Euratom e Orizzonte 2020 e poi consentire il finanziamento separato di Euratom costituisce una contraddizione?

4. Se questi due programmi fossero considerati separatamente il Consiglio federale dovrebbe pretendere la stessa flessibilità anche per l'accordo relativo a Erasmus+. È stato fatto un passo in questa direzione?

5. In seguito alla sospensione dell'accordo relativo a Erasmus+ il capo del DEFR Johann Schneider-Ammann ha dichiarato di fronte al Parlamento che il Consiglio federale intende valutare attentamente l'assegnazione dei sussidi a diversi progetti e destinare la maggior parte dei fondi ai programmi di scambio fra studenti. Questa dichiarazione di intenti è ancora valida?

Stellungnahme des Bundesrates

L'Unione europea (UE) non ha disdetto alcun accordo sottoscritto con la Svizzera in seguito all'approvazione dell'iniziativa popolare "contro l'immigrazione di massa". Tuttavia, ha sospeso temporaneamente alcuni negoziati in corso in diversi settori, come quelli relativi alla partecipazione della Svizzera ai programmi europei in materia di ricerca (pacchetto Orizzonte 2020) e formazione (Erasmus+) o a quelli in ambito audiovisivo, culturale e creativo (Europe Creative, che sostituisce i programmi MEDIA e Cultura). L'UE e la Svizzera avevano intenzione di concludere accordi di cooperazione che non andassero oltre la durata di questi programmi (2014-2020). Il 9 febbraio 2014 nessuno di questi accordi era ancora entrato in vigore.

Risposte alle domande poste nell'interpellanza:

1. Poiché in seguito all'approvazione dell'iniziativa "contro l'immigrazione di massa" l'UE non ha revocato alcun accordo con la Svizzera il Consiglio federale non può stilare l'elenco richiesto. Inoltre, non è solo il ritorno finanziario, ma anche e soprattutto la possibilità di sviluppare le proprie attività a livello internazionale che spinge la Svizzera a partecipare ai programmi dell'UE. Per quanto riguarda la ricerca, il Consiglio federale rimanda alla pubblicazione "Effets de la participation de la Suisse au 7e programme-cadre de recherche européen", scaricabile dal sito della Segreteria di Stato per la formazione, la ricerca e l'innovazione.

2. Più che l'impegno a cofinanziare i programmi ITER e Galileo nel 2014, sono soprattutto gli sforzi della Svizzera volti a garantire alla Croazia contingenti separati per accedere al nostro mercato del lavoro ad aver permesso di sbloccare il dossier "ricerca". Alla luce degli effetti positivi previsti, il Consiglio federale è contento di aver raggiunto questo compromesso, anche se avrebbe preferito una piena adesione ai programmi del pacchetto Orizzonte 2020.

3. Prima del voto del 9 febbraio 2014 l'UE prendeva in considerazione solamente la possibilità di un'associazione a pieno titolo della Svizzera ai programmi Orizzonte 2020, Euratom e ITER (pacchetto Orizzonte 2020). Dopo l'esito del voto la sua posizione è radicalmente cambiata. Nei negoziati con l'UE la Svizzera è riuscita a stabilire la durata della sua partecipazione alle attività di Euratom relative alla fusione nucleare e al finanziamento di ITER. Il nuovo accordo, che è stato approvato provvisoriamente il 15 settembre e dovrebbe essere firmato entro la fine del 2014, disciplina tutti gli aspetti della cooperazione nel settore della ricerca, compresa la fusione nucleare. Una volta entrato in vigore, l'accordo sostituirà quello del 1978, che non verrà più applicato. Ormai quindi anche la cooperazione tra la Svizzera e l'UE nell'ambito della ricerca sulla fusione nucleare ha una durata limitata.

4. Il Consiglio federale continua ad auspicare una piena associazione a Erasmus+, rispettando così il mandato delle mozioni 14.3291 e 14.3294, approvate dall'Assemblea federale nel giugno 2014. Nell'ambito delle successive discussioni tra la Svizzera e l'UE si sta esaminando la possibilità di adottare una soluzione flessibile per Erasmus+ analoga a quella concordata per il pacchetto Orizzonte 2020.

5. La soluzione transitoria per Erasmus+ adottata dal Consiglio federale il 16 aprile e prorogata al biennio 2015/16 il 19 settembre, è in linea con la dichiarazione d'intenti citata dall'autore dell'interpellanza. Le attività di mobilità saranno nettamente potenziate, mentre la quota per la partecipazione ai programmi Erasmus+ è stata drasticamente ridotta e riservata ai progetti d'eccellenza che contribuiscono al raggiungimento degli obiettivi di formazione stabiliti dalla Confederazione e dai cantoni.

Risposta del Consiglio federale.