14.3977 · Interpellanza · 2014-09-26
Dipartimento di giustizia e polizia
Liquidato
Wortlaut
Ancora a marzo la consigliera federale Simonetta Sommaruga aveva affermato che la collaborazione con l'Ufficio Dublino a Roma era sostanzialmente buona (domanda 14.5047). A giugno il Consiglio federale aveva dichiarato che la collaborazione con l'Italia era buona e orientata alle soluzioni (domanda 14.5261). A settembre la consigliera federale Sommaruga, il competente ministro della giustizia, ha per la prima volta ammesso l'esistenza di problemi.
A tale proposito invito il Consiglio federale a rispondere alle domande seguenti:
1. Secondo il Consiglio federale, nel 2013 4280 richieste Dublino presentate dalla Svizzera all'Italia sono state accolte. Quante richieste Dublino sono state indirizzate all'Italia nei primi tre mesi del 2014? Quante sono state accolte?
2. Considerando tali cifre (da gennaio a marzo), il Consiglio federale è tuttora dell'opinione che la collaborazione con l'Ufficio Dublino a Roma sia sostanzialmente buona?
3. Quante richieste Dublino sono state indirizzate all'Italia nei mesi di aprile e maggio del 2014? Quante sono state accolte?
4. Considerando tali cifre (aprile e maggio), il Consiglio federale è tuttora dell'opinione che la collaborazione con l'Italia sia buona e orientata alle soluzioni?
5. Quante richieste Dublino sono state presentate tra la Svizzera e l'Italia tra gennaio e settembre, quante sono state accolte, quanti trasferimenti sono stati effettuati (per mese)?
6. L'Italia sembra interpretare gli accordi "à la carte" e soprattutto a suo favore. Le imprese svizzere (in particolare in Ticino) sono vessate per mezzo di una lista nera. L'Italia non ottempera ai suoi obblighi per il collegamento NEAT, che la Svizzera finanzia a fondo perso con 120 milioni di euro. E ora il mancato rispetto dell'Accordo di Dublino. Il Consiglio federale accetta queste violazioni unilaterali degli accordi senza esigere alcuna contropartita da parte italiana, per quanto concerne, per esempio, la lista nera, la questione dell'imposta alla fonte e un accordo in materia fiscale?
7. Che cosa intraprende il Consiglio federale per indurre l'Italia a rispettare i suoi obblighi contrattuali?
8. Se le registrazioni in Italia e le procedure Dublino con l'Italia non funzionano più e i trasferimenti verso la Grecia non sono più possibili per decisione giudiziaria, il Consiglio federale non è anch'esso dell'avviso che l'Accordo di Dublino esista soltanto sulla carta?
Stellungnahme des Bundesrates
1./3./5. Richieste Dublino presentate, richieste accolte e trasferimenti verso l'Italia
meserichieste accoltetrasferimentigennaio432236140febbraio474227152marzo424248129aprile287280124maggio432307124giugno721158111luglio1807198102agosto162921261settembre157832989
Riguardo a tali statistiche, va osservato che il numero di richieste accolte non si riferisce direttamente al numero di richieste presentate nel corso del mese, in quanto si tratta di un calcolo di flusso: le richieste accolte per esempio a gennaio riguardano le domande presentate all'Italia nei mesi precedenti.
2./4./7. Per quanto concerne la collaborazione con l'Italia si rinvia alla risposta alla domanda Pieren 14.5437, "Funktioniert das Dublin-Abkommen noch?" ("L'Accordo di Dublino funziona ancora?", disponbile soltanto in tedesco). Fino a qualche mese fa la collaborazione con l'Italia nell'ambito di Dublino era buona. La situazione è ora cambiata: a causa del grande numero di arrivi in Sud Italia le autorità italiane non sono più in grado di registrare tutti gli immigrati nella banca dati Eurodac. Dall'inizio del 2014 oltre 134 000 persone sono sbarcate in Italia, la maggior parte nei mesi estivi. Molti immigrati rifiutano di far registrare le loro impronte digitali nella banca dati Eurodac. L'Italia non dispone di mezzi giuridici per imporre il prelievo delle impronte digitali. La mancata registrazione complica l'esecuzione di una procedura Dublino negli altri Stati Dublino. Il Consiglio federale riconosce che l'Italia si trova attualmente in una situazione molto difficile, cui non può far fronte senza aiuti esterni. La Svizzera ha pertanto offerto il suo sostegno. Nei confronti delle autorità italiane il Consiglio federale ha sostenuto fermamente che gli obblighi previsti dal regolamento Dublino III devono essere rispettati.
6. Il Consiglio federale ha ribadito in varie occasioni, sia presso l'Italia sia presso l'UE, la richiesta che gli obblighi previsti dall'Accordo di Dublino vengano rispettati. Ha rammentato il suo parere anche in una lettera indirizzata alla competente commissaria europea. Anche la Commissione europea e vari altri Stati Schengen hanno comunicato all'Italia il proprio malcontento per la situazione, esigendo misure concrete. Con l'Italia il Consiglio federale persegue sostanzialmente una politica in sintonia con gli interessi generali della Svizzera. Cerca di integrare e tutelare la posizione e gli interessi della Svizzera in ogni dossier, adoperandosi per le richieste legittime delle imprese svizzere in Italia. Nella situazione attuale il Consiglio federale non ritiene opportuno vincolare il rispetto di Dublino con altri affari. A livello europeo è tuttavia in contatto con altri Stati Dublino per trovare soluzioni comuni volte a stabilizzare il sistema Dublino.
8. Al momento il sistema Dublino è effettivamente messo alla prova. La Svizzera nutre tuttavia un grande interesse alla cooperazione Dublino. L'eccezionale situazione attuale mostra l'importanza del buon funzionamento del sistema Dublino, senza metterlo di per sé in discussione, bensì evidenziando la necessità di trovare soluzioni comuni. Nonostante tutte le difficoltà attuali, va fatto notare che da gennaio a fine settembre 2014 1990 persone sono state trasferite in altri Stati Dublino. Nel medesimo periodo la Svizzera ne ha riprese 719.
Risposta del Consiglio federale.