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14.4003 · Mozione · 2014-11-03

Dipartimento degli affari esteri

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di rafforzare la rete esterna (consolati e ambasciate), tenendo conto delle priorità strategiche della politica estera della Svizzera e della complessità crescente delle sfide internazionali, al fine di soddisfare le attese sempre maggiori riposte sul DFAE e sulle rappresentanze svizzere all'estero. A tal scopo, le risorse finanziarie del DFAE (in particolare per quanto riguarda il personale e le infrastrutture) devono essere potenziate.

Una minoranza (Reimann Maximilian, Büchel Roland, Estermann, Pfister Gerhard, Stamm) propone di respingere la mozione.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

Il funzionamento e l'utilità della rete di rappresentanze all'estero della Svizzera sono oggetto di un costante monitoraggio che dà adito, se del caso, ai necessari aggiustamenti. Il Consiglio federale e il DFAE dispongono di un adeguato margine di manovra nella configurazione della rete per difendere in modo mirato ed efficace gli interessi della Svizzera in tutto il mondo, conformemente agli obiettivi della strategia di politica estera.

Varie misure di ottimizzazione della rete esterna, quali la creazione di centri consolari regionali, l'adeguamento del catalogo di prestazioni delle rappresentanze, la concentrazione di alcune attività in certe sedi, la chiusura di numerose rappresentanze (Chicago, Gedda, Toronto, Düsseldorf e Genova) nonché le "co-locazioni" (cioè quando più Paesi condividono uno stesso immobile), hanno consentito, e consentono ancora, di svincolare risorse e rispondere così a nuove esigenze. Basti pensare che dal 2013 sono state aperte due nuove ambasciate, a Doha (Qatar) e a Mascate (Oman), a cui si sono aggiunti un consolato generale a Hô-Chi-Minh (Vietnam) e uno Swissnex a Rio de Janeiro. L'Ufficio di cooperazione di Biskek è invece stato convertito in ambasciata. Inoltre è stato creato un servizio di reperibilità telefonica (24 ore su 24, 7 giorni su 7) per i visti e il suo campo di attività ha continuato ad allargarsi negli ultimi anni. A seguito di una mozione (12.3991) depositata in Parlamento non avrà luogo la prevista chiusura della rappresentanza a città del Guatemala. Su proposta del Consiglio federale, il Parlamento ha inoltre sbloccato, nel quadro del preventivo per il 2015, i crediti per finanziare dieci posizioni nel settore dei visti per rispondere all'aumento del volume di attività registrato in questo campo su diversi anni e per affrontare l'incremento della mole di lavoro imputabile all'introduzione del sistema di riconoscimento biometrico. È da notare, tuttavia, che nel 2014 la situazione in questo settore si è allentata: infatti il numero di richieste di visto è diminuito del 9 per cento rispetto all'anno precedente (da 552 000 a 503 000).

Il lavoro del DFAE è influenzato da una triplice sfida: lo spostamento dei centri nevralgici della politica nel mondo e la maggiore complessità delle poste in gioco sullo scacchiere internazionale; la moltiplicazione delle aspettative riposte nella politica estera della Svizzera; e le misure di risparmio auspicate dal Parlamento, soprattutto nel settore del personale. Per far fronte a queste sfide pur mantenendo una rete forte e universale, il DFAE, che prevede un aumento delle nuove esigenze della politica estera nei prossimi anni, punta su un potenziamento della coerenza e dell'efficacia nella concezione e nella gestione della rete esterna. Il rafforzamento mirato di ambasciate in alcuni Paesi influenti del G20 e negli Stati emergenti dell'Africa e dell'Asia consentirebbe di rispondere alle esigenze espresse, in particolare, dagli ambienti economici. Progetti di questo tipo non sono realizzabili nel quadro del preventivo attuale, a maggior ragione perché, a causa dell'inflazione, i costi all'estero aumentano in genere più rapidamente che in Svizzera.

La situazione delle finanze federali è nettamente peggiorata negli ultimi mesi. Sarà necessaria una considerevole riduzione delle spese per rispettare il freno all'indebitamento nel periodo 2016-2019. Numerosi rischi, come il deterioramento delle prospettive congiunturali, la diminuzione del gettito fiscale dovuto alla soppressione del tasso minimo di cambio tra il franco svizzero e l'euro o l'incompleta realizzazione del PCon 2014 da parte del Parlamento, non sono ancora stati messi in conto. In queste circostanze, nei prossimi anni si renderanno necessarie importanti restrizioni di bilancio in tutti i Dipartimenti. Non sarà avviata nessuna nuova attività a meno che non sia indispensabile.

La situazione finanziaria della Confederazione scoraggia, di conseguenza, l'accettazione della presente mozione. Il Consiglio federale continuerà comunque a seguire attentamente la situazione e proporrà, se del caso e tenendo conto dell'andamento delle finanze federali, eventuali misure necessarie al rafforzamento della rete esterna.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.