14.3921 · Interpellanza · 2014-09-25
Dipartimento dell'interno
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è pregato di rispondere alle domande seguenti:
1. Ritiene che il numero e la gravità degli atti di antisemitismo e di razzismo in Svizzera siano aumentati e rischino di aumentare ulteriormente nei prossimi anni?
2. Quali misure ha adottato o previsto per lottare contro questo fenomeno?
Begründung
Ovunque in Europa gli atti di antisemitismo e di razzismo si moltiplicano per cause esterne e interne. Da una parte le tensioni internazionali e gli orrori che le accompagnano, in particolare nel Vicino Oriente, inducono gli spiriti deboli ad associare la politica di certi Paesi ai credenti delle loro religioni maggioritarie residenti in Svizzera. Dall'altra la situazione economica e politica sfavorevole e le prospettive incerte di diversi Paesi europei erodono il tessuto sociale. Il secondo fattore, molto marcato nella regione mediterranea, ci colpisce per fortuna soltanto marginalmente, il primo invece tocca anche la Svizzera. In considerazione dell'aumento del fenomeno generale, appare ragionevole fare il punto della situazione e chiedersi se quanto viene fatto per rimediarvi è sufficiente.
Stellungnahme des Bundesrates
1. Dato che comprendono fenomeni molto diversi, il razzismo e la discriminazione razziale non vengono rilevati all'interno di un sistema integrato. Il Servizio per la lotta al razzismo SLR presenterà nel suo secondo rapporto (la cui pubblicazione è prevista nella primavera del 2015) una valutazione analitica dei dati disponibili.
Nella seduta del 22 agosto 2007, il Consiglio federale aveva incaricato il SLR, mediante decisione, di mettere a punto uno strumento per registrare le tendenze razziste, antisemite e anti-islamiche in Svizzera. Dopo uno studio pilota di cinque anni, il Dipartimento federale dell'interno sottoporrà prossimamente all'esecutivo una proposta sull'ulteriore procedura.
Per quanto riguarda gli atti di matrice razzista, dopo il crescendo registrato fino al 2007 negli ultimi anni si assiste a un calo del numero di condanne per reati di razzismo. Ciò nonostante, il numero di episodi rilevati dai servizi di consulenza specializzati, dalle organizzazioni della società civile, dalla statistica criminale di polizia e da diversi sondaggi è in aumento.
Per quanto attiene agli atti violenti di matrice razzista (e antisemita) compiuti da cittadini svizzeri di estrema destra, il Servizio delle attività informative della Confederazione SIC ha registrato negli ultimi mesi una tendenza alla diminuzione. Il SIC non è a conoscenza di atti antisemiti violenti perpetrati da altre cerchie estremiste.
Gli attacchi a sfondo razzista in Internet (in particolare sulle reti sociali, nei blog, nelle rubriche dei media dedicate ai commenti dei lettori, ecc.) - segnatamente a danno delle comunità islamiche ed ebraiche per effetto dei conflitti in atto nel Vicino Oriente - sono in forte aumento e si distinguono per i loro toni molto aggressivi. Il fenomeno è riconducibile solo in parte al fatto che, per la loro natura, i nuovi mezzi di comunicazione inducono gli utenti a esprimersi in modo piuttosto sprovveduto, con esternazioni poco opportune. Inoltre è inquietante che gli autori siano più spesso giovani.
Il Consiglio federale è preoccupato per questi sviluppi e tiene a ribadire che il razzismo, in tutte le sue forme, non deve trovare posto in Svizzera.
2. La sensibilizzazione, la prevenzione e, dove necessario, l'adozione di sanzioni sono compiti permanenti della società e, nel nostro Stato federalista, anche compiti trasversali di tutte le autorità. A livello federale, le prime due attività sono svolte in modo specifico dal SLR e dalla Commissione federale contro il razzismo. I rispettivi siti Internet (www.frb.admin.ch; www.ekr.admin.ch) forniscono ampie informazioni sui numerosi compiti svolti da queste istituzioni nonostante le limitate risorse.
Il primo rapporto del SLR, pubblicato nel 2012 e da allora aggiornato a ritmo biennale, illustra le misure specificatamente finalizzate a migliorare la comprensione fra le diverse comunità religiose. Nel seguito sono riportati alcuni esempi.
- A seguito della votazione sull'iniziativa popolare "contro l'edificazione di minareti" (iniziativa anti-minareti), il Consiglio federale ha dato avvio a una serie di incontri regolari tra l'amministrazione federale e rappresentanti di diverse correnti e pratiche religiose islamiche, coordinati dal Dipartimento federale di giustizia e polizia (cfr. rapporto "Dialogo con i musulmani 2010").
- Nel 2013, in adempimento di tre postulati (Amacker-Ammann 09.4027, Leuenberger-Genève 09.4037, Malama 10.3018), l'Ufficio federale della migrazione (UFM) ha pubblicato un rapporto sulla situazione dei musulmani in Svizzera.
- Un gruppo di lavoro interdipartimentale guidato dall'Ufficio federale di giustizia sta attualmente elaborando un rapporto sulla presenza e sul significato dei simboli religiosi nello spazio pubblico (postulato Aeschi Thomas 13.3672).
- Negli studi pubblicati dall'UFM su importanti comunità di migranti (Sri Lanka, Kosovo, Portogallo, Turchia, Eritrea/Somalia, Marocco/Tunisia/Algeria, Bosnia-Erzegovina) sono illustrate, laddove rilevante, anche le rispettive esigenze religiose.
- L'UFM e il SLR finanziano regolarmente progetti di terzi, realizzati perlopiù in collaborazione con le rispettive comunità religiose e finalizzati a promuovere la comprensione reciproca, ad abbattere i pregiudizi e a risolvere le situazioni di conflitto.
Infine occorre rammentare anche il ruolo centrale giocato dalla politica d'integrazione per il mantenimento della pace sociale in un Paese d'immigrazione come la Svizzera. Dall'inizio di quest'anno, Confederazione e cantoni stanno realizzando i primi programmi cantonali d'integrazione: la lotta alla discriminazione e la prevenzione dei fenomeni discriminatori ne sono un aspetto centrale, esattamente come la trasmissione dei nostri valori fondamentali anche ai giovani con un retroterra migratorio. I lavori condotti in quest'ambito sono seguiti da vicino dal SLR e attuati sotto la direzione dell'UFM.
Risposta del Consiglio federale.