14.3901 · Interpellanza · 2014-09-25
Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca
Liquidato
Wortlaut
In riferimento al previsto adeguamento delle unità standard di manodopera USM per il 2016, il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande.
1. Quante aziende si prevede che saranno interessate dall'adeguamento dei coefficienti USM (ovvero perderanno il diritto ai pagamenti diretti o lo status di azienda agricola o il diritto agli aiuti agli investimenti/ai miglioramenti strutturali)
a. per regione (di montagna, collinare o di pianura)?
b. per cantone?
2. Quali aziende, in base al ramo/all'orientamento aziendale,
a. saranno escluse dai pagamenti diretti?
b. non saranno più considerate aziende agricole?
3. A quanto ammontano i pagamenti diretti che non saranno più erogati alle piccole aziende in seguito all'adeguamento dei coefficienti USM? E come sono ripartiti, attualmente, tali pagamenti diretti tra le aziende interessate (ammontare PD per azienda)?
Begründung
Il sistema delle USM valuta i lavori nell'agricoltura mediante coefficienti standardizzati. L'USM, però, non rappresenta l'effettivo tempo di lavoro, bensì si orienta alla gestione secondo gli usi del Paese e al livello di meccanizzazione. Mediante le USM, inoltre, si determina se un'azienda ha diritto ai pagamenti diretti o se può essere considerata un'azienda agricola.
Nel 2016, i coefficienti USM saranno adeguati a livello di ordinanza. Come conseguenza di un adeguamento al cosiddetto progresso tecnico, circa 1000 aziende scenderanno al di sotto della soglia minima utile per ricevere i pagamenti diretti e 4000 al di sotto del limite per essere riconosciute come aziende agricole. L'inasprimento previsto colpisce oltre il nove per cento di tutte le aziende. Tuttavia non si sa praticamente nulla delle aziende interessate. Sono necessarie maggiori informazioni onde poter valutare se tali inasprimenti corrispondano effettivamente agli obiettivi perseguiti dalla politica agricola o se siano con essi conciliabili.
Stellungnahme des Bundesrates
Il sistema delle unità standard di manodopera (USM), come già indicato nella motivazione della presente interpellanza, non rappresenta l'effettivo tempo di lavoro di un'azienda agricola. È piuttosto un parametro per stabilire le dimensioni dell'azienda, che mediante coefficienti standardizzati si orienta al volume di lavoro riferito a una gestione secondo gli usi del Paese e a un livello di meccanizzazione medio. Poiché la gestione secondo gli usi del Paese e la meccanizzazione subiscono variazioni nel tempo (sviluppo tecnico), i coefficienti USM devono essere regolarmente adeguati allo sviluppo medio realmente già attuato.
Quanto illustrato nel rapporto del Consiglio federale "Valutazione del sistema delle unità standard di manodopera USM" in relazione ad adeguamenti a livello d'ordinanza è attualmente in fase di realizzazione e messa a punto. Sarà possibile esprimersi in maniera dettagliata in merito alle conseguenze sulle regioni e sugli indirizzi aziendali soltanto una volta portati a termine questi lavori. Le cifre indicate nella motivazione potrebbero tendenzialmente sopravvalutare l'incidenza globale perché gli effetti dell'adeguamento allo sviluppo tecnico saranno attenuati. Ciò avverrà, da una parte, con la prevista riduzione del normale orario di lavoro su cui si basano i calcoli, da 2800 a 2600 ore l'anno e, dall'altra, tenendo conto delle attività affini all'agricoltura nel settore del diritto fondiario rurale e dei miglioramenti strutturali. Questi ultimi, inoltre, si rendono spesso necessari in una situazione di crescita aziendale. Il calcolo delle USM si basa sul futuro concetto di azienda e quindi il limite USM può essere raggiunto a livello di singola azienda o eventualmente con edifici collettivi di ulteriori aziende.
Le proposte concernenti gli adeguamenti a livello d'ordinanza saranno inviate a tempo debito in consultazione pubblica e in tale occasione tutte le cerchie interessate avranno modo di esprimere il proprio parere. Nella relativa documentazione saranno illustrati in dettaglio anche gli effetti sulle aziende.
Risposta del Consiglio federale.